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Domenica 1° settembre apertura dell’HORTUS CAECUBUS

Dopo la riapertura a partire dallo scorso 8 agosto del giardino di Villa Cantarano, il presidente dell’Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Bruno Marucci, ha voluto rendere accessibile alla fruizione dei cittadini una nuova area a ridosso della cinta muraria del centro storico di Fondi, in provincia di Latina.

“Così – comunica Marucci – da domenica 1° settembre 2019, d’intesa con il Comune di Fondi, sarà aperta ai cittadini l’area con ingresso in via Fabio Filzi 43, nel complesso regionale San Domenico, che si è voluto chiamare “HORTUS CAECUBUS”, con memoria al vino cecubo, prodotto di questo territorio risalente all’epoca dei romani e citato da autori quali Orazio, Catone e Plinio”.

Considerato che entrambe le due aree, giardino di Villa Cantarano e Hortus Caecubus, ai sensi del Piano Regolatore vigente nella città di Fondi hanno destinazione a verde pubblico, la proposta di utilizzo voluto dall’Ente Parco intende rispettare le indicazioni normative e si muove nell’ottica di mettere a disposizione dei cittadini e turisti altre aree verdi nel centro urbano.

L’area dell’Hortus Caecubus in effetti risulta essere quanto resta del più ampio orto dei padri domenicani, presenti a Fondi sino al 1809 quando venne decretata da Gioacchino Murat la soppressione degli ordini religiosi; tale orto infatti si estendeva a partire da questa area fino a via Guglielmo Marconi, comprendendo via Benedetto Terenzio e via Tito Livio.

Il convento dei Domenicani e i suoi annessi nelle descrizioni in vari libri di viaggio scritti da chi, come Johann Wolfgang von Goethe, faceva il Gran Tour in Italia, veniva indicato sia per la presenza che vi ebbe San Tommaso d’Aquino sia per la presenza nell’orto del convento del vitigno del cecubo.

Da tali considerazioni nasce la motivazione per la quale si è voluto caratterizzare tale spazio di verde pubblico come un vero e proprio orto urbano; dove vi sono piante di agrumi, ulivi e la vite “maritata” al salice e all’olmo, i cui filari erano tradizionalmente utilizzati nei poderi della piana come limite di proprietà e di recinzione. Questi filari saranno fatti rivivere a ridosso del fossato prospiciente la cinta muraria medievale realizzata nel XIII sec. dai Caetani.

L’impianto romano del centro storico di Fondi in decumani e cardi (castrum) è compreso in un perimetro di un quadrato con il lato di circa 330 metri; l’azione di acquisizioni fatte dalla Regione Lazio negli anni precedenti, che hanno visto riportare al patrimonio pubblico Villa Cantarano e l’orto dei Domenicani, restituisce quindi alla pubblica fruibilità circa 200 metri del lato sud della cinta muraria. Salvaguardando così un patrimonio storico che va ancora posto all’attenzione degli studiosi e valorizzato ai fini di una utilizzazione pubblica. Infatti, ad esempio, il ripristino del fossato nell’Hortus Caecubus ha permesso di scoprire l’altezza reale delle mura medievali, che scendono circa 6 metri più in basso dell’attuale piano stradale.

La Regione Lazio ha inoltre acquisito alcuni anni fa la costruzione che ingloba la quarta porta romana della città, nel lato sud della cinta muraria in asse con la Portella, situata in via San Sotero, nel luogo comunemente conosciuto in dialetto fondano come “Purteseje”.

Un progetto del Parco Monti Ausoni prevede di creare un collegamento tra la quarta porta romana e il complesso delle mura romane e medievali che affacciano sull’Hortus Caecubus, realizzando così uno straordinario percorso archeologico.

Tale realizzazione potrà essere di valido corollario al Museo del Neorealismo in allestimento da parte della società LazioCrea nel complesso regionale San Domenico a Fondi.

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