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Chioschi, disastro annunciato: FdI chiede le dimissioni immediate della giunta Mosca


Il Tar del Lazio, sezione di Latina, ha bocciato senza attenuanti l’operato del Comune di Sabaudia, accogliendo il ricorso dell’imprenditore Fabrizio Gallo e annullando il provvedimento di decadenza
dall’assegnazione dei chioschi sul lungomare.

Una sentenza pesantissima, che certifica in modo inequivocabile l’illegittimità dell’azione amministrativa.
I giudici hanno smontato punto per punto la linea seguita dal Comune: nessuna base normativa per la decadenza, nessun obbligo di pagamento anticipato del canone previsto dal bando e l’utilizzo di strumenti del tutto impropri, come la cosiddetta “diffida ad horas”, definita dal Tar istituto
sconosciuto all’ordinamento giuridico.

Ancora più grave, il Tribunale ha accertato che l’imprenditore aveva comunque versato l’intero importo del canone entro i termini, rendendo la motivazione del provvedimento comunale non solo fragile, ma del tutto infondata.

A questo si aggiunge un danno economico diretto per la collettività.
Il Comune di Sabaudia ha infatti speso circa 30 mila euro di soldi pubblici in parcelle legali per resistere in giudizio contro Gallo, nel tentativo di difendere atti poi dichiarati illegittimi, oltre alle spese processuali già poste a carico dell’Ente e al rischio concreto di ulteriori azioni risarcitorie.

Una gestione che, ancora una volta, scarica sui cittadini il costo dell’incompetenza amministrativa.
Tutto questo non è frutto del caso, ma la puntuale conferma di quanto denunciato e previsto mesi
prima dai nostri consiglieri comunali Maurizio Lucci e Vincenzo Avvisati.

Lucci aveva parlato apertamente di “corto circuito amministrativo”, avvertendo del rischio che un
solo imprenditore potesse accaparrarsi più chioschi, che le successive revoche in autotutela
sarebbero state giuridicamente deboli e che il Comune sarebbe stato travolto dai ricorsi al TAR.
Una previsione che si è avverata in modo puntuale e implacabile.

Questa sentenza, inoltre, arriva dopo una lunga serie di errori ad esempio dal bando di Lazio
Aggrega, passando per quello sui bagnini, fino ad arrivare al bando sulla gestione dei rifiuti
addirittura bocciato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) evento mai accaduto nella
gestione amministrativa del Comune di Sabaudia. Una sequenza che certifica una preoccupante e
ormai endemica incapacità di questa amministrazione di indirizzare l’azione amministrativa con linee
guida chiare, efficaci e legittime.
Oggi il quadro è evidente quanto desolante:

  • con l’annullamento degli atti comunali, Fabrizio Gallo potrebbe avanzare richieste risarcitorie onerose;
  • deve ancora pronunciarsi il Consiglio di Stato sui ricorsi presentati dagli ex gestori dei chioschi, che a loro volta potrebbero avanzare ulteriori richieste risarcitorie;
  • anche gli assegnatari subentrati a Gallo potrebbero rivalersi sull’Ente;
  • il rischio concreto è quello di compromettere anche la prossima stagione estiva, con un lungomare paralizzato da contenziosi, incertezze e caos amministrativo.
    Siamo di fronte a una catena di errori, affrontata con superficialità, arroganza e totale mancanza di visione, che ha prodotto caos amministrativo, danni economici ed una grave perdita di credibilità istituzionale.
    Il lungomare di Sabaudia, risorsa strategica e identitaria della città, è stato gestito senza ponderazione, mettendo a rischio l’interesse pubblico e la tenuta dell’economia locale.
    A questo punto non bastano più giustificazioni né silenzi.
    La sentenza del Tar, i contenziosi in corso, i soldi pubblici sprecati e le conseguenze future delineano un quadro inequivocabile di fallimento politico e amministrativo.
    Per senso di responsabilità verso la città e i cittadini di Sabaudia, questa amministrazione non può e non deve scaricare le proprie gravi responsabilità sugli Uffici comunali, ma deve trarne le
    conseguenze politiche.
    L’unica strada possibile è quella delle dimissioni.
    Comunicato stampa Direttivo Fratelli d’Italia Sabaudia

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