Viaggio della memoria: studenti di Sermoneta partiti per Cracovia e Auschwitz

Sermoneta non dimentica l’olocausto: le iniziative in programma

Sermoneta non dimentica l’Olocausto e per questo l’amministrazione comunale è impegnata in una serie di iniziative per tenere viva la memoria verso una delle pagine più buie del passato.
Grazie al contributo stanziato dalla giunta Giovannoli, sono partiti questo pomeriggio e arriveranno domani in Polonia dieci studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Sermoneta, che fino al 29 gennaio prenderanno parte al “viaggio della memoria 2020”: visiteranno i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau e la città di Cracovia, teatro di rastrellamenti nazisti. L’amministrazione comunale si è fatta carico di coprire parte dei costi di viaggio e soggiorno.
Il 27 gennaio, 75° anniversario della liberazione ddi Auschwitz, la giunta comunale si riunirà per accettare la proposta di cittadinanza onoraria a Liliana Segre, testimone della Shoah e sopravvissuta ai campi di concentramento, delibera che sarà poi portata in consiglio comunale.
Lo stesso giorno, presso la scuola secondaria di primo grado di Doganella, ci sarà un seminario rivolto agli studenti dal titolo “La musica nella cultura ebraica”, a cura dei docenti dell’indirizzo musicale. Al rientro dal viaggio della memoria, gli studenti relazioneranno la loro esperienza e le loro emozioni ai compagni di classe rimasti a Sermoneta.
«Sarà un momento di esperienza e di conoscenze condivise – spiegano il sindaco Giuseppina Giovannoli e l’assessore alla pubblica istruzione Sonia Pecorilli – per riflettere su uno dei periodi più bui della nostra storia. La partecipazione al viaggio della memoria ha l’obiettivo di arricchire dal punto di vista umano i partecipanti, perché possano capire cosa è successo in quei luoghi fatti di intolleranza, razzismo e odio, e impegnarsi per fare in modo che ciò non accada mai più in futuro». «Investiamo sulle nuove generazioni per educare la cittadinanza ai valori del rispetto, dell’altruismo, della condivisione. Perché, come ha ben detto la stessa Segre, coltivare la memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza», concludono.

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