La Villa di Kamenio

…È una solitudine divina , la cui influenza tanto subì Cicerone e subisce chi oggi ha la fortuna di andare a Fogliano e di passare alcuni giorni là nell’immensità della silenziosa foresta, presso i magnifici laghi e sulla spiaggia del mare .”(A. ELTER,  1884)

Questo sentiero prende spunto da un singolare personaggio di epoca romana, morto nel 385 d.C. a soli 42 anni, regnando Arcadio figlio di Teodosio: Alfenio Ceionio Iuliano Kamenio”  (22 Febbraio 343 al 4 Settembre 385). Accadde nel 1884 l’archeologo A. Elter, invitato nelle loro proprietà da Ada Caetani e la zia Ersilia Caetani Lovatelli, esplorando i resti di una villa sulla attuale foce di Rio Martino lato Sabaudia scopri una lapide posta a copertura di una tomba. Vi era iscritta un’orazione funebre della moglie al marito appartenente alla famiglia dei Giuliani affermata nella Roma del IV sec. d.C., probabile parente dell’imperatore Giuliano l’Apostata, ovvero per l’appunto Kamenio. Nella lapide, come prassi, si elencava il prestigioso “curriculum” di importanti cariche pubbliche e soprattutto religiose.

Dal ritrovamento della lapide Elter scrive:  “Essa ci fa vedere che nel quarto secolo in quel luogo deserto presso i laghi di Fogliano esisteva la villa di un gran signore di Roma , che il luogo era non solo abitabile e in comunicazione con Roma , ma altresì delizioso e preferito soggiorno , giacche là precisamente la moglie seppellì il marito ; vediamo di più che una gran parte delle paludi era di proprietà di Kamenio, […] La lapide dunque che in Fogliano tornò improvvisamente alla luce, ci insegna che anche quindici secoli fa alcune parti delle paludi Pontine erano in alcuni mesi abitabili non solo ed abitate, ma eziandio erano luogo di villeggiatura forse tranquilla, ma forse anche non meno deliziosa del presente Fogliano.” .”(A. ELTER Antichità Pontine – Bullettino dell’Istituto di corrispondenza Archeologica 1884)

Molti secoli dopo quella lapide quindi si trova in un’altra Villa di “gran signori”, quella dei Caetani a Villa Fogliano.  Fu murata sopra il Camino della Sala principale, al piano terra, e li si trova ancora oggi seppur non visitabile allo stato attuale. Ma i resti di quella villa, pervenuta alla famiglia patrizia di Kamenio, forse sono riconducibili a quelli, li possiamo vedere lungo questo sentiero presso la foce di Rio Martino.

Questo antico canale, che prima della bonifica confluiva nel lago prima di sfociare a mare, è quello che Leonardo da Vinci ha disegnato nel 1514 nella famosa mappa, oggi a Windsor, per un progetto di bonifica richiesto da Papa Leone X, che pone Rio Martino come importante opera per la riuscita della bonifica. Da li l’itinerario arriva a costeggiare i resti di una delle torri costiera della costa edificata nel XVII sec. e distrutta nella seconda guerra mondiale. Guerra che ritroviamo lungo il sentiero, con resti di bunker tedeschi lungo la spiaggia, percorrendo il tratto di duna della cosiddetta “strada interrotta” ovvero l’abbandonata via asfaltata dove la meravigliosa macchia mediterranea della duna del Parco Nazionale del Circeo sta riprendendo il suo naturale spazio. Un paesaggio che si apre su spazi aperti dal mare fino ai Monti Lepini che incorniciano l’agro pontino trasformato dalla bonifica. Ma proprio lungo questo sentiero la natura pre-bonifica ancora resiste e si afferma in tutta la sua varietà e ricchezza di flora ma anche la fauna, con soprattutto la numerosa avifauna in cerca di cibo tra lago e acquitrini. E infine, alla bufalara, decine e decine di bufali al pascolo naturale che sembrano ricordare in modo emblematico l’antico e prezioso rapporto tra uomo e ambiente.

Buon cammino!

   English version

…It is a divine solitude, whose influence was experienced by Cicero and also those who today have the fortune of going to Fogliano to spend a few days there in the immensity of the peaceful forest, at the magnificent lakes and on the sea shore.” (A. ELTER, 1884)

This trail is inspired by a singular character from Roman times who died in 385 A.D. when he was only 42, under the reign of Arcadius, son of Theodosius: Alfenius Celonius Julianus Kamenius” (22 February 343 to 4 September 385). It occurred that in 1884 the archaeologist A. Elter, having been invited to their properties by Ada Caetani and her aunt Ersilia Caetani Lovatelli, and exploring the ruins of a villa on the present mouth of Rio Martino on the side of Sabaudia, discovered a tombstone covering a tomb. On it was inscribed a funeral oration of a wife to her husband who belonged to the Julian family, established in Rome in the IV cent. A.D., probably a relative of the Emperor Julian the Apostate, that is, Kamenius. It was a common practice to list the prestigious “curriculum vitae” of important public and especially religious offices on the tombstone.

Elter writes about the finding of the tombstone: “It shows us that in the fourth century in that secluded place near the lakes of Fogliano there was a villa belonging to a great lord from Rome, that the place was not only habitable and in communication with Rome, but also a charming and favourite holiday residence, given that it is precisely where the wife buried her husband; moreover, we see that most of the marshes were owned by Kamenius, […] Therefore, the tombstone that was unexpectedly rediscovered in Fogliano shows us that even fifteen centuries ago certain parts of the Pontine marshes were not only habitable but inhabited during a few months, and they were also a possibly peaceful holiday resort, but perhaps less delightful than the present-day Fogliano.” (A. ELTER Antichità Pontine – Bollettino dell’Istituto di corrispondenza Archeologica 1884).

Many centuries later, that tombstone can be found in another Villa belonging to “great lords”, that of the Caetanis at Villa Fogliano. It was walled up above the Fireplace of the main Hall, on the ground floor, and it is still found there today, although it cannot be visited at present. However, the remains of the villa, sent to Kamenius’ noble family, are perhaps connected to them; we can see them along this path at the mouth of Rio Martino.

This ancient canal, which before the reclamation was transported into the lake before flowing into the sea, is the one Leonardo da Vinci drew in 1514 in his famous map, today in Windsor, for a reclamation project requested by Pope Leo X, which sets Rio Martino as an important work for the reclamation’s success. From that point the itinerary coasts along the remains of one of the coastal towers of the coast built in the XVII cent. and destroyed during World War II. A war we come across again along the trail, with the remains of German bunkers along the beach, by walking down the stretch of dunes of the so-called “discontinued road”, that is, the abandoned paved road where the beautiful Mediterranean scrub of the dunes of the Circeo National Park is taking back its natural spaces. A landscape which opens onto open spaces from the sea up to the Lepini Mountains which surround the Agro-Pontine farmland transformed by the reclamation. But right along this trail, pre-reclamation nature still resists and has taken root in all its variety and wealth of flora and fauna too, especially with the numerous avian fauna in search of food between the lake and marshes. And lastly, at the Bufalara, dozens and dozens of buffaloes in natural pasture which seem to remember in an emblematic way the ancient and precious relationship between man and the environment.

Happy walking!

 

Sentieri e Percorsi

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione (page scroll) acconsenti al loro uso. Per informazioni e per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione (page scroll) acconsenti al loro uso. Per informazioni e per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Chiudi