maurizio lucci
Maurizio Lucci

Sabaudia. Lucci: Bolkenstein e balneari

La questione della direttiva Bolkenstein torna prepotentemente alla ribalta e continua a generare un clima di preoccupazione fra gli addetti ai lavori perché invece di chiarire la questione la rende sempre più ambigua.

Come coalizione che sostiene la mia candidatura a Sindaco e che si propone di guidare la città di Sabaudia per i prossimi 5 anni seguiamo attentamente gli sviluppi.

Di fatto la piena applicazione della Bolkestein si conferma spostata al 2024 ma il Governo Draghi in quanto governo tecnico di larghissima coalizione non pare in grado di dare ad oggi una risposta unitaria e organica.

Su Sabaudia ribadiamo che tale direttiva riguarda specificatamente le concessioni demaniali e non i chioschi posti sulla strada di pertinenza comunale.

La direttiva è in sé un atto legislativo che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi dell’UE devono realizzare.

Tuttavia, spetta ai singoli paesi dell’unione europea definire attraverso disposizioni nazionali come tali obiettivi vadano raggiunti.
Alla luce di questo l’approvazione in Parlamento con voto di fiducia degli indennizzi ai balneari (i cui decreti attuativi resteranno probabilmente sospesi fino al completamento delle disposizioni complessive) appare come un partire dalla fine, una scelta politica che tenta di conciliare le varie anime presenti dentro al governo e al contempo mandare un messaggio all’Europa che l’Italia sta iniziando ad occuparsene attraverso atti parlamentari.

Come coalizione che si propone alla guida della città di Sabaudia siamo concentrati sulle soluzioni concrete e non sulle polemiche.

Riteniamo quindi che non vada fatto un uso strumentale e ancor meno elettorale del voto di ieri in Parlamento tantomeno da parte di chi la direttiva Bolkestein l’ha votata a suo tempo in Europa ma piuttosto sentiamo la necessità di spiegare anche ai nostri concittadini quello che sta succedendo e quale posizione come coalizione e come Sindaco in quanto rappresentanti istituzionali locali manterremo con coerenza.

A stabilire i criteri dell’applicazione della Bolkestein si procederà inevitabilmente dalla prossima legislatura che uscendo da elezioni nazionali avrà una più chiara matrice politica unitaria e che terrà conto della specificità del tipo di imprenditorialità dominante nel settore.
La strada da seguire è quella tracciata da altri paesi dell’area mediterranea.

Pensiamo alla Spagna le cui concessioni sono state comunque prorogate sulla base di criteri ambientali e di tutela del demanio pubblico marittimo e terrestre che deve comunque essere rispettato tenendo conto della storicità dell’impresa tutelando in modo speciale l’impresa familiare cioè quella in cui lavorano i titolari della concessione e i membri della loro famiglia.

Oppure Il Portogallo la cui normativa ha stabilito criteri che prevedono anche che i concessionari i quali abbiano fatto investimenti superiori a quelli inizialmente previsti (e documentino di non poterli recuperare) possano chiedere allo Stato o il rimborso di tali investimenti o la proroga della concessione.

E quindi anche ieri il voto sugli indennizzi in qualche modo, in una riflessione politicamente più pragmatica e meno strumentale sembra a tutti gli effetti riallacciarsi all’esempio portoghese e per forza di cose andrà inserito in un disegno di applicazione più articolato e complessivo.

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