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Comitato in difesa del Punto di primo Intervento di Sabaudia

OGGETTO: Azienda USL Latina Deliberazione 849/2019: “Approvazione documento
programmatico di sviluppo dell’offerta territoriale” Richiesta provvedimento n autotutela.
Con le precedenti richieste in data 12 giugno e in data 7 settembre (rimaste entrambe prive di
risposta), questo Comitato, in qualità di portatore di un interesse diffuso aveva formulato una richiesta
di intervento ai sensi del combinato disposto dell’art. 13 della legge 833/1978 e dell’art. 9 della legge
241/1990 al procedimento relativo alla trasformazione/rimodulazione del Punto di Primo Intervento
di Sabaudia disposto dalla Regione Lazio, ravvisando in detta fattispecie un pregiudizio alla salute
dei cittadini.
Al riguardo codesta direzione generale ignorando le suesposte richieste formalmente presentate ha
adottato in data 13 settembre l’atto n. 849/2019 meglio specificato in oggetto con cui ha inteso dare
attuazione al DCA U00303/2019 del presidente della regione Lazio ignorando scientemente la
richiesta di questo Comitato e contravvenendo così alle citate disposizioni di legge.
Ciò premesso si ritiene in primo luogo di evidenziare come il provvedimento in questione richieda
la modifica dell’atto aziendale approvato con deliberazione n. 505/2016 e successive modificazioni e
integrazioni da sottoporre alla Conferenza locale sociale e sanitarie prima di essere trasmessa alla
regione per l’approvazione prevedendo in esso:
1. La presenza delle Case della Salute e i relativi moduli aggiuntivi;
2. L’organizzazione, d’intesa con l’ARES 118 del Servizio di Emergenza Territoriale previsto
dall’art. 7 del DPCM 17 gennaio 2017 (LEA) con inserimento dei Punti presenti nelle Case della
Salute;
3. La modifica della parte V dell’Atto aziendale al fine di consentire la effettiva partecipazione di
tutte le associazioni dei cittadini che si occupano di sanità e non soltanto di Cittadinanzattiva.
In secondo luogo si propone quanto segue:
Per quanto riguarda le case della salute
a) Adottare il Piano strategico aziendale inserendo in esso la previsione dettagliata delle Case della
salute stabilendo per ciascuna di esse i tempi e le modalità di realizzazione;
b) Approvare un regolamento tipo delle Case della Salute al fine di garantirne il funzionamento nel
rispetto di elevati standard di organizzazione e di qualità nell’interesse dei cittadini;
c) Approvare un business plan per le Case della Salute allo scopo di dare trasparenza ai costi;
d) Approvare una Carta della qualità della Casa della Salute;
e) Riformulare il cronoprogramma allegato alla deliberazione di che trattasi relativo alle Case della
Salute anticipando le scadenze con particolare riguardo a quella fissata al punto f) del documento
allegato alla deliberazione 849/2019 per attuare gli impegni assunti dalla regione con il DCA
303/2019, ma anche al fine di mettere in condizione la Conferenza locale sociale e sanitaria di poter
convocare incontri periodici per monitorare il raggiungimento degli obiettivi;
Per quanto riguarda la trasformazione dei PPI
f) Formalizzare la denominazione, le precise funzioni di emergenza-urgenza, l’organico,
l’organizzazione, le dotazioni di apparecchiature e di strumentario delle strutture territoriali di cui al
punto b) dell’allegato alla predetta deliberazione n 849/2019 e, fermo restando l’incardinamento a
livello di Distretto ai sensi dell’art. 10 della legge 833/1978, stabilire che organizzativamente e
funzionalmente afferiscono al DEA di riferimento;
g) Approvazione di un regolamento dei compiti del personale e dei relativi protocolli per i rapporti
con il Sistema di emergenza-urgenza onde evitare problemi di ordine medico legale e responsabilità
per gli operatori interessati;
h) Definire formalmente i requisiti e le modalità di reclutamento del personale medico per i Punti di
Emergenza Territoriale nel rispetto dell’art. 92 dell’ACN nelle quali possono essere iscritti solo
i medici che hanno l’attestato di idoneità di cui all’art. 96 del medesimo ACN;
i) Verificare, unitamente all’ARES 118 la distribuzione dei mezzi di soccorso territoriali utilizzando
le indicazioni e le formule fornite dall’AGENAS (Monitor n 27). Dallo sviluppo della formula
franco.brugnola@certificazioneposta.it
suggerita dall’AGENAS servirebbero 16 mezzi di soccorso avanzato (MSA- ambulanze
medicalizzate) anziché i quattro esistenti;
j) Per quanto riguarda le postazioni di soccorso di base (MSB) sempre sviluppando le formule
dell’AGENAS si ottiene la cifra di 16.567 minuti di assistenza BLS al giorno anch’essa superiore a
quelli assicurati attualmente;
k) Coinvolgere i Comuni nell’individuazione delle aree da destinare ad elisuperficie (possibilmente
abilitate al volo notturno) in base alla normativa nazionale (ENAC – CIVILAVIA) con particolare
attenzione alle isole e alle località più lontane al fine di accelerare la loro realizzazione (vedi sempre
Monitor n. 27), anche al fine di reperire il necessario finanziamento;
l) Approvare un cronoprogramma per quanto riguarda la disattivazione dei PPI e l’attivazione delle
nuove strutture con particolare riguardo alla definizione formale dei compiti dei nuovi presidi.
Si chiede inoltre di convocare la Conferenza dei servizi (ex art.14, comma 4 del D.lgs 502/1992)
non riunita da almeno tre anni, entro il mese di ottobre 2019 pregando la Regione, che legge in copia,
di attivare i poteri sostitutivi ove ciò non avvenisse entro tale data.
Tutto ciò premesso, atteso che l’unica certezza che si rileva dal provvedimento in esame è quella
della disattivazione (e non “trasformazione” dei PPI) si invitano le SS.LL., per quanto di rispettiva
competenza, a voler riconsiderare sospendendo, anche in autotutela, il provvedimento in oggetto al
fine di approfondire le tematiche suesposte, avviando prontamente e senza indugio l’implementazione
dei servizi sanitari territoriali aggiuntivi e una più adeguata rimodulazione dei PPI senza operare
interruzioni o disfunzioni da cui potrebbe derivare grave nocumento per la salute e/o la vita dei
cittadini.
Cordiali saluti,
Il promotore del Comitato
Franco Brugnola

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