Maria Stuarda in scena a Sabaudia

A Sabaudia sabato 19 settembre ore 21.30 in piazza del Comune

Un processo storico in pièce teatrale a Maria Stuarda rimesso in piedi, rivisitato, rivisto e condotto da avvocati e giudici

La compagnia teatrale La Sorgente di Roma, composta da avvocati e magistrati, mette in scena un processo storico e teatrale a Maria Stuarda regina di Scozia sabato 19 settembre ore 21.30, patrocinata dal Comune di Sabaudia, nella piazza principale di Sabaudia, con ruoli ben assegnati, dall’accusatore al difensore, dalla giuria all’imputato passando per il boia, tutto in costumi d’epoca.

LA STORIA – Ma facciamo un passo indietro. Maria Stuarda (Linlithgow, 8 dicembre 1542 – Fotheringhay, 8 febbraio 1587) è stata regina di Scozia dal 14 dicembre 1542 al 24 luglio 1567, regina consorte di Francia dal 10 luglio 1559 al 5 dicembre 1560 e regina d’Inghilterra per i legittimisti inglesi dell’epoca che non riconoscevano Elisabetta I come legittima erede di Enrico VIII. Durante il XIV secolo, sotto il regno di Roberto II di Scozia, era stato stabilito che la corona scozzese dovesse essere ereditata soltanto dai maschi nella linea di discendenza di Roberto, che erano stati nominati in tale Atto parlamentare. Le donne e la linea femminile avrebbero potuto ereditare la corona solo dopo l’estinzione della linea maschile. Maria Stuarda ascese al trono perché, con la morte di suo padre, Giacomo V, non vi erano rimasti eredi diretti maschi di Roberto II di origini indiscutibilmente legittime. Il 17 novembre 1558 morì Maria Tudor, figlia di Enrico VIII, l’ultima regina d’Inghilterra di fede cattolica. Secondo la discendenza genealogica, Maria Stuarda era seconda nella linea di successione al trono inglese dopo la cugina Elisabetta, sorellastra di Maria Tudor. I diritti vantati dalla regina di Scozia risalivano ai fratelli Enrico VIII e Margherita Tudor. Quest’ultima era infatti la nonna paterna di Maria. Margherita aveva sposato Giacomo IV di Scozia, padre di Giacomo V di Scozia, a sua volta padre di Maria. Dal momento, però, che Elisabetta era considerata illegittima da molti cattolici in Europa – e, di fatto, il suo stesso padre l’aveva proclamata tale, annullando le proprie nozze con la madre di Elisabetta, Anna Bolena – Enrico II reclamò il trono d’Inghilterra per la nuora, da allora considerata anche regina d’Inghilterra. Da lì nacque una disputa feroce, drammatica e tragica tra Elisabetta e Maria, che si chiuse con la decapitazione della seconda.

LA COMPAGNIA – Lo spettacolo si intitola ‘Il duello delle due regine – Processo a Maria Stuarda’, una rappresentazione teatrale e processo simbolico in costume d’epoca della regina Elisabetta I d’Inghilterra nei confronti della cugina Maria Stuarda, regina di Scozia. Così per la regia di Luigi di Majo la compagnia La Sorgente, formata da avvocati e giudici, ripercorrerà il momento storico, sociale e processuale avvenuto nel 1587, tratto da documenti giudiziari e dal dramma omonimo di Friedrich Schiller. Il cast di attori: Elisabetta Magrini – Maria Stuarda; Ferdinando Abbate – Presidente; Filippo Chiricozzi e Fabio Peschi – Giudici; Antonio Buttazzo – Pubblica accusa; Luigi di Majo – Difesa; Maria Teresa Condoluci – Anna; Marco Capogna – il boia, con la partecipazione di Beatrice Palme nel ruolo della regina Elisabetta I d’Inghilterra. Musiche anonime dell’epoca. Costumi a cura della sartoria teatrale Arcadia di Roma. Presenta Gian Luca Campagna.

L’EPILOGO – Maria fu processata il 15 ottobre 1586, con l’accusa di alto tradimento, da una corte di quaranta uomini, tra i quali vi erano anche dei cattolici. Si difese da ogni accusa con dignità, sottolineando il fatto di essere una “regina consacrata da Dio” e quindi immune alle leggi d’Inghilterra. Dopo la prima giornata del processo, Maria, stanca e afflitta, confidò ai suoi servitori di essersi sentita come Gesù davanti ai farisei che urlavano «Tolle, tolle, crucifige!». Alla fine del processo pronunciò queste parole davanti ai suoi giudici: «Miei signori e gentiluomini, io pongo la mia causa nelle mani di Dio». La decapitazione fu, stando ai testimoni, particolarmente brutale: la testa della regina si staccò dal corpo solo con un secondo colpo di scure. Dopo la morte, la sovrana subì l’umiliazione della ostensio davanti alla folla. Inoltre, quando gli esecutori si avvicinarono al corpo senza vita per prendere gli ultimi ornamenti rimasti, prima che venisse imbalsamato, la gonna di Maria incominciò a muoversi e dal di sotto uscì il piccolo cane della regina, che ella era riuscita a nascondere sotto le lunghe vesti.

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