tartawatchers terracina

In piena azione la squadra di TARTAWATCHERS di Legambiente Terracina

Anche Legambiente Terracina con il suo Dipartimento Legambiente AnimalHelp entra ufficialmente nel programma Tartawatchers promosso da Legambiente e patrocinato dal Ministero della Transizione Ecologica che si propone di individuare e proteggere lungo le nostre coste i nidi della tartaruga marina Caretta caretta, una specie protetta e minacciata da una serie di fattori antropici. Dopo una fase di formazione, l’esercito nazionale dei Tartawatchers, scende in spiaggia per garantire il monitoraggio delle coste e la sorveglianza degli eventuali nidi concentrando i suoi sforzi nelle 8 regione italiane ritenute più idonee alla nidificazione: Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Legambiente Terracina, dopo aver partecipato attivamente l’anno scorso al monitoraggio e alla vigilanza dello straordinario nido di caretta caretta a Fondi, in pieno coordinamento con la Rete Regionale di Recupero della Tartaruga marina (TartaLazio) del Dott. Luca Marini e della Capitaneria di Porto- Guardia Costiera di Terracina al Comando del TV Emilia Denaro, e soprattutto in occasione dell’avvenuta preziosa ovodeposizione sul territorio terracinese, predispone un piccolo “esercito” di guardiani già formati a protezione delle tartarughe marine e dei loro nidi, tutto a diretto supporto della importante rete regionale TartaLazio.

I Tartawatchers di Legambiente Terracina Animal Help (Alberta Franceschini, Marta Mina’, Regina Scattola, Marcello Di Lello, Anna Giannetti, Patrizia Pagliaroli, Annalaura Rossi), sono guidati da un formatore ed esperto internazionale del settore, Guido Gerosa, socio di Legambiente Terracina e collaboratore di TartaLazio, e inseriti nella rete nazionale e internazionale di Legambiente e dei Centri di recupero e saranno dedicati a supporto delle azioni di TartaLazio, rete regionale diretta dal Dirigente Luca Marini con il supporto locale del Dirigente del Parco Riviera Ulisse Nicola Marrone e la biologa Federica Nori Persichetti.

La squadra è già attiva sia nelle campagne di informazione e sensibilizzazione sul litorale come quella effettuata sul litorale di Terracina per la diffusione del cartello “Occhio alle Tracce” di Tarta Lazio e sia sul sostegno dei gestori degli stabilimenti balneari, nei confronti dei quali Legambiente svolge da tempo un’attività d’informazione e sensibilizzazione su tutte le tematiche ambientali. Legambiente Terracina infatti aderisce alla iniziativa nazionale “Lidi amici delle tartarughe marine” che prevede il riconoscimento da parte di Legambiente di un apposito vessillo a quegli stabilimenti che, attraverso la firma di un semplice disciplinare, s’impegneranno ad adottare alcune regole “tartafriendly”.

Inoltre, nel periodo di ovodeposizione (maggio-agosto), la squadra presidia, grazie agli strumenti informatici messi a disposizione da TartaLazio, i tratti di costa eletti dalle tartarughe a luogo privilegiato per la loro nidificazione, per segnalare la presenza di questa specie a rischio che, di stagione in stagione, sceglie anche alcune delle nostre più belle coste per nidificare nell’area del Mediterraneo e quest’anno ha scelto fortunatamente anche Terracina.

Nell’area mediterranea ogni anno si contano circa 7 mila nidi di tartarughe marine. Negli ultimi tempi, complice l’aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici, l’areale di nidificazione si è ampliato nel Mediterraneo occidentale, e al momento le nidificazioni registrate finora sono 67: 22 Calabria, 18 Sicilia, 14 Campania, 4 Lazio, Toscana, 3, Basilicata 2, Puglia, 2, Sardegna 2 (dati al 5 luglio 2021). In tutte queste regioni Legambiente è presente con attività di monitoraggio e presidio, dal momento dell’ovodeposizione fino alla schiusa e all’entrata in acqua dei piccoli: appena un esemplare su mille raggiungerà, intorno ai 20 anni di vita, la maturità sessuale. Soltanto in Italia si stima che siano oltre 40 mila, ogni anno, le tartarughe marine minacciate da ingestione di plastica e catture accidentali e a causa di questo, ben 10 mila non sopravvivono. Legambiente ha istituito dei Centri di Recupero e Primo Soccorso, veri e propri ospedali dove le tartarughe in difficoltà vengono curate, riabilitate e restituite al mare. Un’attività che negli ultimi 10 anni ha permesso di salvare più di 1600 esemplari grazie alle strutture gestite dall’associazione. In prima linea per numero di tartarughe recuperate in Italia il Centro di Manfredonia, il Centro di Recupero di Talamone, gestito in collaborazione con il Parco Naturale della Maremma, il Marine Turtle Center di Pioppi, nel Parco Nazionale del Cilento, e la collaborazione con l’AMP delle Isole Egadi nella gestione del Centro Recupero Tartarughe Marine di Favignana. Purtroppo constatiamo come nel 50% degli esemplari ricoverati nei centri di recupero di Legambiente siano stati documentati l’ingestione di rifiuti marini o l’intrappolamento negli stessi, costituiti per il 90% da plastica. Sacchetti, resti di bottiglie e stoviglie, cotton fioc, lenze e imballaggi i rifiuti più comuni.

