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Il suolo europeo merita una migliore gestione

Mantenere o migliorare la salute del suolo europeo è una delle sfide più importanti per preservare il nostro sostentamento. Dobbiamo essere consapevoli della qualità del nostro suolo, al fine di reagire in tempo utile. Quale primo passo verso una gestione migliore e sostenibile del suolo dell’UE, il CESE propone un quadro di riferimento comune europeo al fine di stabilire una terminologia uniforme e criteri armonizzati per un buono stato del suolo. I proprietari e gli utilizzatori dei terreni hanno un ruolo particolare nel fornire servizi ecosistemici in relazione al suolo europeo, e hanno bisogno di sostegno da parte dell’UE. Una politica agricola comune (PAC) più moderna dovrebbe pertanto attribuire un’attenzione particolare alla salute e alla fertilità dei terreni agricoli e del suolo. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad adottare misure adeguate di protezione del suolo nell’ambito del secondo pilastro della PAC.

Ogni dieci anni, l’Europa perde una quota di terreni arabili delle dimensioni di uno Stato membro – Le questioni relative al suolo sono una delle priorità principali della presidenza estone e rivestono inoltre importanza alla luce di una recente Iniziativa dei cittadini europei (ICE). Tra i principali obiettivi dell’iniziativa figura quello di “riconoscere il suolo come un patrimonio comune che necessita di protezione a livello UE, in quanto apporta considerevoli benefici legati al benessere umano e alla resilienza ambientale”. Nella sessione plenaria di ottobre, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato un parere sul tema Utilizzo del suolo per una produzione alimentare e servizi ecosistemici sostenibili, richiesto dalla presidenza estone dell’UE. “Il nostro parere persegue un obiettivo di sensibilizzazione”, ha dichiarato il relatore Roomet Sõrmus. “Spesso trattiamo il nostro territorio come se ce ne fosse in abbondanza. In soli sei anni, dal 2006 al 2012, la sottrazione di territorio nei paesi europei è stata pari a circa 107.000 ettari l’anno, il che si traduce in una perdita di terreni arabili pari alle dimensioni di Cipro in meno di 10 anni. Occorre mettere fine a questa enorme domanda di terreno”.

Un quadro di riferimento per una gestione sostenibile del suolo – La perdita delle superfici agricole a causa del degrado del suolo, dell’abbandono dei terreni, dei cambiamenti climatici e dell’urbanizzazione rappresenta un grosso problema in tutti gli Stati membri. Il suolo è importante non solo per la produzione alimentare, ma anche per tutta una serie di altri servizi ecosistemici. “I nostri suoli devono essere protetti. Una strategia europea comune in materia di protezione del suolo che definisca il buono stato del suolo, stabilisca una terminologia uniforme e criteri armonizzati di controllo e determini le misure strategiche prioritarie, sarebbe fondamentale ai fini dell’uso sostenibile e della protezione dei terreni agricoli”, afferma Sörmus.

La PAC deve prendere in considerazione il ruolo fondamentale dei suoli europei per la nostra sussistenza – Gli agricoltori svolgono una funzione fondamentale nella fornitura di prodotti alimentari e di servizi ecosistemici, un ruolo che deve essere riconosciuto. Le sfide che l’agricoltura deve affrontare sono varie quanto la stessa Europa e tra esse figurano il mantenimento della biodiversità, la promozione di pratiche agricole sostenibili, l’aumento dell’efficienza in termini di produzione, una minore pressione nell’uso del suolo, ecc. Secondo Brendan Burns, presidente della sezione specializzata Agricoltura del CESE, “Al momento di definire e riformare la politica agricola comune, bisognerà tener conto di questi aspetti, importantissimi per la salute e la fertilità dei terreni agricoli e del suolo e per i suoi diversi servizi ecosistemici, quali ad esempio, i bacini di raccolta dell’acqua e del carbonio”.

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