ArcheoBici

“ArcheoBici” tra natura e archeologia nella Valle Latina in provincia di Frosinone

Riserva naturale regionale Antiche città di Fregellae, Fabrateria Nova e Lago di San Giovanni Incarico. “ArcheoBici” tra natura e archeologia nella Valle Latina in provincia di Frosinone

L’evento si è svolto domenica 31 luglio scorso ma il progetto va ben oltre e guarda al futuro

Con il Patrocinio e in collaborazione con l’Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, l’Associazione Ecomuseo Argil ODV, in qualità di capofila del progetto con i partners del Lab Turismo (primo laboratorio sperimentale sul turismo di Lazio Innova per conto della regione Lazio), in collaborazione con MTB Pico e BikeSquare, ha svolto nell’ambito delle iniziative “Viviparchi del Lazio 2022”, la prima edizione di “ArcheoBici” tra natura e archeologia.

Nella giornata di domenica scorsa 31 luglio, tra la Riserva Naturale e le aree archeologiche di Fabrateria Nova, Fregelle e il complesso archeologico di Casale di Madonna del Piano, è stato effettuato un tour cicloturistico con visite guidate alle aree sopra citate, alle grotte di Falvaterra e al Museo Civico di Castro dei Volsci.

Il programma è iniziato alle 8.00 dalla Stazione di Isoletta – San Giovanni Incarico, dove alcuni partecipanti sono arrivati in treno.

Qui c’è stato l’incontro con gli organizzatori e i patrocinanti dell’evento, dopo i saluti dell’Associazione culturale Fabrateria rappresentata dal presidente Adriano Piccirilli e dal vice Giovanni Martini, con il ritiro delle e-bike della società BikeSquare e con le guide cicloturistiche abilitate della MTB Pico, il tour è iniziato in direzione Fabrateria Nova.

Arrivati al Lago di San Giovanni Incarico si è svolta la visita della antica città di Fabrateria Nova con l’archeologa prof.ssa Adriana Valchera (Università del Salento), a cui ha partecipato il presidente dell’ecomuseo Argil, Italo Biddittu;

Proseguendo in bici e percorrendo una viabilità interna che costeggia il bel lago e l’oasi naturalistica di Colle Caronte a Isoletta, si è giunti al Parco Archeologico di Fregellae, accolti dall’assessore alla cultura Alessandro Proia, a cui ha fatto seguito la visita con il direttore Marco Germani;

lasciando lo splendido scenario dei resti dell’antica città e delle terme più antiche che si conoscono, di nuovo in sella alle bici per raggiungere Falvaterra;

arrivati alla risorgenza del rio Obaco, immersi nel verde e nella frescura dell’area del Monumento Naturale delle grotte di Falvaterra e rio Obaco, c’è stata la pausa pranzo con una ricca degustazione di prodotti forniti a cura dell’organizzazione;

ha fatto seguito la visita alle grotte con il volontario Giuseppe Rinna, una delle guide speleoturistiche, un’attività unica del centro Italia e non solo, che vede tanta partecipazione di un target di turisti prevalentemente giovani e amanti dell’avventura. Intervento di saluto dell’Assessora del Comune di Falvaterra Elisa Ceccarelli. Comune che ha patrocinato con ingressi omaggio alle grotte.

Nel pomeriggio i bikers hanno raggiunto Castro dei Volsci, per concludere il tour con l’ultima tappa a Castro dei Volsci, attesi per i saluti dal sindaco di Castro dei Volsci Leonardo Ambrosi e dall’assessore al Museo e alla sentieristica Germana Mantua;

Ad accoglierli la direttrice dott.ssa Ilenia Carnevale e un’ancella romana, che hanno illustrato la storia, e la vita del dominus negli splendidi ambienti decorati da preziosi mosaici. È stata anche l’occasione per visitare l’area delle terme, recentemente riaperta al pubblico.

in un viaggio nel tempo il percorso cicloturistico termina nel complesso archeologico di Casale di Madonna del Piano, un eccezionale insediamento con continuità di vita dalla tarda età repubblicana all’alto medioevo (villa romana, chiesa paleocristiana e necropoli altomedioevale), con la guida di una matrona romana per scoprire le antiche tecniche di costruzione;

E per concludere con un effetto wow: archeo aperitivo curato dall’associazione La Scarana con narrazione di antichi aneddoti e degustazione delle ricette di Apicio. Le degustazioni con un menù a base di piatti tipici della cucina romana: Epityrum salsa alle olive, Moretum crema al formaggio e aglio, Mulsum vino speziato con il miele, Tisana Barricam: insalata di farro e olive, Dulcia domestica: datteri con noci e miele.

