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SOS MEDITERRANEE riceve Premio europeo alla società civile

SOS MEDITERRANEE si è aggiudicata il Premio del Comitato economico e sociale europeo (CESE) alla Società civile 2016 per il suo straordinario esempio di solidarietà con i migranti attraverso le operazioni di soccorso svolte nel Canale di Sicilia. La ONG italo-franco-tedesca attiva dal febbraio scorso ha ricevuto il secondo premio (9 000 euro) a riconoscimento del prezioso lavoro di affiancamento della marina italiana e dei mezzi europei nel Mediterraneo e come incentivo a continuare e sviluppare il suo lavoro.

Ricevendo il premo a nome di SOS Mediterranee Italia, Mohammed Abdulfatah, giunto in Italia dall’Etiopia come rifugiato politico negli anni ’90, responsabile del poliambulatorio per gli immigrati di Emergency a Palermo e ora impegnato in questa iniziativa, ha dichiarato: “ringraziamo il CESE per il riconoscimento e per il l’incoraggiamento a continuare quello che stiamo facendo. Ma quello che facciamo non è sufficiente. Da quando abbiamo cominciato le operazioni nel Mediterraneo a fianco delle navi, governative e non, abbiamo portato a bordo oltre 10 000 persone. Eppure la gente continua a morire in mare. Faccio appello all’Unione europea affinché si trovino soluzioni strutturate per evitare che altre vite umane vadano perdute nel Mediterraneo. Si tratta di esseri umani che fuggono la guerra, le persecuzioni, la fame. È nostro dovere soccorrerli e trarli in salvo.”

SOS MEDITERRANEE è nata in Germania su iniziativa di Klaus Vogel, ex comandante della marina mercantile, e della francese Sophie Beau, responsabile di programmi sociali e umanitari, ma si presto estesa alla Francia e all’Italia, più direttamente interessata dalle operazioni. L’organizzazione ha aiutato a salvare oltre 5 000 vite nel Mediterraneo grazie alle sue operazioni di ricerca e salvataggio tra la Sicilia, Lampedusa e la Libia, una rotta migratoria lungo la quale sono annegate migliaia di persone durante la traversata in gommoni sovraffollati messi in mare da trafficanti senza scrupoli. L’ONG lavora in associazione con Medecins sans frontières usando una nave mercantile riconvertita, l’Aquarius, e contando su una squadra composta in maggioranza da volontari.

Il primo premio (14 000 euro) è andato alla ONG ungherese Fondazione Artemisszió per il suo programma “Costruire ponti” a favore dell’integrazione sociale e culturale di migranti e rifugiati nel difficile contesto ungherese. Secondi premi di 9000 euro sono stati attribuiti ex aequo anche a Dionysis Arvanitakis, un fornaio greco di 77 anni che all’apice della crisi infornava oltre 100 kg di pane al giorno per i rifugiati disperati che sbarcavano sull’isola di Kos; a SOS Racismo Gipuzkoa (San Sebastian, Spagna), che con il suo programma “Next Door Family” incoraggia famiglie autoctone e migranti a invitarsi reciprocamente a cena nelle loro case per conoscersi e diventare veri vicini, con risultati estremamente positivi (60 pranzi nel 2012 – 120 famiglie – contro 260 nel 2015 – 520 famiglie-, con una diminuzione significativa della percezione di insicurezza e aumento dei sentimenti positivi nei confronti dei migranti); e a ILIAKTIDA, organizzazione no-profit di Lesbo che aiuta i rifugiati a uscire dai centri di accoglienza e inserirsi nelle comunità locali, trovando loro sistemazioni in abitazioni e appartamenti dove possono condurre una vita normale, conoscere la gente del posto, avere rapporti sociali, partecipare alle attività culturali e quando possibile trovare un’occupazione.

“Sono fiero di mostrare al mondo questi esempi commoventi di solidarietà da parte di organizzazioni europee e di singoli cittadini europei che hanno dato prova di un’enorme capacità di empatia, mobilitazione ed azione organizzata. Desidero anche rendere omaggio alla miriade di organizzazioni e di singoli cittadini che, talvolta anche confrontati ad un contesto ostile o vivendo un periodo difficile di crisi economica, hanno contribuito a rendere un po’ più sopportabile la sofferenza a tanti esseri umani”, ha detto il Presidente Dassis.

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