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Sabaudia. MAD DONNA 2021, inaugurata a Palazzo Mazzoni l’esposizione di Daisy Triolo

Nella Giornata Internazionale della Donna, la città di Sabaudia non ha voluto mancare il consueto appuntamento con Mad Donna, la rassegna promossa dalla sezione locale della Fidapa con il coordinamento di Daniela Picciolo, la curatela di Fabio D’Achille e il sostegno dell’Amministrazione comunale.

Fino al prossimo 28 marzo, Palazzo Mazzoni ospita “Anime Ribelli”, l’esposizione personale di Daisy Triolo: in mostra opere pittoriche, disegni e installazioni che ben rappresentano la creatività e il talento della giovane artista sabaudiana e che molto hanno da raccontare di questa rassegna, giunta alla sua tredicesima edizione, che mira a celebrare la donna e la femminilità attraverso le diverse sfumature dell’arte contemporanea.

“Dopo tanti mesi di chiusura dei musei, con Mad Donna tentiamo di riappropriarci dei nostri spazi culturali tornando a fruire dell’arte contemporanea in uno dei luoghi simbolo e culturalmente rilevanti della nostra città – commenta il consigliere con delega ai percorsi culturali Francesca Avagliano – La mia riconoscenza a Daisy Triolo per il grande lavoro svolto e per aver voluto condividere con i suoi concittadini il talento di una giovane artista che lascia all’immagine, al tratto e al colore, l’arduo compito di raccontare la vita fuori e dentro di noi. Vorrei ringraziare inoltre la Fidapa, in particolar modo il presidente Silvia Trento e Daniela Picciolo che da anni porta avanti il progetto, e il curatore della mostra Fabio D’Achille”.

La mostra “Anime Ribelli” è visitabile dal lunedì al venerdì negli orari di apertura della biblioteca comunale (lunedì/mercoledì/venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e martedì/giovedì dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30). Gli ingressi saranno contingentati nel rispetto delle misure di contrasto e contenimento dei contagi da Covid-19. Vige l’obbligo di indossare la mascherina. Informazioni 0773-514263.


La poetica di Daisy Triolo si basa essenzialmente sulla memoria, sia essa personale che collettiva. Alcune volte si tratta di memoria vera, la propria, altre di una memoria inventata talmente forte che sembra assumere connotati reali. Accanto all’importanza della memoria c’è l’altra faccia della medaglia, l’importanza dell’assenza. La maggior parte delle opere dell’artista cercano di dare forma visiva all’assenza, sia essa visibile o solamente percepita, nelle sue molteplici sfaccettature e ripercussioni. Attraverso la figura umana, l’opera di Triolo cerca di costeggiare il silenzio, testimoniando al contempo il reale come lacuna: persone che mancano, tempo che sembra perdersi ma che a volte sembra rarefatto. Evolvendo verso una ricerca sul senso delle cose, le opere di Triolo tendono a portare questa lacuna del reale nella propria fittizia realtà dell’opera, composta di immagini provenienti dal proprio inconscio e da uno studio delle fasi oniriche, utilizza perciò i suoi lavori come una mappatura della sua memoria e dei sogni lucidi. Spesso nelle sue opere riaffiorano anche le tante immagini che l’artista vede costantemente, rielaborate sempre attraverso il suo personale stile. Triolo tende a portare nelle proprie opere complessi sentimenti interiori, metafore di avvenimenti personali, pensieri e ricordi latenti, anche immagini che apparentemente sembrano non appartenerle, reinterpretati attraverso la lente della malinconia. Se è vero che la forma rivela la parte più intima dell’autore, Triolo nelle sue opere offre sempre se stessa al pubblico nelle sue vesti più intime.

Fabio D’Achille

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