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Chiara Civello: il 28 febbraio in concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma

Ph Solange Souza

Il pop italiano elegante, le influenze brasiliane, una manciata di cover sorprendenti, gli arrangiamenti elettronici. Tutto questo e molto altro è ECLIPSE, il nuovo album di Chiara Civello. “L’Eclisse è un’ombra nel sole o un sole nell’ombra, è una macchia scura che ha il sapore del vuoto e gli argini infuocati. È la fine di qualcosa e l’inizio di altro. La vita ha tante eclissi, tanti vuoti e col tempo ho imparato a lasciarli risuonare… e a farli ballare”.

Gli elementi fondanti della musica di Chiara acquistano un sapore nuovo, grazie alla produzione illuminata di Marc Collin (Nouvelle Vague), che trova un perfetto equilibrio tra atmosfere classiche e sonorità moderne.

“L’ho conosciuto a Parigi nell’estate del 2015 quando aprivo il concerto di Gil e Caetano, ed è stato amore a prima vista. Dopo aver ascoltato le mie nuove canzoni, Marc mi ha proposto una lettura nuova, che preservava le mie caratteristiche ma le accostava a suoni molto speciali. Non gliel’ho fatto ripetere due volte: sono partita per Parigi, ho preso una casa a Marais e ci siamo immersi in un magico mondo di organi elettrici anni ‘70, uccellini e suoni di vento, batterie elettroniche e musicisti geniali abbiamo creato il sound di ECLIPSE”.

Per lavorare al nuovo repertorio, Chiara si è circondata di qualche amico di talento: Francesco Bianconi (Baustelle) e Pippo Kaballà hanno scritto con lei la rarefatta New York City Boy; Cristina Donà è la co-autrice di To Be Wild, sognante e malinconica; al raffinato chansonnier milanese Diego Mancino è affidato il compito di raccontare Come vanno le cose, in apertura dell’album; il sorprendente talento dei giovani cantautori Dimartino e Diana Tejera è al servizio di Cuore in tasca e di La giusta distanza. Le atmosfere brasiliane affiorano qui e là in tutto l’album, ma sono due le canzoni che Chiara dedica al suo mondo musicale d’elezione: Sambarilove, un contagioso “sambalanço” scritto a quattro mani con Rubinho Jacobina (che duetta con Chiara), e Um Dia, firmata con l’eclettico chitarrista Brasiliano Pedro Sà.

La scelta delle cover ha uno spiccato sapore cinematografico: c’è una versione intima per chitarra e voce di “Amore, amore, amore”, scritta da Alberto Sordi e Piero Piccioni; “Quello che conta”, interpretata da Luigi Tenco e scritta da Ennio Morricone e Luciano Salce per il film La Cuccagna, è un magnifico omaggio al cantautore genovese, a cinquant’anni dalla sua drammatica scomparsa; “Eclisse Twist” è una celebrazione del cinema di Michelangelo Antonioni, che scrisse la canzone con Giovanni Fusco per affidarla alla voce di Mina. E a proposito della Tigre di Cremona, c’è anche una versione decisamente originale del superclassico “Parole parole”. Racconta ancora Chiara: “In ogni disco io cerco una nuova “prima volta”, un nuovo sogno e una nuova sfida. Eclipse ha realizzato il mio desiderio di fare un album “visuale”, pittorico, di “canzoni cinematiche”, canzoni in pellicola. In una soggettiva che potesse permettere a chi ascolta di viverle e di vederne la luce, le ombre, il chiaroscuro, i controluce. Da lì nasce anche la mia scelta di inserire delle cover legate al cinema Italiano. Antonioni, Piccioni, Sordi, Tenco, Salce, Morricone, e così questo mio nuovo ciclo si chiude e i miei vuoti si colorano, cosa che la copertina di Matteo Basilè ha ritratto alla perfezione”.

È giusto raccontare ancora un aneddoto, che ha dato a Chiara la certezza di essere sulla retta via musicale: “Una domenica pomeriggio, mentre passeggiavo sovrappensiero su Pont Sully, chiedendomi se quella cinematica fosse la via giusta, i miei occhi, vaganti come per un segnale divino, all’improvviso si sono fermati sul volto di Claudia Cardinale che attraversava placidamente lo stesso ponte per tornare a casa. L’ho seguita con lo sguardo, con il cuore gonfio, poi l’ho rincorsa, ho preso coraggio, l’ho fermata e raggruppando le uniche due parole che la timidezza e lo stupore mi lasciavano pronunciare le ho detto: “Grazie, Claudia”.

La data
28 febbraio Roma, Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli

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