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Ingenti danni sulle coste a causa delle mareggiate

Il maltempo, che ha flagellato ieri il Paese, ha determinato gravissimi danni anche alle imprese balneari, (quantificabili in diversi milioni di euro), demolendo strutture ed attrezzature sulla costa: dalla Liguria alla Puglia, dal Veneto all’Abruzzo, nessuna Regione è stata risparmiata dalla furia distruttiva.

Questo il principio della lettera inviata stamane al Premier Giuseppe Conte e, per conoscenza, al Ministro del Turismo Gian Marco Centinaio, dai Sindacati di categoria S.I.B. Confcommercio, FIBA Confesercenti e OASI Confartigianato.

Le immagini delle mareggiate e delle trombe d’aria, che hanno infierito sulle nostre coste, sono assai eloquenti per rappresentare la forza devastante della natura su aziende già martoriate da una condizione di assoluta precarietà ed incertezza normativa, a causa della scelta ingiusta e scellerata di applicare la Direttiva Bolkestein a un settore che andrebbe escluso per ragioni giuridiche economiche e sociali – prosegue la missiva.

È proprio questa attuale assurda condizione di aziende a termine, (in quanto le concessioni demaniali sono tutte a scadenza il prossimo 31 dicembre 2020), che impedisce, per le numerosissime aziende colpite, ogni possibilità di investimento per il ripristino della loro funzionalità; per molte spiagge è persino a rischio l’attività nella prossima stagione estiva.

Non chiediamo soldi pubblici ma solo tempo per poter continuare ad essere il ‘fiore all’occhiello’ del turismo del nostro Paese. E’ tempo di affrontare la questione balneare dando certezza e continuità aziendale a un settore che da troppo tempo chiede, non risorse pubbliche, ma, semplicemente, di essere messo nelle condizioni di poter continuare a svolgere il proprio lavoro.

Il 2 luglio scorso Le abbiamo chiesto di rinunciare all’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale delle leggi regionali liguri, emanate in materia a difesa delle aziende balneari, e di trasformarle in leggi nazionali. Siamo disponibili ad esaminare le eventuali proposte alternative.

Ciò a cui le imprese balneari italiane non sono più disponibili ad accettare sono posizioni dilatorie condite da formali, quanto generiche, assicurazioni e dichiarazioni di vicinanza e condivisione. Riteniamo che sia ormai arrivato il tempo di interventi normativi per mettere in sicurezza il settore e fornire una continuità di lavoro a 30 mila aziende balneari, quasi tutte a conduzione familiare.

Dopo le Sue ripetute assicurazioni di un interessamento della maggioranza parlamentare, di cui è espressione, di risolvere questo problema – conclude la nota – le imprese balneari confidano in Lei e nel Suo governo per passare, finalmente, dalle parole ai fatti.

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