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Sermoneta in balìa di piromani criminali

È una lotta impari quella che si sta combattendo a Sermoneta contro l’incendio di una intera collina, incendio che ad oggi non è stato ancora domato.
Ogni elemento raccolto riconduce alla matrice marcatamente dolosa di questo incendio, con focolai in diversi punti quasi come fossero stati studiati a tavolino da professionisti.
Quello che non si comprende è il motivo alla base di tali gesti, quali interessi ci possano essere nel dar fuoco a una porzione di vegetazione, con una attività costante e sistematica, se non la follia e la spregiudicatezza umana.
Ma sono anche tanti gli incendi di questo tipo scongiurati dalla Protezione Civile di Sermoneta, che ringrazio a nome di tutta la cittadinanza per quello che stanno facendo: grazie alla campagna antincendio boschivo prevista nel Piano di Protezione Civile e avviata attraverso il protocollo di intesa tra Comune di Sermoneta e Protezione Civile, è stato attivato anche quest’anno il servizio di avvistamento antincendio che ha stroncato sul nascere altre numerose potenziali devastazioni.
L’ultimo incendio purtroppo è avvenuto in una giornata nella quale non solo le temperature erano altissime, ma intere porzioni del Lazio stavano bruciando e di conseguenza inizialmente è intervenuto solo un elicottero. Solo ieri si sono potuti levare in volo su Sermoneta in maniera sistematica i Canadair. Gli interventi di spegnimento sono complicati non solo per la zona impervia dell’incendio, ma anche per la difficoltà di approvvigionamento idrico. Il Chinook utilizzato infatti non poteva caricare l’acqua nell’impianto Mancinella perché il livello era troppo basso e dunque doveva allontanarsi perdendo tempo prezioso.
Devo dire, con estrema chiarezza ed onestà intellettuale, che pensare a meccanismi di prevenzione degli incendi in montagna è pura demagogia. Ne è una dimostrazione che in nessuna altra realtà locale in cui sono avvenuti incendi devastanti nell’ultimo mese (Roccagorga, Maenza, Norma, Sezze, ma anche la stessa Castel Fusano) è stato possibile porre in essere azioni specifiche come fasce frangifuoco, soprattutto quando c’è di mezzo la mano dell’uomo.
L’impegno dell’Amministrazione comunale è fortemente orientato laddove nei fatti è possibile porre interventi a tutela e a salvaguardia delle abitazioni e dell’incolumità dei cittadini, per evitare ad esempio ciò che è avvenuto nella città di Latina. Ci stiamo preoccupando di far rispettare l’ordinanza del 7 giugno per la pulizia dei lotti incolti o di aree a rischio incendi nel territorio urbano: buona parte dei privati hanno provveduto alla pulizia, per altri sono in corso gli accertamenti sanzionatori da parte di Polizia Locale e Carabinieri. Spiace constatare che i più inadempienti sono gli enti pubblici: Ferrovie dello Stato, Provincia di Latina, Consorzio di Bonifica, Università Agraria. Siamo pronti a intervenire in maniera coattiva per provvedere autonomamente qualora questi interventi non venissero eseguiti, addebitando le spese.
Si è già riunito un tavolo tecnico con Amministrazione, Protezione Civile, carabinieri, Associazione Nazionale Carabinieri e la nuova ditta che si occupa della raccolta rifiuti dal 1° agosto; per la prossima settimana ci sarà un altro tavolo operativo. Sono stati stanziati 20.000 euro per implementare il sistema di videosorveglianza ed installare le ecotrappole che consentiranno un migliore controllo e un utile strumento di indagine.
Siamo consapevoli che la Protezione Civile di Sermoneta, che non finirò mai di ringraziare per quanto stanno facendo, non abbia gli strumenti adeguati per fronteggiare queste continue emergenze: abbiamo chiesto un incontro in Regione per una adeguata fornitura di mezzi per operare. Se la Regione non provvederà, interverremo con fondi comunali togliendoli da altri capitoli di bilancio.
C’è poi il dato politico di questa vicenda e delle speculazioni fatte dall’opposizione. Siamo di fronte a un vero sciacallaggio politico: è un’offesa verso tutte le persone che in questo momento sono impegnate nell’emergenza, ma anche verso tutti gli altri Sindaci ed amministratori che, come Sermoneta, stanno subendo in maniera grave l’attacco dei piromani. In nessun Comune, anche laddove ci sono state perdite di vite umane, o dove gli attacchi dei piromani hanno assunto caratteri di sistematicità, come a Castel Fusano dove lo Stato ha ritenuto di inviare l’Esercito, c’è stata da parte delle opposizioni interventi di aggressione così violenti come quello avvenuto a Sermoneta.
Ci sono momenti nei quali la responsabilità morale ed il senso di appartenenza a una collettività dovrebbero uscire dagli steccati della politica; il buon senso o la ragione dovrebbero suggerire, così come dovunque avviene, che va stabilito un rapporto solido dell’intera comunità che si oppone e rigetta l’azione criminale dei piromani.
Interventi speculativi di questo tipo non fanno altro che, indirettamente, favorire l’azione di ogni delinquente.
Rinnovo ai cittadini la richiesta a collaborare per segnalare immediatamente eventuali incendi o denunciare chi viene sorpreso ad appiccarli: ognuno sia consapevole di essere parte attiva della comunità.

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