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Roma. Sinagoga: inaugurata la nuova illuminazione artistica

Nuova luce sul Tempio Maggiore. Installati quarantaquattro proiettori di diversa potenza e luminosità, in grado di mettere in risalto i numerosi elementi che caratterizzano la struttura architettonica della sinagoga romana. Tutti gli apparecchi di illuminazione sono stati posizionati in modo da non alterare la percezione del complesso architettonico, nel rispetto di tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente.

Il quadro elettrico è equipaggiato con orologio astronomico per regolare automaticamente le accensioni e gli spegnimenti secondo il ciclo dell’alternanza luce/buio, che varia a seconda delle stagioni.

Un intervento che ne valorizza dunque gli elementi caratteristici, a partire dalla cupola a padiglione, dal tamburo e dalle dodici finestre che lo orlano. Anche in questo caso, in continuità con quanto già realizzato per le altre illuminazioni artistiche curate da Acea, è stata utilizzata la tecnologia a led di ultima generazione, che permette un’ampia possibilità di impiego di ottiche di precisione utili a proiettare la luce nelle aree interessate evitando dispersione e con un notevole risparmio di energia elettrica.

Tutto grazie al progetto di illuminazione artistica permanente che Roma Capitale ha firmato con Acea e per la Sinagoga di Roma. L’accensione ufficiale è avvenuta giovedì sera alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi, del rabbino capo Riccardo Di Segni, della presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello e della presidente di Acea Michaela Castelli.

Questo è l’ultimo progetto, della lunga serie di illuminazioni artistiche realizzate da Acea negli ultimi mesi a Roma e nell’area metropolitana, dopo il Palatino, la Piramide Cestia e Porta San Paolo, piazza del Campidoglio e il Castello di Santa Severa.

“L’illuminazione artistica della cupola della Sinagoga rientra in un percorso di valorizzazione della nostra Capitale che vuole mettere in evidenza gli spazi della città e della sua storia attraverso una chiave di lettura particolare”, ha commentato Virginia Raggi, sindaca di Roma Capitale. “Grazie alla collaborazione con Acea e a un’accurata progettazione, l’armonia dei volumi e la percezione delle ombre regalano al Tempio Maggiore e all’intero quartiere ebraico una connotazione emotiva che è parte della memoria della Capitale. Offrono a chi guarda l’opportunità di apprezzare non una vista di sfuggita, ma un’osservazione dei dettagli capace di evidenziare le architetture anche nei loro aspetti simbolici e religiosi permettendo, in tal modo, di godere appieno della bellezza di luoghi e di forme. Così Roma, facendo luce sulla storia, sarà attenta custode non solo della determinazione di un popolo che da sempre tramanda e tutela con forza la propria identità, ma anche delle emozioni che un impatto visivo tanto potente produrrà in quanti lo osserveranno”, ha concluso Virginia Raggi.

“Il Tempio Maggiore è l’emblema della presenza ebraica in questa città”, ha affermato Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma. “Una struttura maestosa edificata dopo trecento anni di reclusione nel Ghetto dagli ebrei romani per condividere e affermare la propria dignità e le radici storiche e culturali della nostra presenza in questa città. Un luogo vivo che simboleggia un ebraismo che contribuisce al bene della collettività e che è parte del patrimonio artistico della città di Roma. Sono riconoscente al Comune di Roma per l’attenzione mostrata nella valorizzazione di luoghi come questi, dal grande valore culturale e religioso. Da oggi, grazie al lavoro realizzato da Acea, la luce della cupola del Tempio Maggiore si irradierà anche all’esterno: è un messaggio significativo non solo perché segue altre illuminazioni importanti di luoghi simboli della città ma anche perché contribuisce a portare luce in un momento in cui il buio del pregiudizio e dell’ignoranza si riaffacciano”.

“L’illuminazione della cupola del Tempo Maggiore”, ha dichiarato la presidente di Acea Michaela Castelli, “uno dei più grandi d’Europa e punto di riferimento di una Comunità le cui radici si intrecciano con quelle di Roma da oltre due millenni, è un ulteriore segnale di attenzione rivolto alla Città. Acea, quindi, ha deciso di progettare e realizzare un intervento di illuminazione artistica che è stato studiato appositamente per rendere ancora più visibile questo monumento, esaltandone la bellezza. Uno degli obiettivi di Acea è, nfatti, quello di contribuire direttamente alla valorizzazione del patrimonio artistico, architettonico e culturale della Capitale. Lo facciamo grazie all’uso sapiente dell’illuminazione, che a Roma gestiamo da oltre un secolo”.

Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma infine ha commentato: “Ogni Sinagoga è un piccolo santuario con una scintilla della luce che brillava nel Tempio di Gerusalemme. Molti hanno voluto oscurare questa luce e riportarci nel buio. La grande Sinagoga di Roma è luogo simbolo di sofferenza e di persecuzione ma anche di resistenza, di pace di amicizia. La Sinagoga di Roma che si accende di nuova luce rinnova questa promessa e ci aiuta illuminando la giusta via”.

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