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Bilancio positivo per il Real Caffè/Moka Sirs Sabaudia

Bilancio positivo per il Real Caffè/Moka Sirs Sabaudia che archiviato così la stagione post-Covid. L’analisi di coach Daniela Casalvieri pronta a ripartire

«Tra sport e studio le mie giocatrici sono state davvero straordinarie e sono molto orgogliosa di loro». Ecco il bilancio di coach Daniela Casalvieri, storica guida della Caffè Circi Sabaudia, formazione di pallavolo femminile che partecipa al campionato di serie C ma che nella sua storia ha anche sfiorato la serie A2 oltre a disputare due final-four consecutive di Coppa Italia di serie B1.

Il tecnico pontino, archiviata la passata stagione, quella della ripartenza dopo lo stop per il Covid, sta già programmando la prossima annata e traccia un bilancio positivo dell’ultimo torneo che ha portato la squadra del presidente Alessandro Pozzuoli a sfiorare la finalissima della Coppa Lazio.

«A livello personale la gioia più grande è stata quella di tornare a vedere le nostre giocatrici e le nostre avversarie tornare a contendersi la palla, questo è stato il segnale che le cose iniziavano a mettersi nella giusta direzione dopo 12 mesi di incertezze e paure e devo anche ammettere che la parte agonistica è passata un po’ in secondo piano durante la prima fase – ammette coach Daniela Casalvieri – poi nella seconda fase della stagione le cose sono cambiate con una progressione che ci ha portato a disputare la Coppa Lazio fino ad arrivare alla final-four della manifestazione.

Un risultato importantissimo a cui si aggiunge il fatto che tutte le giocatrici hanno fatto esperienza e hanno giocato, ho variato molto il sestetto e tante ragazze hanno esordito in prima squadra: questi sono gli aspetti più gratificanti».

Il Sabaudia s’era presentato al debutto completamente rivoluzionato rispetto al passato, con un gruppo ancora più giovane.

«La stagione è stata assolutamente positiva e le giocatrici sono cresciute molto, abbiamo avuto la possibilità di allenarci con continuità e questo ha consentito a me e a Elisabetta Introini, che è la nostra preparatrice da tantissimi anni, di lavorare con continuità e con volumi importanti – chiarisce coach Daniela Casalvieri – All’inizio della scorsa stagione abbiamo ripreso l’attività agonistica dopo lo stop per il Covid, la voglia e la motivazione non è mai mancata nel gruppo, ma non si poteva non considerare che la ripresa per tutti noi è stata una sorta di prima volta: ci siamo allenati tantissimi mesi senza una effettiva certezza della data di ripartenza e anche per questo motivo la stagione portata a termine è stata un’esperienza positiva e accrescitiva, abbiamo trovato soluzioni per andare oltre i nostri limiti, abbiamo anche sperimentato e trovato nuove risorse».

Dopo un fisiologico avvio in chiaroscuro le giocatrici pontine, tutte del territorio, hanno dimostrato prima in palestra e poi sul campo, una crescita notevole con una progressione che ha portato il Sabaudia a chiudere la seconda fase sempre dominando il girone H, chiuso al primo posto con 27 punti (10 vittorie e 0 sconfitte), davanti al Volleyball Santa Monica (22 punti, 8 vittorie e 2 sconfitte), mentre al terzo posto s’è piazzato il GiòVolley Aprilia (21 punti, 6 vittorie e 4 sconfitte).

La sconfitta è arrivata solo in semifinale di Coppa Lazio, nella sfida decisiva da dentro o fuori con il Zagarolo.
«Abbiamo creato una sorta di bolla nel palazzetto di Sabaudia, la motivazione è sempre stata alta, l’apprendimento passa attraverso l’emozione e la nostra è stata la situazione ottimale perché questo clima ha aiutato anche le giocatrici più introverse e tutte hanno mostrato segnali di crescita e consapevolezza importanti – spiega la Casalvieri – Abbiamo lavorato con obiettivi sempre più sfidanti durante la lunga preparazione, inoltre le giocatrici erano impegnate con la didattica a distanza o il lavoro da casa, spesso davanti al pc, così abbiamo creato le condizioni migliori sia per loro sia per noi dello staff.

Condividendo gli spazi del palazzetto dello sport con la squadra maschile che partecipa al campionato di serie A3 ci ha aiutato anche a sentirci meno soli. La società ci ha permesso di allenarci in un ambiente sicuro, e per questo li ringrazio, ringrazio anche la nostra preparatrice Elisabetta Introini e al nostro dirigente Antonio Colella, vorrei ringraziare anche lo staff sanitario con il medico sociale Pietro Curatolo, il dottor Gianluca Martini e i fisioterapisti Vincenzo Annarumma e Stefano Landi».

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