Coronavirus, Tortoriello: danni da economia post-bellica. Adesso o mai piu’ Europa unita e coesa

“C’è, purtroppo, una seconda epidemia che sta crescendo molto in fretta: quella di una lunga e profonda depressione economica – dichiara Filippo Tortoriello Presidente di Unindustria in un videomessaggio rivolto agli associati – Certamente la salute di tutte le persone è il bene primario da tutelare, tuttavia bisogna avere la consapevolezza, che le restrizioni previste dal Governo sulle attività produttive, stanno determinando perdite giornaliere fino a 3 miliardi di PIL, di cui più di 300 milioni nella nostra Regione. Una delle preoccupazioni principali, in questo momento, è che aziende inserite nelle filiere internazionali potranno essere sostituite ed altre non avranno più la capacità economica di riaprire in settori chiave della nostra economia. Ormai è chiaro: servono almeno 200 miliardi, per salvaguardare gli stipendi e dare garanzie illimitate per prestiti e liquidità alle imprese. Se dopo l’epidemia le aziende saranno ferme non ci sarà più né salute né posti di lavoro per nessuno. L’Italia, però, non può fare da sola. – prosegue Tortoriello – L’Europa è chiamata a dimostrare di avere un’anima. E’ il momento della vera solidarietà e fratellanza tra i popoli così come l’Inno alla Gioia nobilmente canta. Il Fondo Salva Stati senza condizionalità, così come gli Eurobond devono diventare realtà senza se e senza ma. Ci vuole solo ed esclusivamente una forte volontà politica. L’ultimo Consiglio Europeo, purtroppo, ci ha regalato la più grande delusione da quando abbiamo costituito l’Unione Europea. E’ stata una grande occasione mancata per dare finalmente quella prova di coraggio e di concretezza, che tutti ci aspettavamo. Speriamo che le prossime due settimane portino saggi consigli. In questi giorni alcuni Capi di Stato possono decidere in che modo passare alla Storia. Rispetto a circostanze drammaticamente impreviste è necessario agire con mezzi straordinari perché siamo di fronte ad una emergenze straordinaria. Tutti devono fare la propria parte. Giorno dopo giorno si va sempre più caratterizzando uno scenario post bellico. Anche la burocrazia italiana deve trasformarsi senza voler “comprare tempo”: servono determinazione e rapidità per sostenere economicamente famiglie, lavoratori e imprese, soprattutto le piccole e le medie. Certamente, tutti noi imprenditori continueremo a lavorare ed aiutare il nostro territorio e i nostri dipendenti, con spirito di servizio e massimo impegno, come abbiamo sempre fatto. Non ci potrà essere una ripresa economica senza una vera coesione sociale”.

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