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Deliberazione unanime per salvare il Punto di Primo Intervento di Sabaudia

Uniti per una battaglia comune per il bene della città di Sabaudia e della sua popolazione, nel rispetto e tutela del diritto alla salute e all’accesso alle cure primarie. Il Consiglio comunale, convocato in via straordinaria per il 10 agosto, ha deliberato all’unanimità e formalizzato il documento, allegato alla deliberazione, con il quale si chiede il mantenimento del Punto di Primo Intervento della città delle dune e l’integrazione dei servizi di assistenza e cure mediche primarie, e dunque la revoca del decreto interministeriale 70/2015.

“Questo atto è frutto della collaborazione di tutti i consiglieri comunali di questo Comune, di mesi di lavoro, di incontri e riunioni istituzionali. Io stessa, insieme all’assessore Zaottini, mi sono fatta parte diligente e con gli altri sindaci interessati dal problema, abbiamo condiviso l’esigenza di portare avanti, in tutti in Consigli comunali, in modo bipartisan, questa importante battaglia mirata a garantire i servizi alla salute, che in alcuni punti dovrebbero essere addirittura integrati – ha commentato il sindaco Gervasi – Parliamo di 12 Enti comunali per un totale di 200mila abitanti, molti dei quali sul mare dunque località turistiche soprattutto nella stagione estiva. Proprio come il nostro che, anche per le sue particolari caratteristiche geomorfologiche, ha la necessità di garantire a cittadini e visitatori accessibilità immediata alle prime cure, senza dover ricorrere a strutture ospedaliere e di pronto soccorso distanti decine di chilometri”.

Il Punto di Primo Intervento di Sabaudia ha subito una importante evoluzione nel tempo, la sua funzione è stata ampliata e negli anni ha contribuito a salvare un numero notevole di vite umane. Le statistiche parlano di oltre 12mila assistiti, dunque il doppio degli accessi minimi richiesti per poter mantenere in vita i PPI.

“Ringrazio tutti i consiglieri per aver aderito all’appello, in particolare Renato Bianchi che si è fatto promotore insieme a me della prima stesura del documento, poi condiviso con l’intera assise consiliare. E preciso che questo è solo il primo atto di una lunga battaglia. C’è la volontà di andare anche davanti i Palazzi preposti per far valere le nostre ragioni e la garanzia del diritto alla salute di tutti noi, costituzionalmente sancito, quale fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, ha concluso il sindaco.

Il giorno 16 agosto verranno trasmessi tutti gli atti, congiuntamente con gli altri Comuni, al ministro della Salute Giulia Grillo, al ministro dell’Economia Giovanni Tria e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Con la suddetta deliberazione, il Consiglio comunale di Sabaudia ha chiesto espressamente:

al ministro della Salute Giulia Grillo e al ministro dell’Economia Giovanni Tria,

1) di revocare il Decreto interministeriale (decreto ministeriale) 70/2015 nella parte in cui prevede e predispone la chiusura del Punto di Primo Intervento di Sabaudia soggetto a chiusura;
alla Regione Lazio,
2) di mantenere il Punto di Primo Intervento di Sabaudia, favorire il suo potenziamento e la revoca del DCA del 5.7.2017 n.70; nonché di migliorare il PPI di Sabaudia e i servizi assistenziali esistenti per adeguarli all’accresciuta popolazione residente;
al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti,
3) per quanto di competenza di revocare in autotutela tutti gli atti richiamati nella presente delibera volti alla chiusura del Punto di Primo Intervento sito presso Via Conte Verde da poter configurare una interruzione del servizio stesso a Sabaudia;
4) di valutare formalmente il mantenimento del Punto di Primo Intervento di Sabaudia e il suo potenziamento e la revoca del DCA del 5.7.2017 n° U00257 n.70;
5) di migliorare il PPI di Sabaudia e procedere alla sua integrazione con l’assistenza territoriale;
6) di convocare la Conferenza Locale per la sanità al fine di esaminare tutti gli aspetti del problema della rete di emergenza territoriale congiuntamente agli altri Sindaci;
7) di adottare tutti gli strumenti e procedure atti a tutelare il diritto alla salute costituzionalmente sancito, quale fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività;
8) di intervenire per trovare soluzioni idonee alle criticità in materia di intervento e accessibilità alle cure primarie, scongiurando la diminuzione di prestazioni al cittadino e la chiusura dei Punti di Primo Intervento presenti sui territori;
9) di attivare tutta una serie di iniziative dedicate alla promozione della salute, con proposte concrete e atti formali coinvolgendo le Pubbliche Amministrazioni interessate, garantendo la possibilità di mantenere in vita i Punti di Primo Intervento e di integrare i servizi di tutela della salute su tutti i territori coinvolti;
10) di soprassedere alla chiusura degli attuali PPI determinando un ingiusta interruzione di un Servizio Pubblico essenziale che non può essere sostituito da soluzioni tampone;
al Presidente VII Commissione Sanità della Regione Lazio Giuseppe Simeone:
11) la convocazione di una commissione ad hoc sul tema in questione con audizione di tutti i sindaci interessati nel più breve lasso di tempo;
12) di intervenire per trovare soluzioni idonee alle criticità in materia di intervento e accessibilità alle cure primarie, scongiurando la diminuzione di prestazioni al cittadino e la chiusura dei Punti di Primo Intervento presenti sui territori;
13) di attivare tutta una serie di iniziative dedicate alla promozione della salute, con proposte concrete e atti formali coinvolgendo le Pubbliche Amministrazioni interessate, garantendo la possibilità di mantenere in vita i Punti di Primo Intervento e di integrare i servizi di tutela della salute su tutti i territori coinvolti;
14) di farsi parti attiva a tutela della popolazione del territorio di Sabaudia onde evitare la chiusura degli attuali PPI determinando un ingiusta interruzione di un Servizio Pubblico essenziale che non può essere sostituito da soluzioni tampone.

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