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La Corte dei conti europea accoglie con favore una maggiore protezione per chi segnala violazioni nell’UE

Secondo un nuovo parere della Corte dei conti europea, il sistema proposto dalla Commissione europea per proteggere le persone che segnalano violazioni del diritto dell’UE (cosiddette “persone segnalanti”) potrebbe accrescerne i diritti in tutti gli Stati membri e affidare ai cittadini un ruolo centrale nel far sì che la normativa UE sia applicata nel contesto del loro lavoro. La Corte giudica positivamente la proposta, pur osservando che in alcuni casi potrebbe risultare troppo complessa per essere pienamente efficace.

A seguito di una serie di casi di alto profilo, nell’aprile 2018 la Commissione ha proposto una direttiva riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione, attualmente all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio.

La Corte ritiene che il sistema proposto aiuterebbe a migliorare la gestione delle politiche e dei programmi dell’UE, in modo complementare alle procedure di infrazione avviate dalla Commissione contro gli Stati membri. La Corte ritiene inoltre che, nei casi riguardanti gli interessi finanziari dell’UE, le segnalazioni potrebbero generare economie per il bilancio dell’UE.

“La Corte osserva che attualmente gli Stati membri dell’UE adottano un’ampia varietà di approcci alla segnalazione di illeciti”, ha affermato Pietro Russo, il Membro della Corte dei conti europea responsabile del Parere. “Una direttiva esaustiva, ben concepita e di facile lettura potrebbe costituire uno strumento efficace e contribuire alla tutela del bilancio dell’UE, alla sana gestione finanziaria e al rispetto dell’obbligo di rendiconto”.

Tuttavia, la Corte è preoccupata dalla complessità dell’ambito di applicazione della direttiva. La Commissione incoraggia gli Stati membri a considerare di ampliare l’ambito di applicazione della direttiva per garantire un quadro normativo completo e coerente a livello nazionale. Nel caso non vi fosse tale ampliamento volontario, avverte la Corte, i potenziali segnalanti dovrebbero capire se la direttiva si applichi o meno alla violazione che intendono segnalare, in modo da poter beneficiare della protezione. Ciò potrebbe scoraggiarli.

A giudizio della Corte, il problema è in parte risolto, giacché la proposta prevede di fornire ai potenziali segnalanti informazioni chiare e facilmente accessibili, consulenza e assistenza, oltre a contemplare misure contro le ritorsioni. La Corte invita però a incrementare le attività di formazione e di sensibilizzazione del personale, sottolineando l’importanza di promuovere un ambiente positivo e di fiducia nel quale la segnalazione delle violazioni sia parte indiscussa della cultura dell’ente/dell’impresa.

La Corte conclude che il fattore discriminante per la protezione delle persone segnalanti debba essere l’interesse pubblico delle informazioni rivelate. Agli Stati membri non dovrebbe esser consentito rifiutare la protezione sulla base delle intenzioni soggettive o delle motivazioni specifiche della persona segnalante.

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