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Giancarlo Massimi

Giancarlo Massimi: “Necessaria una class action a difesa dei consumatori per un servizio idrico che costa caro”

“Tra carenza del servizio idrico e bollette sempre più esose, i cittadini sono diventati ostaggi del gestore del servizio idrico integrato.

Quella che doveva essere una società, a maggioranza di capitale nelle mani dei comuni, che avrebbe dovuto garantire i diritti degli utenti è diventata l’esattore dei cittadini. In questi giorni, peraltro in coincidenza con una nottata di difficoltà nella erogazione del servizio, sono arrivate le bollette trimestrali.

Le cifre, sia per gli utenti che per le attività commerciali, sono un vero colpo al cuore. Una attività commerciale con due metri cubi di consumo stimato arriva a pagare oltre sessanta euro, con una quota fissa di oltre 40 euro.

Una voce, quella della quota fissa che dalle tariffe pubblicate sul sito della società relative al 2022 dovrebbe essere calcolata in relazione al consumo idrico. Nel caso specifico, non essendo legato al consumo, si configura come un canone.

Insomma, si tratta di un ulteriore salasso che va ad incidere sulle tasche di cittadini ed imprese, fortemente penalizzate dagli aumenti del costo della vita e da due anni di pandemia”. Così, un una nota, Giancarlo Massimi sul caro bollette.

“Tra il 2019 e il 2020 – continua – prendendo a campione un consumo medio di 192 metri cubi, il costo nell’ATO 4, secondo i dati forniti dal rapporto di Cittadinanza attiva sul servizio idrico integrato, ha avuto un incremento del 6,4%, tra i più alti in Italia.

La spesa media per questo consumo supera i 500 euro annui. A fronte di questo dato tariffario medio, continua una forte dispersione dell’acqua in rete, superiore al 60%”.

Alla luce di questo, sottolinea il candidato Sindaco, si rende necessario: “Mettere in campo tutti gli strumenti per la tutela dei diritti degli utenti. Siamo disponibili – conclude – a sostenere una class action nei confronti della società se questo deve essere necessario e a sostenere una azione collettiva presso il garante nazionale per il servizio idrico.

A Sabaudia tra conguagli relativi al trasferimento del servizio dal vecchio al nuovo gestore e la nuova tariffazione, i cittadini rischiano di dover pagare bollette esose e, non sempre, la risposta della società e dei comuni, in qualità di soci della società e componenti dell’ATO, è coerente e lineare.

Forse è il caso che si riapra il dossier sulla gestione dell’ambito per garantire maggiore equità e un maggiore controllo dei comuni soci e dei cittadini”.

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