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Nicola Procaccini sul tema dei migranti in discussione al Consiglio europeo

“Altro che Consiglio Europeo della svolta sui migranti: quello trionfalmente annunciato anche dalla maggioranza di governo in Italia sta per rivelarsi un nuovo compromesso al ribasso ai danni soprattutto del nostro Paese.

Da Bruxelles esce rafforzato il ruolo della Turchia e il peso ricattatorio di Erdogan, nelle cui mani l’Europa si consegna definitivamente perché a lui saranno ulteriormente riempite le tasche di euro per sigillare sia la rotta balcanica dei migranti che quella mediterranea.

Il risultato immediato e concreto sarà che, come ogni estate, anche quest’anno il nostro Paese continuerà ad essere travolto dagli arrivi. Insomma, altro che ‘”con Draghi l’Italia non verrà più lasciata sola a gestire la crisi migratoria’’.

E’ quanto afferma l’europarlamentare di FDI-ECR, Nicola Procaccini, coordinatore del gruppo dei Conservatori nella commissione libertà civili e immigrazione del Parlamento europeo, che commenta gli sviluppi del Consiglio Europeo sul tema immigrazione.

“E’ inconcepibile che la UE continui a gestire un tema centrale, come le politiche migratorie, appaltando a terzi, Turchia in testa, la gestione e la sicurezza dei propri confini.

A Draghi potrà anche essere riconosciuto il merito di aver riportato il tema migratorio al tavolo dei leader europei, ma è solo la Merkel a beneficiarne, evitando così un nuovo afflusso di migranti in territorio tedesco prima delle elezioni politiche di settembre.

La predisposizione di un piano di finanziamenti da destinare ai principali paesi di origine e di transito dei migranti può essere uno strumento valido purché si lavori concretamente per fare in modo che sia la UE a controllare l’uso di queste risorse economiche nei Paesi terzi.

La nostra posizione resta quella secondo cui l’Italia dovrebbe chiedere una missione europea per bloccare le partenze e al contempo aprire hot spot in Africa per far dare accoglienza solo a coloro che davvero fuggono da guerre e persecuzioni.

Questa posizione avrebbe dovuto prendere Draghi, e non andare in giro per l’Europa ad elemosinare qualche ricollocazione di immigrati clandestini: è impensabile che nazioni che, come noi, presidiano un pezzo di confine della Ue e non fanno entrare clandestini poi accettino di redistribuire i nostri”. conclude Procaccini.

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