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CESE invita UE a compiere ogni sforzo per garantire la propria indipendenza e sovranità nello spazio dai principali concorrenti

In occasione della sua ultima sessione plenaria, svoltasi il 17 ottobre 2018, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato un parere teso a migliorare i risultati del programma spaziale dell’UE e a rafforzarne la visibilità. Il CESE sostiene le iniziative avviate dall’UE al fine di rimanere tra le principali potenze spaziali indipendenti, ma chiede maggiori investimenti nella ricerca, nelle start-up e negli incubatori di imprese, nonché una coerente applicazione di un principio di “preferenza europea”. L’accento dovrebbe essere posto chiaramente sulla ricerca riguardante le attività minerarie nello spazio e sui benefici che le attività spaziali potrebbero offrire in termini di sviluppo sostenibile.

Secondo la proposta, la Commissione europea è determinata a garantire l’applicazione di un principio di “preferenza europea” e a riaffermare un forte valore europeo. Il CESE tuttavia ritiene che non sia chiaro in che modo intenda farlo e propone una strategia che si articola su tre livelli:

· sostenere le industrie europee dei lanciatori

· investire nelle attività minerarie nello spazio

· comunicare i vantaggi ai cittadini

Un progetto ambizioso richiede un budget ambizioso. Il CESE approva il bilancio di 16 miliardi di EUR, che considera un “importo di riferimento privilegiato”, ma invita l’UE a esplorare nuove sinergie con la Banca europea per gli investimenti per sostenere progetti di ricerca, di concezione e di produzione nel settore spaziale per imprese private, PMI e start-up. Gli investimenti nelle industrie locali sono essenziali per rafforzare la sovranità europea. “In questo momento delicato sarà ancora più importante preservare la nostra indipendenza, soprattutto ora che partner una volta affidabili come gli Stati Uniti non possono più essere considerati come tali”, osserva Raymond Hencks, relatore del parere.

Uno degli elementi essenziali è il lavoro riguardante i lanciatori. Fino a qualche decennio fa, Arianespace deteneva il 60 % del mercato. Ora sono i razzi Elon Musk a essere leader del mercato, facendo abbassare i prezzi. La concorrenza sul mercato è stata alterata dall’azienda americana SpaceX, che trae notevoli vantaggi dall’enorme potere finanziario della NASA e del Pentagono, che consente agli americani di essere i leader mondiali del settore. “L’Europa deve sostenere le società europee produttrici di lanciatori, in modo che non siano svantaggiate dalla concorrenza sleale dei produttori di altre regioni del mondo”, sostiene ancora Hencks.

Il CESE ritiene che l’Europa debba garantire il mantenimento della competitività di Arianespace sostenendo i lanciatori di nuova generazione (ad esempio Ariane 6 e Vega C), introdotti per conseguire una riduzione dei costi di produzione e dei tempi di progettazione/costruzione mantenendo nel contempo la qualità e l’affidabilità che hanno fatto di Ariane 5 un leader industriale.

Investire nelle attività minerarie nello spazio – Il CESE chiede all’Europa di affrontare la questione delle attività minerarie nello spazio.

Secondo il Trattato sui principi che disciplinano le attività degli Stati in materia di esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra-atmosferico, inclusa la Luna e gli altri corpi celesti, meglio conosciuto come “Trattato sullo spazio extra-atmosferico”, tutti i paesi dovrebbero avere libero accesso allo spazio, ma lo spazio e i corpi celesti non possono essere oggetto di appropriazione da parte di alcuna nazione. Per quanto riguarda le recenti attività di ricerca mineraria nello spazio, sorge il problema se il prelievo di minerali dallo spazio sia un’attività lecita o se si debba prevedere un nuovo trattato internazionale.

Nel frattempo, gli Stati Uniti si sono mossi in modo autonomo adottando una legge (U.S. Commercial Space Launch Competitiveness Act) che consente questo tipo di attività. Anche il Lussemburgo ha approvato una legge che consente il prelievo di minerali da asteroidi, seguendo l’esempio delle aziende spaziali di Stati Uniti, Corea e Arabia Saudita.

“Questi paesi non attenderanno l’entrata in vigore di nuovi accordi internazionali, e su questo fronte l’Europa è assente. In collaborazione con l’ESA, l’UE dovrebbe agire rapidamente per garantire un chiaro valore europeo e il suo coinvolgimento nell’uso delle risorse minerali”, afferma Hencks.

Comunicare i vantaggi ai cittadini – La scoperta di risorse naturali non è il solo vantaggio dell’esplorazione dello spazio. Ad esempio, potrebbero esservi benefici illimitati in termini di sviluppo sostenibile. Il CESE concorda sulla scelta di concentrare il programma spaziale sul monitoraggio dei cambiamenti climatici e dei traffici illeciti, nonché sull’osservazione delle regioni polari e sulla gestione delle foreste e delle acque.

Il Comitato mette però in rilievo il potenziale ancora sottovalutato di Copernicus (il programma di osservazione della Terra), in particolare nel settore marittimo e in quello agricolo. I risultati conseguiti in campo spaziale consentono progressi in materia di sostenibilità: occorre adoperarsi con maggiore impegno per sfruttare al meglio le risorse e i programmi a nostra disposizione.

L’UE dovrebbe spiegare chiaramente tutto questo ai cittadini: la Commissione dovrebbe avviare campagne di comunicazione tese a sensibilizzarli all’importanza dei programmi spaziali. I cittadini non sembrano sapere, ad esempio, in che misura la loro vita quotidiana dipende dalle applicazioni del programma spaziale europeo.

È essenziale migliorare l’offerta di istruzione nel settore delle scienze spaziali nelle scuole e di corsi di master in ingegneria spaziale, al fine di formare i giovani europei e di rafforzare l’affidabilità del programma spaziale dell’UE e la competitività internazionale dell’industria spaziale europea.

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