“Siamo felici di aver messo in campo il programma Tartawatchers, e ringraziamo il Ministero della Transizione Ecologica per aver concesso il patrocinio a questa iniziativa che rafforza ulteriormente l’impegno ultradecennale di Legambiente a favore delle tartarughe marine – ha dichiarato Stefano Di Marco, Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente e responsabile della campagna. Grazie alla nostra campagna di raccolta fondi Tartalove siamo riusciti a potenziare le nostre attività a favore delle tartarughe marine che ora prevedono interventi per la cura e il recupero, il monitoraggio e la protezione dei nidi e iniziative di informazione e sensibilizzazione destinate ai diversi portatori d’interesse.  Attraverso questa azione integrata ci auguriamo di poter contribuire alla conservazione di questi animali simbolo della biodiversità marina. Se anche voi volete aiutare la Caretta caretta potete farlo andando sul sito della campagna www.tartalove.it  dove è possibile adottare simbolicamente una tartaruga marina: a fronte di un piccolo contributo  si riceverà un certificato di adozione con la foto dell’animale adottato”.

“Come squadra Legambiente Terracina Tartawatchers siamo da sempre a supporto di TartaLazio, una vera eccellenza regionale, e ne seguiamo meticolosamente tutte le linee guida e ne adottiamo gli strumenti informatici e con i nostri volontari pattugliamo i litorali con informazione, sensibilizzazione, monitoraggio e sorveglianza del nido caretta caretta a Terracina ma anche nel rilevamento degli altri nidi grazie alle caratteristiche tracce di risalita lasciate sulla spiaggia dalle tartarughe. La nidificazione è un processo delicato ma purtroppo viene ostacolato da tanti fattori di origine antropica: rumori e inquinamento acustico che disturbano la deposizione, luci accecanti molto pericolose in fase di schiusa, senza contare l’impatto delle attrezzature meccaniche spesso utilizzate per la pulizia delle spiagge e il rischio costante della predazione delle uova da parte di altri animali come cani selvatici, volpi, topi, etc. Inoltre, proprio lo scorso 16 giugno scorso, in occasione della Giornata mondiale delle tartarughe marine, Legambiente Terracina ha aderito alla iniziativa nazionale “Lidi amici delle tartarughe marine” che prevede il riconoscimento da parte di Legambiente di un apposito vessillo a quegli stabilimenti che, attraverso la firma di un semplice disciplinare, s’impegnano ad adottare alcune regole “tartafriendly” e siamo particolarmente contenti di aver sensibilizzato molti gestori in questo ultimo mese camminando lungo tutto il nostro litorale e di aver dato il primo ambito riconoscimento e vessillo a Terracina oggi proprio al Lido sulla Spiaggia di Ponente che ospita il primo nido caretta caretta terracinese. Inoltre vogliamo incoraggiare il nostro Comune ad aderire alla rete MedTurtleRescue e a sottoscrivere i principi contenuti nella Carta di Intenti. Il documento mira a creare una piattaforma condivisa e informale per migliorare il coordinamento e la partecipazione nella protezione e riabilitazione delle tartarughe nel Mar Mediterraneo. Ricordiamo poi che il nuovo Piano Utilizzazione Arenili (PUA) Comunale https://legambienteterracina.wordpress.com/2021/06/01/piano-utilizzazione-arenili-pua-regionale-approvato-dalla-regione-lazio-ora-tocca-al-comune-di-terracina-definire-e-approvare-entro-180-giorni-un-nuovo-pua-locale-ormai-vecchio-di-quasi-venti-anni/ dovrà necessariamente tenere conto, seguendo le prescrizioni del PUA regionale appena approvato, del fatto che a Terracina è avvenuta una nidificazione di Tartaruga marina e dovranno essere emesse ordinanze per evitare l’uso di mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge e spegnere la notte eventuali luci presenti sulla spiaggia e programmata una attività di informazione e coinvolgimento delle amministrazioni locali, dei turisti e dei gestori degli stabilimenti balneari che attraverso il personale di spiaggia possono contribuire a identificare nidi di tartarughe o a segnalare eventuali schiuse di tartarughine” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Pisco Montano e Consigliere Nazionale dell’Associazione.

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