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Poesia XI Edizione il Premio Stolfi a Leone D’Ambrosio

Al poeta Leone D’Ambrosio un significativo riconoscimento in occasione dell’XI Edizione del Premio Nazionale di Poesia ‘Giulio Stolfi’. Sabato 14 ottobre 2017 nella località di Pignola, vicino Potenza, si svolgerà la cerimonia di assegnazione del prestigioso premio all’artista originario sperlongano.

Diversi gli apprezzamenti indirizzati allo scrittore pontino, in considerazione della pregevole attività poetica che lo ha indirizzato verso esaltanti momenti letterari in diversi anni di intenso impegno nel mondo delle rime.
Una scelta di vita per la quale Leone D’Ambrosio ha ottenuto molteplici riscontri positivi che lo hanno portato a pregevoli risultati letterari in Italia ed all’Estero. E in questo caso è indispensabile parlare di una poesia che si fa strada da sola con un attore che riesce a trattare in modo lineare e compiuto le intime esternazioni e vicissitudini dell’animo e della vita in genere.

A tal proposito abbiamo interrogato lo scrittore pontino per conoscere da dove derivi questa poesia e così lui ha risposto: “ La poesia vera è quella della sofferenza. L’ispirazione arriva all’improvviso quindi è la poesia che arriva da te, la capacità è di saperla cogliere al volo”.

Un giudizio particolare sull’evento letterario di Pignola:” Si tratta di un Premio importante sul piano nazionale. E’ un riconoscimento significativo per le poesie inedite che fanno parte di una raccolta più ampia in pubblicazione nel prossimo anno”.

Quanto conta il mondo esterno per un poeta?: “Per i critici questa è poesia civile. Io credo che la poesia non debba essere etichettata in quanto la Poesia è Poesia! Il sentimento è sentimento Leopardiano, è un esempio, lui ha incarnato il vero senso della Poesia. La Filosofia, la Storia è allo stesso modo”.

Approfondendo il lungo ed esteso cammino intrapreso in campo letterario, c’è da sottolineare come Leone D’Ambrosio, abbia anche ottenuto qualificati Premi, tra i quali, il “Premio Nazionale di poesia ‘Parthenope’ 2014”. In quel ambito si trattava di poesie dedicate alla cara madre Linda, una donna esemplare collegata all’infanzia trascorsa in Francia, nell’ambiente dei pescatori di Marsiglia, con la sofferenza dell’emigrazione.

A parere della critica si tiene ad evidenziare come i versi Leone D’Ambrosio facciano respirare un’inesprimibile voglia di vivere e per questa scelta il fine studioso si avvalga del movimento perenne delle stagioni, laddove si innesta il profondo legame verso la propria terra e traspare ancora una volta il sentimento dell’attesa. Il sole che scoppia, l’uva che matura sui pergolati di sogni, le barche che si dirigono al largo della costa, i sentimenti intimi dei pescatori: sono questi alcuni temi che si avviluppano alle sensazioni interne del meditativo poeta.

Nel tempo, lo stesso ha pubblicato delle apprezzate raccolte come: La meta rubata (Bastogi, Foggia 1999), Sulla via di Damasco (Genesi, Torino 2002) con prefazione di Stanislao Nievo, Amore segreto (Menna, Avellino 2006) con prefazione di Pasquale Maffia ed in francese Je dormirai dans ton ame (Chaumeil, Paris 2006) con una nota di Jean Chélini.

Nel castello ‘Miramare’ di Formia, ha anche ricevuto l’ambito riconoscimento del Premio di Poesia Tulliola, e, nel ruolo di ispiratori iniziali della sua carriera letteraria, vengono annoverati gli importanti scrittori, Libero de Libero, Nicola Napoletano, Natalia Ginzburg e Stanislao Nievo”.

Tra quei libri che hanno maggiormente avvinto il poeta nativo di Marsiglia si scopre il valore di “Amore segreto”, la raccolta scritta dopo un lungo periodo di sofferta attesa a causa di una dura malattia. L’autore ha tenuto a ricordare come il miracolo sia arrivato una notte grazie proprio ad un dono di un “amore segreto”, che gli ha ridato la forza di tornare a vivere in questa vita che nonostante tutto è bella da vivere.

Un libro ricco di suggestioni in cui campeggia la significativa e amata figura della madre Linda, la donna che valorizza il personaggio materno che segue, che fa crescere, che davvero dimostra di volerti bene per tutta la vita!
Questa magnifica raccolta poetica si caratterizza per la singolare prefazione della poetessa Maria Luisa Spaziani, che così interpreta le rime dello scrittore di Sperlonga: “Leggendo i versi commossi (aggettivo per difetto) che Leone D’Ambrosio dedica a sua madre, ho offerto all’amico poeta il massimo riconoscimento possibile:l’identificazione simpatica o simpatetica con quel suo sentire specifico. Mi ero messa, insomma, sulla sua stessa lunghezza d’onda, ritrovavo le ore della morte di mia madre, le sue parole erano le mie, a lampi sua madre era mia madre….
Nella poesia di D’Ambrosio si sente che la radice è profonda e inamovibile come quella della quercia.

Sia nomade, zingaro o fuggiasco il poeta che scrive non può mentire, come in parte si fa nella poesia d’amore, magari degradandosi in ricordo la fiamma originale. La base delle nostre esperienze e vicende personali è la memoria e se nei versi commossi di Leone D’Ambrosio ho ritrovato mia madre, è perché la poesia è come la preghiera, t’astrae da quello che è immediatamente esultabile e la morte non è che da considerare un momento in cui si parte per un viaggio senza sapere dove andiamo”.

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