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Lazio. Rifiuti: in Commissione la questione Pian dell’Olmo

Tutti contrari alla nuova discarica nell’audizione alla Pisana con XV Municipio, associazioni residenti e sindaci dei comuni limitrofi. Assenti Roma Capitale, Ama e Giunta regionale.

Netta opposizione a una nuova discarica a Pian dell’Olmo e possibile apertura per l’area di trasbordo a Saxa Rubra ma solo temporaneamente e a determinate condizioni. E’ questo, in sintesi, l’esito della lunga e affollata audizione tenuta oggi in commissione Urbanistica, politiche abitative, rifiuti, del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Marco Cacciatore (M5s).

L’incontro era stato richiesto nei giorni scorsi dai consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera e Giancarlo Righini per approfondire due questioni: la creazione di un centro di trasbordo previsto a Saxa Rubra per consentire il passaggio dei rifiuti su mezzi pesanti e il conseguente trasporto verso altri impianti; la richiesta di una società privata di realizzare un sito di smaltimento in località Pian dell’Olmo, da ieri al vaglio della Conferenza dei servizi, che molti vedrebbero come una nuova ‘Malagrotta’.

All’audizione hanno partecipato i presidenti e gli assessori all’Ambiente del XV e del VI Municipio di Roma Capitale, i sindaci di Riano e Sacrofano, l’assessore all’ambiente del comune di Castelnuovo di Porto, il direttore generale di Arpa Lazio, i rappresentanti di Legambiente Lazio e di molte associazioni di cittadini residenti nei territori interessati. Erano stati invitati anche i rappresentanti di Roma Capitale, Ama S.p.A. e Regione Lazio, la cui assenza ha suscitato polemiche e proteste durante la seduta da parte dei consiglieri regionali.

Sulla questione Saxa Rubra, il presidente del XV Municipio, Stefano Simonelli, ha spiegato che, vista l’impossibilità di far cambiare idea a Roma Capitale e ad Ama sulla scelta del sito, è stato almeno ottenuto che le operazioni di trasbordo nel sito individuato dureranno solo sei mesi e per quantità limitate, in orari che non possano appesantire il traffico nella zona. Anche perché il consiglio municipale ha espresso più volte la volontà di dedicare quell’area ad altre attività. Nel frattempo, ha spiegato Simonelli, è stato avviato un tavolo di confronto per trovare altri siti anche negli altri municipi, visto che l’attività in questione non dovrebbe creare particolari disagi ai cittadini, soprattutto se dislocata in più punti della città.

Di tutt’altro tenore invece la discussione sulla possibilità che venga creato un centro di smaltimento rifiuti a Pian dell’Olmo. In questo caso, tutti gli intervenuti hanno sostenuto una netta opposizione al progetto, ribadendo che già altre due volte in passato il sito è stato scartato perché non idoneo. Sconcerto e disappunto per l’ennesima proposta è stato espresso dal sindaco di Riano, Ermenegildo Vetrani, dal sindaco di Sacrofano, Patrizia Nicolini, dall’assessore all’Ambiente del comune di Castelnuovo di Porto, Emanuele Baldelli, da Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, e dai rappresentanti delle numerose associazioni dei residenti intervenuti all’audizione.

Tutti hanno fatto riferimento alla riunione della Conferenza dei servizi di ieri, in cui il fronte del no è stato compatto nel respingere la proposta di una società privata di realizzare un impianto di smaltimento in una zona che già due volte negli ultimi anni – è stato ribadito – è stata scartata per motivi ambientali e paesaggistici.

Nel corso dell’audizione, l’opposizione al progetto ha visto allargare le proprie fila con gli interventi di alcuni dei numerosi consiglieri regionali presenti, anche non membri della decima commissione. Oltre a Ghera, Righini e allo stesso Cacciatore, hanno bocciato la proposta anche Antonello Aurigemma (FI), Massimiliano Maselli (NcI) e Gaia Pernarella (M5s). Questi ultimi hanno puntato il dito contro la Regione, non solo per la sua assenza odierna, ma anche perché non è stata ancora in grado di portare in discussione in Consiglio il nuovo Piano regionale dei rifiuti. A tal proposito, tutti hanno chiesto di sospendere qualsiasi iter di autorizzazione a nuovi impianti se prima non sarà approvato il documento di pianificazione.

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