Servitù numero 5 a Sabaudia: il Tar conferma l’accesso al mare per i cittadini
Interesse pubblico e coerenza: la battaglia del Comune di Sabaudia per difendere la libera fruizione degli accessi al mare trova un nuovo punto fermo nell'ordinanza del Tar del Lazio.
Interesse pubblico. Queste le parole che, più di tutte, raccontano la vicenda della “servitù numero 5” sul lungomare di Sabaudia. E c’è un’altra parola chiave: coerenza. La coerenza che racconta il lavoro costante dell’Amministrazione comunale per rendere pienamente fruibili gli accessi al mare.
La recente decisione del Tar del Lazio (sezione staccata di Latina) non è un fulmine a ciel sereno. È l’ultimo passaggio, certamente ancora interlocutorio sul piano giudiziario, di una battaglia amministrativa che il Comune di Sabaudia ha avviato sin dal primo giorno dell’insediamento dell’Amministrazione Mosca.
Il principio: l’accesso al demanio deve rimanere libero
Il tema è semplice, almeno nella sostanza. L’accesso al demanio marittimo deve rimanere libero. Questo è il fulcro della questione.
Il Comune ha sostenuto la vicenda dei varchi con atti amministrativi puntuali, sopralluoghi, l’intervento della Polizia Locale e degli Uffici competenti. E quando ha riscontrato la presenza di un cancello a chiusura della servitù di passaggio, ha fatto ciò che un’ente pubblico ha il dovere di compiere: agire per ripristinare la legalità e tutelare l’interesse collettivo.
L’ordinanza del Tar e le fasce orarie
L’ordinanza del Tar del 10 settembre scorso merita di essere letta senza interpretazioni di parte. Il Tribunale non ha ancora deciso il merito della controversia, che sarà discusso nell’udienza del prossimo 3 dicembre, ma ha individuato una soluzione di equilibrio nelle more della decisione definitiva: il cancello dovrà rimanere aperto dalle 7:00 alle 21:00, così da garantire l’accesso ai cittadini.
Il provvedimento conferma che l’interesse pubblico all’accessibilità può e deve essere tutelato anche durante le fasi del procedimento. Amministrare non significa aspettare che siano altri a risolvere i problemi, ma assumersi le responsabilità, anche quando queste comportano contestazioni, ricorsi e scontri con interessi privati.
Difendere il mare come bene comune
Il demanio marittimo è un bene pubblico e l’Amministrazione ha il dovere civico e istituzionale di garantirne la fruizione secondo le norme vigenti.
Oggi, con il passaggio che resta accessibile al pubblico nelle fasce orarie stabilite dal Tar in attesa dell’udienza di merito a dicembre, si registra un altro risultato concreto. La partita giudiziaria non è ancora conclusa, è vero, ma quella amministrativa dimostra che Sabaudia ha scelto di fare rispettare le regole, difendendo il diritto collettivo al proprio mare e impedendo che diventi un privilegio per pochi.
Foto archivio
Comunicato stampa Comune Sabaudia


















