Sradicati e sostituiti gli alberi donati dalla cisl a campo Boario

A Latina accade di tutto. Succede anche che degli alberi donati dalla Cisl alla città vengano sradicati e sostituti con dei nuovi senza alcuna apparente motivazione. Piantati per riqualificare Campo Boario, un quartiere di periferia ma parte essenziale della città dove il Sindacato sta da tempo portando avanti politiche di socialità e servizi ai cittadini, decine di alberi erano stati messi a dimora grazie all’aiuto di cittadini e volontari che avevano preso parte all’iniziativa. La loro piantumazione era figlia del progetto “PiantiAMO un albero”, nato con l’idea di sensibilizzare e rimarcare l’importanza della tutela ambientale e del rispetto del pianeta e dello sviluppo sostenibile in una città come Latina che non ha mai brillato per amore delle politiche ambientali. Il verde rappresentava un messaggio di vita e di fiducia, un’idea che oggi, in tempo di pandemia, trovava nuovamente attualità. Purtroppo i piccoli alberi non ci sono più, sradicati dal Comune per essere soppiantati con dei lecci, utilizzando mezzi meccanici – e non trivella – distruggendo così la pavimentazione. A lasciar perplessi sono soprattutto le tempistiche e le modalità di tale operazione: la rimozione degli alberi in questo periodo dell’anno presuppone l’impossibilità di poterli piantare di nuovo, dato che quest’ultimi sono piante senza zolla. La loro fine sarà inesorabilmente quella di diventare concime o al massimo legna da ardere. Una scelta francamente incomprensibile, soprattutto per un’amministrazione che si vanta di agire per l’ambiente e per il bene comune. «Gli alberi che con tanto amore e tanta cura avevamo piantato più di un anno fa erano oggi in pieno sviluppo, in piena fase di germogliazione. Con un lavoro già svolto autonomamente dalla Cisl, era proprio necessario sostituirli? E perché toglierli proprio adesso? Si potevano rimuovere in pieno inverno, un periodo nel quale potevano essere piantumati altrove» ha esclamato il Segretario Generale della Cisl di Latina Roberto Cecere: «Sono le tempistiche che non comprendo, così come le motivazioni che hanno spinto a tale scelta. I nuovi alberi piantati sono belli, probabilmente più dei nostri, ma li avevamo messi con tanto amore grazie all’aiuto dei cittadini. Tutto questo è verificabile. Nella nostra città quando si lavora con i soldi della collettività non si bada al risparmio: bisogna cambiare registro. Siamo proprio sicuri che Latina sia “bene comune”? O si continua ad agire senza sapere cosa fa la mano destra e la mano sinistra?».

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