Procaccini: “Tenere fuori dal patto di stabilita’ gli investimenti per evitare il dissesto idrogeologico dei territori piu’ a rischio”

“Lasciare fuori dal Patto di Stabilità anche gli investimenti per il dissesto idrogeologico come per quelli legati al green”.

E’ la proposta avanzata ieri dall’europarlamentare di FDI-ECR Nicola Procaccini, nel corso del dibattito che si è svolto a Roma sul nuovo bilancio dell’Unione Europea, promosso dal Parlamento Europeo, dalla Commissione Europea e dalla Regione Lazio, a cui hanno partecipato Ministri, eurodeputati appartenenti a varie forze politiche, e concluso dal presidente dell’europarlamento, David Sassoli, e dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”.

“Insieme agli investimenti legati alla sostenibilita’, quelli riconducibili al green, su cui la nuova programmazione di bilancio europea punta molto, quelli per la prevenzione del dissesto idrogeologico rappresentano una priorità se non una vera emergenza per Paesi come l’Italia, che sono a piu’ alto rischio in tal senso, anche dal punto di vista sismico. Specie nel contesto attuale, in cui i cambiamenti climatici possono provocare disastrosi fenomeni atmosferici, considerare questo tipo di investimenti fuori dal computo del 3% del rapporto deficit –Pil e’ un atto fondamentale per dare respiro a politiche serie di tutela dei cittadini e consentire ai singoli Stati di effettuare una seria ed articolata programmazione di interventi – ha detto ancora Procaccini – Ritengo importante che gli europarlamentari italiani condividano questa ed altre azioni comuni nell’interesse del nostro Paese. Difendere l’interesse nazionale non e’ un attentato all’appartenenza europea. Questo e’ il motivo per cui ci stiamo in Europa. Occorre lavorare per evitare tagli all’Italia nel prossimo bilancio della UE, specie all’agricoltura, che invece necessita di ulteriori stimoli legati alla innovazione tecnologica. Oltre a questo tipo di atteggiamento, all’interno della UE l’Italia dovrebbe anche cercare alleati, per esempio i Paesi del Mediterraneo o dell’est Europa, per far fronte alle politiche e agli interessi franco-tedeschi”, ha concluso Procaccini.

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