Covid-19: facciamo un po’ di chiarezza sulle misure a tutela della utenza idrica

La cassa integrazione richiesta da Acqualatina porterà ulteriori margini di guadagno per il gestore?

Latina, 5 aprile 2020 – L’Arera ha previsto di prorogare sino al 13 aprile prossimo il termine per i distacchi delle utenze di luce, gas e acqua.
In particolare per quanto riguarda le misure a sostegno della utenza si è previsto che: gli importi oggetto di insoluto potranno essere rateizzati senza interessi; in caso di mancato pagamento delle bollette in scadenza o emesse nel periodo di blocco o che ne contabilizzino i relativi consumi, gli operatori dei servizi di tutela, titolari di contratti PLACET e del Servizio Idrico Integrato sono tenuti ad inserire nella prima comunicazione di sollecito o nella comunicazione di costituzione in mora l’offerta al cliente/utente di poter rateizzare i relativi importi senza il pagamento di interessi, secondo le regole previste dall’Autorità, e in particolare, per il settore idrico, secondo le modalità di rateizzazione oggi già previste in caso di morosità. Questo quanto previsto ed imposto dall’Arera.
Per quanto riguarda Acqualatina, apprendiamo che la stessa ha deciso di fare richiesta per la cassa integrazione dei suoi dipendenti.
Questa misura non è giustificata da perdite del settore anche perché per il periodo di emergenza i consumi idrici aumenteranno e di conseguenza anche i costi delle nostre bollette di acqua aumenteranno.
Infatti secondo una stima dell’Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – con l’emergenza Coronavirus e la conseguenziale necessità di rimanere in casa, si avrà un aumento dei consumi domestici di acqua di oltre il 50% della nostra media di spesa.
Quindi la cassa integrazione, se non è giustificata da mancati introiti e non è nemmeno giustificata da cospicue riduzioni dei costi delle bollette a favore degli utenti, che stanno invece subendo la crisi economica legata alla emergenza sanitaria, porterà solo maggiori utili in favore del gestore.
Il gestore inoltre attingerà ad ulteriori risorse pubbliche, che gravano sempre sulla fiscalità generale, mantenendo integri i propri margini di guadagno, anzi aumentandoli per quanto detto.
I Comuni che sono poi il socio di maggioranza di Acqualatina avranno la possibilità di avere ulteriori utili ed è per questo che forse sarebbe il caso che almeno la parte pubblica tutta si facesse portatrice delle esigenze della utenza.
Ad oggi solo alcuni comuni (Formia, Cisterna, Spigno Saturnia) hanno avanzato richieste di sostengo per l’utenza, misure che ormai sono assolutamente urgenti e che servono almeno a cercare di ripristinare l’esagerato squilibrio tra l’aumento degli introiti di Acqualatina e la maggiore spesa che grava sui cittadini.
E’ necessario che la parte pubblica, rappresentata dai comuni, porti in conferenza dei sindaci proposte concrete di riduzione delle fatture e che il gestore Acqualatina ponga in essere tali misure soprattutto in questo momento perchè beneficerà di cospicui risparmi atteso che con la cassa integrazione saranno sempre i cittadini a coprire parte delle sue spese di gestione.

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