SIB e FIBA, Covid-19: richiesta di chiarimento urgente sulle attività che possiamo svolgere sull’intero territorio nazionale

Anche dopo il nuovo DPCM urge chiarezza per le 30.000 imprese balneari italiane

Dal 14 aprile sono possibili attività di manutenzione, pulizia e vigilanza dei locali aziendali da parte dei titolari, propri dipendenti o collaboratori previa semplice comunicazione al Prefetto territorialmente competente.

“In data 4 aprile abbiamo inviato un Interpello urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri, e per conoscenza anche ai Ministri della salute e per lo Sviluppo economico – afferma Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio – per chiarire la possibilità delle nostre aziende di effettuare i lavori di manutenzione, di pulizia e di vigilanza, anche in considerazione che alcune Regioni (Emilia Romagna e Veneto) hanno autorizzato ad effettuare queste attività sulle coste di loro competenza”.

Il nuovo DPCM emesso ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri prevede che “per le attività produttive sospese è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di polizia e sanificazione” (’articolo 2 comma 12).

E’ del tutto evidente che questa norma riguarda anche le nostre aziende.

Sta di fatto, però, che si fa riferimento solo “ai locali aziendali” non anche alle aree di pertinenza e\o in concessione così come, invece, espressamente previsto dalle Ordinanze del Veneto ed Emilia Romagna.

“Pertanto oggi abbiamo inoltrato un altro Interpello – continua Capacchione – allo scopo di chiarire se le attività manutentive, di vigilanza e di pulizia possano essere espletate anche in queste aree pertinenziali e non solo nei locali aziendali ma soprattutto se le stesse comprendano anche il montaggio delle cabine, chioschi e giochi per bambini”.

E’ noto a tutti che, in alcune realtà, la permanenza di detti manufatti e attrezzature è stagionale (e non annuale come nella generalità dei casi) per cui c’è la necessità che vengano rimontate prima della stagione estiva. Si tratta di una ulteriore conferma della totale ignoranza, da parte della burocrazia ministeriale, della specificità del nostro lavoro e delle modalità operative della balneazione attrezzata italiana. Sarebbe stato e sarebbe opportuno, infine, eliminare anche la formalità della comunicazione al Prefetto così come avviene per la costa Veneta e Romagnola.

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