Quello di domenica scorsa non è stato un evento isolato, ma l’inizio di un più esteso progetto con il brand “Le Valli del Silenzio: Percorsi e suggestioni alla scoperta della Ciociaria”.

“Sono fiduciosa – ha dichiarato l’arch. Ivana Orsini vice presidente dell’Associazione Ecomuseo Argil ODV – dell’apertura di una strada che ci porterà lontano, l’Ente Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi gestori anche della Riserva Naturale, per noi è una grande risorsa, ha tante potenzialità ancora da declinare sul territorio”.

“Siamo fermamente convinti – afferma il Direttore dell’Ente Parco Ausoni Dott. Lucio De Filippis che ha partecipato all’iniziativa – che il futuro sia sempre più a vocazione del viaggio lento e di conseguenza dell’escursionismo legato anche all’utilizzo della bicicletta.

Nel muoversi pedalando si azionano tutti i cinque sensi: profumo dell’ambiente, ascolto del canto degli uccelli e della brezza tra la vegetazione, vista del paesaggio e strutture archeologiche, gusto e contatto con le presenze lungo la via comprese quelle delle produzioni enogastronomiche locali.

Un’attività non soltanto fisica quella delle gite in bicicletta che sempre più persone intraprendono, forse anche per ribaltare uno stile di vita che ci auguriamo davvero arenato contro le durezze imposte dalla pandemia, basato su ritmi alti, velocità e durezza, un’abitudine, finalmente non etichettata più come troppo alternativa, basata sulla lentezza, profondità e soavità capace di donare un reale benessere a chi la pratica e totalmente sostenibile per la Natura”.

ArcheoBici è uno dei prodotti ideati con il tematismo del Silenzio, come sotto tema di Silenzio e Storia, dal titolo “Valle Latina: Valle di silenzio e storia” un luogo dove ciclisti e camminatori, visitando musei e luoghi della cultura possono vivere un’autentica esperienza con le comunità ospitanti con storia, natura, cibo e tradizioni.

Tutta la Valle Latina è un museo diffuso, ricco, tra le altre cose, di rinomati parchi archeologici che accolgono i relativi piccoli musei. Essi sono tutti localizzati a poca distanza gli uni dagli altri e sono in gran parte raggiungibili in treno, poiché ben serviti dalle limitrofe stazioni.

Anche tratti di basolato di antiche vie consolari (dalla Via Appia alla Via Latina) sono ancora ben visibili nella Valle Latina, alla stessa stregua di Roma. In alcuni tratti, queste intersecano anche le antiche vie dei pellegrini diretti a Roma o a Gerusalemme (le Vie Francigene nel sud).

In un contesto siffatto, questi luoghi della cultura costituiti da musei, scavi, testimonianze storiche varie, si prestano ad essere scoperti in modo lento, una fruizione quasi in punta di piedi, sicuramente più consona e rispettosa del territorio.

Un’apertura maggiore alla mobilità sostenibile è dunque auspicabile per un salto di qualità ed un approccio più innovativo al turismo, preservando l’autenticità dei luoghi storici in questione, inseriti in una visione più ampia, piuttosto che restare in “autoreferenziale” solitudine.

Un itinerario cicloturistico e pedonale che colleghi un sito con l’altro permetterà al visitatore di apprezzarli a proprio ritmo individualmente o in gruppo, assaporandone ogni attimo. Un’attenzione particolare sarà data alle visite guidate, la cui inclusione ha l’intento di arricchire l’esperienza ancora di più.

ArcheoBici include i seguenti luoghi della cultura e aree archeologiche: Museo archeologico di Castro dei Volsci e complesso archeologico Casale Madonna del Piano; Museo archeologico di Ceprano MAF; Fregellae (Ceprano, Arce), città fondata dai Romani nel 328 a.C. su 90 ettari di un pianoro dominante lo strategico ponte sul fiume Liri; Fabrateria Nova (San Giovanni Incarico) custodisce i segreti dell’antica città di Fregellae fondata sulla riva sinistra del fiume Liri, e poi rasa al suolo nel 125 a.C., per rinascere, ad opera dei sopravvissuti, nel vico di Fabrateria Nova, i cui resti sono visibili nei pressi del lago; Il Monumento Naturale Grotte di Falvaterra e rio Obaco.

Ma la lista dei siti è in evoluzione, perché nel programma potrebbero essere inserite anche altre aree archeologiche presenti nei comuni aderenti al progetto di valorizzazione del territorio a fini turistici.

Insieme alle tante associazioni locali, enti pubblici e privati, l’ente parco regionale continuerà a dare il proprio supporto per la realizzazione di altri eventi già in programma, per favorire la valorizzazione e promozione del territorio con un turismo sostenibile e responsabile, visto l’importanza strategica che l’area rappresenta per uno sviluppo anche ai fini economici di tutto il territorio.

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