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SIB. Attacchi ai balneari con forzature e falsità

Capacchione (SIB): “Scomposte e isteriche reazioni alla giusta ed opportuna decisione del Governo e del Presidente del Consiglio Mario Draghi sul disegno di legge sulla concorrenza”

A leggere certi commenti apparsi su alcuni organi di stampa per la mancata immediata applicazione della Direttiva Bolkestein alle concessioni balneari e agli ambulanti, si percepisce, nella migliore delle ipotesi, una superficialità di analisi e, nella peggiore, un attacco a settori economici che continuano a dar prova di efficienza e di utilità per la nostra economia.

È bene chiarire subito che non vi è stato alcun intervento da parte della Commissione europea sul disegno di legge sulla concorrenza.

Nel tradizionale e settimanale incontro con la stampa della portavoce della Commissione la stessa, alla domanda di un giornalista, ha semplicemente ribadito l’ovvio: lo Stato italiano deve applicare il Diritto europeo. Questa circostanza è stata rappresentata da taluno come “bacchettata” o “bocciatura” del provvedimento appena varato.

Non è così!

Il problema non è “se” ma “come” applicare a questo settore il Diritto europeo e la Bolkestein.

Ed è questa la questione oggetto della interlocuzione in corso da mesi fra il Governo italiano e la Commissione europea, ed è proprio questo all’esame dei giudici italiani, (da ultimo del Consiglio di Stato del quale si attende la decisione).

E’ stata, quindi, una decisione saggia, di buon senso e responsabile attendere la decisione del Consiglio di Stato e della interlocuzione in atto con gli uffici della Commissione europea e, nel contempo, avviare una ricognizione della situazione, di fatto utile proprio per accertare, fra l’altro, la sussistenza o meno della “scarsità della risorsa” che è il presupposto per l’applicazione della Direttiva Bolkestein, così come chiarito dalla sentenza Promoimpresa della Corte di giustizia dell’Unione europea del 14 luglio 2016 (punto 43); la sussistenza o meno del legittimo affidamento, (punto 56), riconosciuto dalla sentenza medesima o, infine il diritto dei concessionari a vedersi riconosciuto il valore aziendale come chiarito dalla sentenza “Laezza” della medesima Corte di giustizia dell’Unione europea del 28 gennaio 2016.

È del tutto errato, pertanto, che la Bolkestein sia pacificamente e incondizionatamente applicabile alle concessioni demaniali marittime, ed è merito del Presidente Mario Draghi e del Governo nel suo complesso non aver ceduto a pressioni e a rappresentazioni tanto superficiali quanto pericolose che rischiavano di far adottare decisioni sbagliate, non solo per le aziende balneari ma, soprattutto, per il Paese.

L’applicazione della Bolkestein con il disegno di legge sulla concorrenza sarebbe stato, poi, non solo giuridicamente sbagliato, ma, anche, inopportuno perché avrebbe paralizzato il settore avviando un colossale e caotico contenzioso con effetti catastrofici per l’economia turistica del Paese per i prossimi anni e, forse, decenni in favore di altre destinazioni del bacino del Mediterraneo.

Se tutto questo può, anche, comprensibilmente sfuggire a commentatori non compiutamente informati sulla questione che è, come si vede, complessa e delicata, non è, invece, tollerabile che venga ignorata o ‘vigliaccamente’ sottaciuta da alcuni esponenti parlamentari che, addirittura, ricoprono ruoli di rilievo e che hanno il dovere non solo di essere responsabili verso il Paese, ma, soprattutto, della verità in questa occasione da loro, purtroppo, dolosamente calpestata e vilipesa per puro calcolo elettorale al fine di conservare uno scranno assai redditizio, magari conseguito immeritatamente e in maniera fortunosa.

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