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Figure simboliche, frammenti d’arte e di spiritualità: mostra all’abbazia di Valvisciolo

Sabato 28 gennaio alle ore 16 presso la Sala Capitolare dell’Abbazia di Valvisciolo verrà inaugurata la mostra fotografica “Figure simboliche, frammenti d’arte e di spiritualità celati tra i chiostri delle abbazie cistercensi di Valvisciolo, Fossanova, Casamari”, che sarà visitabile fino al 5 marzo.

La mostra è promossa dall’Archeoclub di Sermoneta, sempre impegnato nell’azione di valorizzare e far conoscere iil patrimonio culturale. Locale, e con il patrocinio del Comune di Sermoneta e della Comunità Cistercense di Valvisciolo.

Il visitatore scoprirà un’approfondita e inedita lettura delle figure simboliche celate all’interno delle decorazioni dei chiostri cistercensi del Lazio meridionale, soffermandosi in modo particolare nell’analizzare quelle dei chiostri delle abbazie più vicine a noi. «Il chiostro – spiega Sonia Testa, Presidente dell’Archeoclub di Sermoneta – è il punto di riferimento di tutto il complesso monastico, ne rappresenta il “cuore pulsante”, proprio per il suo aspetto di centralità nella vita dei monaci, così come lo è anche nella sua ubicazione. Nei corridoi del chiostro i monaci si riuniscono prima e dopo aver svolto le varie mansioni e alla fine della giornata vi si radunano per la compieta, prima del riposo notturno. Insomma è un luogo con forte valenza teologica, spirituale, morale e mistica. Una sorta di “cittadella di Dio”, dove i monaci trovano tutto ciò che serve per le esigenze dell’anima, dell’intelletto e del corpo. Per questo all’interno delle decorazioni dei capitelli vi si riscontra un forte simbolismo che ripercorre la storia dell’umanità e dell’universo. Tra i capitelli e i peducci vi si trovano riprodotte forme vegetali, animali, teste umane espresse con volumi netti». Insomma, l’Archeoclub di Sermoneta è rimasto letteralmente affascinato dalla forte valenza simbolica, spirituale e artistica di queste raffigurazioni e ha voluto così raccoglierle in una mostra fotografica che vede l’esordio della giovane studentessa Francesca Montin, che con il suo obiettivo fotografico ha saputo cogliere al meglio la bellezza di questi particolari a volte celati tra i capitelli e poco noti. Spiccano così figure di testine con le lingue incrociate a simboleggiare il silenzio. Ma anche ritratti di personaggi storici come Federico II, Pier delle Vigne, dell’abate Giovanni.

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