Re al balcone 15 aprile 1934

La cronistoria del primo giorno di Sabaudia

Il Re Vittorio Emanuele III con la Regina Margherita mentre entrano nel Palazzo comunale

La città viene inaugurata alla presenza di circa 20.000 persone. Questa volta tocca ai Sovrani il compito di patrocinare la cerimonia, che è accuratamente programmata in tutti i dettagli.

L’arrivo del Re e della Regina è prevista per le 14,30 al Ponte sull’Astura (Ferriere di Conca) dove si trovano ad attenderli Starace, Ronnoni, Buffarini, Le Pera e Cencelli con due macchine.

La chiave “artistica” in oro

Alle 15,30 il Re passa in rivista le truppe e procede all’apertura della porta del Municipio con una chiave “artistica” in oro appositamente

forgiata e recante l’intestazione dell’ONC.

Le loro Maestà si affacciano poi al balcone e quindi, in ascensore, salgono sulla Torre per l’innalzamento della bandiera.

Alle 15,50 il Vescovo di Terracina S.E. Navarra benedice dal balcone, alla presenza dei Sovrani, il labaro comunale e quindi il Re consegna agli Enti e Organizzazioni che hanno presieduto alla costruzione della città bandiera e gagliardetti. 

Dopo i brevi discorsi del Vescovo e di Cencelli, i Sovrani visitano i locali del Comune “ossequiati dagli invitati che sono ammessi al seguito” e quindi assistono alla sfilata delle Organizzazioni.

Funzionari ONC

Alle 16,15 visita alla Sede del Fascio e alla Casa del Combattente e quindi, in auto, all’ospedale, la caserma dei RR.CC., le Poste, la caserma della Milizia e la direzione dell’Azienda Agraria “dove saranno radunati per il saluto, tutti i funzionari dell’Opera Nazionale Combattenti disposti fuori del fabbricato e sotto la terrazza”.

Salutate poi le organizzazioni schierate sul viale Carlo Alberto, il Re e la Regina proseguono per la visita degli altri centri della bonifica, verso Borgo Pasubio, Borgo Carso e sulla via Appia dove prendono commiato alle 17,35 dal Podestà Cencelli.