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Lotta contro il terrorismo: arrestare il flusso dei finanziamenti

Le commissioni parlamentari stanno lavorando a nuove strategie per impedire il finanziamento delle azioni e organizzazioni terroristiche. Per prevenire gli attacchi e bloccare il flusso di fondi bisogna combattere il riciclaggio mondiale di denaro e la criminalità organizzata, dicono gli eurodeputati.

Il rapporto “Tagliare le fonti di sostentamento dei jihadisti” propone un sistema di scambio di informazioni fra le agenzie di sicurezza nazionali. Lo scambio dovrebbe essere coordinato da unità di intelligence finanziaria.

“Il terrorismo è un crimine globale”, ha spiegato Javier Nart, europarlamentare spagnolo dei Democratici e Liberali e relatore del rapporto, “la risposta deve quindi essere globale”.

Il continuo flusso di denaro tiene in vita le organizzazioni di jihadisti. Il problema è che le informazioni su questo flusso di denaro sono disperse fra diversi stati membri dell’UE e quindi è difficile individuarne la provenienza e bloccarlo.

La fine dell’ISIS: una speranza prematura?
I territori ancora nelle mani dell’ISIS forniscono ai terroristi risorse naturali come il petrolio. Fino alle recenti perdite, l’ISIS ha controllato più di 161 giacimenti di petrolio attivi in Siria. Si stima che però le finanze dell’organizzazione siamo scese da 1.9 miliardi di dollari del 2014 a 870 milioni di dollari nel 2016.

Il denaro per finanziare guerra e terrorismo non viene solo dall’interno, ma da fonti diverse di finanziamento internazionale, attraverso attività di crimine organizzato. Secondo uno studio richiesto dalla Commissione Sicurezza e difesa l’amministrazione delle risorse esterne avviene in maniera centralizzata. Quindi deve essere congiunto e internazionale lo sforzo per impedire la circolazione di questi finanziamenti.

La lotta al terrorismo non si vince solo sul piano militare. L’organizzazione terroristica internazionale deve essere isolata e le deve essere impedito di accedere alle risorse provenienti dall’esterno.

La situazione in Europa – La minaccia terrorista non si spegne con l’arretramento territoriale dell’ISIS. Anzi, gli attacchi nelle nostre città potrebbero essere perfino più severi se l’ISIS continua a poter compiere attacchi “a basso costo” che colpiscono i civili. “In certi Stati membri come il mio, la Francia, questa minaccia è rilevante. Un mostro onnipresente che incombe sui cittadini” ha dichiarato la presidente della Commissione speciale sul terrorismo, Nathalie Griesbeck (Democratici e Liberali).

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