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Tracce di memoria… nel Parco Ausoni – A 100 anni dalla Grande Guerra

Nell’aula magna della scuola media “Garibaldi” di Fondi, alle ore 12,40, sarà illustrata e inaugurata l’iniziativa intitolata: “Tracce di memoria… nel Parco – a cento anni dalla Grande guerra”.

Il progetto coinvolgerà oltre 150 alunni delle classi terze medie ed è stato promosso dal Parco naturale regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, curato dalla responsabile del servizio Guardiaparco Emanuela Angelone.

Alla cerimonia interverrà il direttore del Parco Ausoni e Lago di Fondi, prof. Crescenzo Fiore; la dirigente scolastico, dott.ssa Daniela Patrizio; la referente prof.ssa Debora Marrocco.

Il progetto durerà per tutto l’anno scolastico 2016/2017 ed è inserito nel programma regionale Gens 2.0. Quella del centenario della prima guerra mondiale è l’occasione per tenere viva la memoria storica di un evento che ha stravolto gli assetti mondiali e condizionato in maniera perenne la vita della gente comune che, a diverso titolo, vi ha preso parte: Soldati, Donne, Bambini.

Dai racconti e le testimonianze di chi ha vissuto questa drammatica esperienza come soldato, moglie o figlio, dalla documentazione esistente e dalle testimonianze storiche si vuole ricostruire l’assetto del territorio, le condizioni di vita della popolazione locale a quel tempo.

La finalità è quella di creare un maggior legame con il territorio attraverso la consapevolezza che, anche se le principali battaglie si sono svolte a grande distanza, i loro effetti distruttivi hanno coinvolto anche i luoghi in cui vivevano i familiari dei soldati al fronte. Trasmettere il valore della pace ricordando il sacrificio dei soldati e delle famiglie rimaste “sole”.

Verificare gli effetti distruttivi che la Grande guerra ha avuto sulla popolazione locale, sul territorio e sull’economia dello stesso; sarà possibile così scoprire come il conflitto ha modificato la vita delle popolazioni locali.

Si vuole così promuovere la conoscenza del territorio del Parco, non soltanto in termini naturalistici, ma anche attraverso la riscoperta dei luoghi dell’area protetta che hanno subìto trasformazioni culturali, economiche e ambientali indotte dal periodo bellico, attraverso i ricordi degli anziani che hanno vissuto, anche indirettamente, questa drammatica esperienza. Creare una banca dati della memoria, georeferenziata da condividere in rete.

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