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Migranti. Dublino: stati membri devono accogliere la propria quota di richiedenti asilo

I paesi dell’UE che si rifiutano di ricollocare i richiedenti asilo dovrebbero avere un accesso limitato ai fondi UE, secondo il progetto di mandato negoziale sulle nuove regole di Dublino.

Giovedì, la commissione per le libertà civili ha approvato le sue proposte per un nuovo regolamento di Dublino, pietra angolare del sistema d’asilo dell’Unione europea, che mirano a rimediare alle attuali debolezze e a creare un sistema solido per il futuro.

Il primo paese di arrivo non sarà più automaticamente responsabile per i richiedenti asilo. L’ attribuzione della responsabilità sarebbe invece basata sui “reali legami” con uno Stato membro, quali la famiglia, l’avervi già vissuto in precedenza o gli studi.

In assenza di questi legami, i richiedenti asilo verrebbero automaticamente assegnati ad uno Stato membro dell’UE in base ad un metodo di ripartizione fisso, non appena registrati e dopo un controllo di sicurezza e una rapida valutazione dell’ammissibilità della loro domanda di protezione. Ciò per evitare che gli Stati membri “in prima linea” si assumano una quota sproporzionata degli obblighi internazionali dell’Europa nei confronti delle persone bisognose e per accelerare le procedure di asilo.

Gli Stati membri che non rispettano le norme rischiano di veder ridotto il loro accesso ai fondi UE.

Il progetto di relazione preparato da Cecilia Wikström (ALDE, SE) è stato approvato con 43 voti a favore e 16 contrari, senza alcuna astensione. Il testo costituisce il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con gli Stati membri in seno al Consiglio.

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