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L’alleanza europea per la coesione mette in guardia la Commissione: tagliare i fondi regionali è un rischio per il futuro dell’Europa

La politica di coesione dell’UE deve continuare a rappresentare almeno un terzo del bilancio dell’Unione dopo il 2020 e a sostenere tutte le regioni europee. Tagliarne i fondi potrebbe aggravare le divisioni in Europa e metterebbe a repentaglio il futuro dell’Unione europea. È questo il messaggio rivolto oggi dall’iniziativa su scala europea #CohesionAlliance (Alleanza per la coesione) alla Commissione, che si prepara a presentare il suo progetto di futuro bilancio dell’UE il 2 maggio prossimo.

Con una dotazione di bilancio di oltre 350 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, la politica di coesione – attuata tramite i fondi strutturali e di investimento europei – è il principale strumento per gli investimenti dell’UE e punta a ridurre le disparità regionali, creare posti di lavoro, aprire nuove prospettive economico-imprenditoriali e affrontare sfide globali come i cambiamenti climatici e la migrazione. È l’unica politica dell’UE che raggiunge tutte le comunità locali d’Europa coinvolgendo i vari attori a livello locale nella realizzazione di strategie di crescita guidate da obiettivi europei comuni.

L’impatto finanziario della Brexit e la necessità di finanziare nuove priorità quali la difesa, la sicurezza e il controllo delle frontiere esterne, rischiano di ridurre le dotazioni finanziarie per la politica di coesione nel prossimo bilancio a lungo termine dell’UE – o quadro finanziario pluriennale (QFP) – che fissa i tetti di spesa per il periodo successivo al 2020. Per scongiurare questo rischio e rendere più visibile il ruolo vitale della politica di coesione, la #CohesionAlliance è stata lanciata nell’ottobre 2017 dalle principali associazioni europee delle regioni e delle città – la Comunità di lavoro delle regioni europee di confine (AGEG-AEBR), l’Assemblea delle regioni d’Europa (ARE), la Conferenza delle assemblee legislative regionali europee (CALRE), il Consiglio dei comuni e delle regioni d’Europa (CCRE), la Conferenza delle regioni periferiche marittime d’Europa (CRPM) ed Eurocities – insieme al Comitato europeo delle regioni.

L’obiettivo dell’Alleanza per la coesione è che il bilancio dell’UE dopo il 2020 consenta di mettere a disposizione di tutte le regioni dell’Unione una politica di coesione più forte, più efficace e visibile. Dal lancio dell’iniziativa, la dichiarazione dell’Alleanza è stata sottoscritta da oltre 4 000 firmatari a titolo individuale, 100 regioni, 70 città e province, 50 associazioni di enti locali e regionali, 40 europarlamentari e 30 associazioni di categoria dell’UE.

A nome della CALRE, il presidente del consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti ha sottolineato che “Le Regioni europee unite chiedono con forza che il Budget UE post 2020 garantisca risorse adeguate a tutti i territori per migliorare le capacità di investimento e proseguire nel cammino della crescita economica, che sarebbero gravemente compromesse da tagli alla politica di coesione. Siamo inoltre convinti che il supporto alle riforme strutturali non debba gravare sui fondi della politica di coesione, creata per raggiungere uno specifico obiettivo scritto nei Trattati”.

Il Presidente del CdR Karl-Heinz Lambertz ha precisato che “se vogliamo un’Europa che investa in ciascuna comunità, che sia più efficace, visibile, meno centralizzata e a favore della cooperazione al di là delle frontiere; abbiamo bisogno di una politica di coesione forte per tutte le regioni e di un bilancio dell’UE più consistente. Tagliare il bilancio avrà gravi conseguenze per la prosperità e l’unità della futura Unione europea”.

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