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Consiglio provinciale, via libera alla Centrale unica di committenza

Sono stati approvati nella seduta di ieri del Consiglio provinciale, gli atti con i quali la Provincia istituisce la Centrale Unica di Committenza, voluta dal Presidente Carlo Medici con l’obiettivo di andare in contro alle tante esigenze nella gestione delle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture segnalate dai Comuni, soprattutto quelli più piccoli della nostra Provincia.

Si tratta di un atto che va nella direzione di attribuire alla Provincia il ruolo di “Casa dei Comuni” sulla scorta della legge Del Rio che l’ha individuata quale ente di secondo livello di coordinamento al servizio delle municipalità. La Stazione appaltante rappresenterà in effetti una struttura altamente qualificata che consentirà agli aderenti di avere a disposizione maggiori professionalità e, in prospettiva, una semplificazione degli adempimenti e delle procedure con conseguente riduzione del contezioso in materia di affidamento degli appalti pubblici. Il nuovo modello inoltre consentirà il conseguimento di una moderna funzione di Governance nel settore dei contratti pubblici – si legge nella delibera – e offrirà un modello di gestione delle gare pubbliche finalizzato all’ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali con conseguente risparmio concentrando in una struttura specializzata della Provincia quegli adempimenti che solitamente vengono curati da una pluralità di stazioni appaltanti”.
“Uno strumento – sottolinea il Presidente Carlo Medici – destinato a divenire un modello organizzativo per il territorio provinciale ed al contempo uno strumento per prevenire la corruzione nella gestione delle gare pubbliche. In perfetta sinergia con le iniziative messe in campo dall’Unione Province Italiane abbiamo lavorato per arrivare a creare una Centrale Unica di Committenza provinciale chiamata ad orientare la propria attività verso le funzioni di Area Vasta, fornendo assistenza tecnico-amministrativa ai Comuni nello svolgimento delle attività di approvvigionamento di lavori, servizi e forniture da attivare mediante la stipula di apposite convenzioni con gli enti aderenti. Il principio che ha ispirato tale iniziativa – continua Medici – è stato quello di dare vita a interventi idonei a creare condizioni di sicurezza, trasparenza e legalità favorevoli al rilancio dell’economia e ad assicurare un monitoraggio costante sulle procedure di gara ottimizzando risorse e prezzi”. La Centrale Unica quindi opererà su base convenzionale mediante la sottoscrizione di una convenzione a mezzo della quale Provincia e Comune definiranno “chi fa cosa” in forza di una sinergia a confortare l’azione comunale in un ambito, come la materia degli appalti in continua evoluzione, caratterizzato da una specializzazione elevata. Attraverso la Centrale Unica i Comuni del territorio avranno modo di avvalersi di professionalità specifiche, prassi operative già rodate, un livello di specializzazione adeguato a fronteggiare il passaggio cruciale del processo di affidamento di lavori servizi e forniture. L’obiettivo, è quindi non solo rispondere ad un dettame normativo, ma anche pratico, per dare impulso e vigore alle attività degli enti a dare uno sprone alla ripesa economica locale.

“La Provincia di Latina – sottolinea Medici –  sta interpretando questa nuova veste al meglio delle proprie capacità, finanziarie, professionali, organizzative, nonostante i ristretti ambiti di operatività che ci sono stati riconosciuti ed affidati. Lo stiamo facendo senza che questa vocazione verso la dimensione comunale vada ad intaccare il carattere della politicità e indebolire la natura autonomistica fissata dalle norme costituzionali. Il progetto – conclude il Presidente Carlo Medici – è molto ambizioso e ci coglie pronti a dare il nostro fattivo contributo al fine di rafforzare il ruolo della Provincia quale “Casa dei Comuni” ed agevolare una sinergia territoriale capace di ingenerare una ripresa sull’intero territorio pontino”.

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