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Sabaudia: una città dagli spazi vivi

Sabaudia è definita da molti una gemma grezza, una bellezza rara, con caratteristiche naturalistiche e architettoniche uniche, che però non è mai stata valorizzata nella sua totalità: è da qui che siamo partiti 4 anni fa, dalla volontà di intervenire sulle aree abbandonate o degradate e farle tornare al loro antico splendore, avviando processi di valorizzazione.


Tutti i progetti ed i lavori che stiamo eseguendo rientrano, quindi, in questo piano di miglioramento complessivo e non sono intesi come interventi singoli o spot.


I lavori in corso sui marciapiedi di Via Principe Amedeo e la ciclabile in Via Conte Rosso, per esempio, sono da intendersi un tutt’uno con la realizzazione della Ciclovia del Mare, già affidata, perché interesseranno quasi tutta la circonvallazione della città, migliorando la mobilità pedonale, ciclabile e stradale.


Ciò che stiamo cercando di portare avanti è una visione complessiva della città, che abbia a cuore la conservazione e la protezione dell’architettura di fondazione, ma che pensi anche a rendere fruibili e funzionali tutti gli spazi, con progetti che abbiano uno sguardo lungo e vadano oltre il mandato sindacale.

Una città attenta al presente, nella tutela del passato.
In quest’ottica, oltre alla Ciclovia del Mare, rientra anche il progetto per gli impianti di Via Arezzo e quelli riguardanti Piazza Roma e l’ex Spes: 3 di questi sono in lavorazione in questo primo semestre del 2022 ed hanno proprio il fine di riqualificare spazi ora inutilizzati, ma che in passato hanno rappresentato una parte significativa della storia della nostra città.


Il progetto di riqualificazione di Piazza Roma, per esempio, se lo si guarda con gli occhi liberi dalla contrapposizione politica, rispetta pienamente il progetto originale, con la presenza anche del punto ristoro che, pur esistente nel progetto del ’34, non era mai stato realizzato! Inoltre, sistemare degli attrezzi per l’attività fisica nella parte di giardino non soggetto alle geometrie architettoniche, ha lo scopo di far rivivere quello spazio, rispettandolo.


Per quanto riguarda l’ex Spes, invece di lasciare nel suo stato di abbandono quello che ora è solo un rudere, si vuole trasformarlo in un centro attivo, con una pista di atletica a servizio della città, delle associazioni, dei giovani.

La struttura ha ospitato nel passato la Milizia Portuaria, poi, nel dopoguerra, l’Ente sperimentale per la coltivazioni di ortaggi: due attività completamente diverse, ma comunque al servizio della città, in costante rapporto con il lago, operando nella formazione: e questo deve continuare ad essere, al servizio della città ed in grado di ospitare coloro che su quel lago gareggiano e si allenano, con un’attenzione particolare alle fasce fragili della cittadinanza.
Ed ancora, la riqualificazione di Campo di Marte, che resterà un giardino, perché così è stato pensato, ma sarà reso funzionale e fruibile con percorsi pedonali adeguati.


Ed infine la riqualificazione del Lungomare, con il tratto Ponte – Torre Paola già cofinanziato dalla Regione Lazio ed il tratto Ponte – Caterattino presente all’interno del lotto B delle Ciclovie del Mare, che prevede la realizzazione di un marciapiede e di una ciclabile per adeguare una strada “incompleta” e renderla fruibile ed in sicurezza.

La strada Lungomare, all’epoca, fu realizzata in poco tempo, senza marciapiedi, per l’inaugurazione e pensata solo come collegamento, oggi invece può e deve diventare una passeggiata sicura per i cittadini ed i turisti di Sabaudia.
Insomma una città che abbia spazi vivi e che non lasci indietro nessuno. Ed in questa idea di rigenerazione degli spazi, ovviamente sono compresi i borghi, dove con le aree fitness e le aree giochi si vuole far tornare a vivere spazi verdi e renderli fruibili a tutti.

A ciò si aggiunge un piano di manutenzione generale dei borghi che sta coinvolgendo strade, marciapiedi, scuole e, con i fondi del PNRR, nuove strutture scolastiche (scuole per l’infanzia), sportive e sociali, oltre al completamento del piano ciclabile già iniziato che si estenderà su tutto il territorio e collegherà borghi e frazioni al centro della città e al mare.


Non stiamo facendo promesse, questi lavori non sono sul libro dei sogni, ma si tratta o di progetti già destinatari di fondi o progetti elaborati secondo le caratteristiche richieste dei diversi bandi del PNRR e, quindi, con grandi possibilità di essere assegnatari di ulteriori finanziamenti, come già accaduto nei giorni scorsi!


Ora, se questa non è la visione che hanno i nostri avversari politici, ce ne faremo una ragione… ma continuiamo a pensare che se i progetti elaborati ottengono approvazione dagli enti sovra comunali, tanto da renderli destinatari di consistenti fondi pubblici, allora sono validi!


E quando sentiamo dire che i fondi del PNRR stanno arrivando a tutti i Comuni, non capiamo quale sia il problema! È per caso una colpa? Certo però, se quegli stessi progetti, nell’elenco del Ministero, fanno parte del 74% che ha avuto accesso diretto ai finanziamenti e non di quelli ammissibili con riserva, vuol dire che una selezione c’è stata e siamo fieri di far parte dei 1784 progetti già destinatari di finanziamento sui 2418 presentati!

Con buona pace di chi vuol far passare questo traguardo come frutto di una semplice richiesta effettuata! Tra “ammesse” ed “ammesse e finanziate”, come riporta il testo del Ministero dell’Interno, in italiano vi è una profonda differenza, ma occorrerebbe onestà intellettuale per ammetterlo…


Tutti questi lavori, tutta questa progettualità ha richiesto tempi considerati troppo lunghi? Secondo chi? Coloro che ci deridono quando parliamo di programmazione, progettualità, tempi tecnici, cosa hanno in mente per la città? Quali trucchetti vorrebbero utilizzare per accorciare i tempi? A quale città pensano? Quale tipo di amministrazione hanno in mente? Quella di quando si otteneva il voto di Caio perché gli si prometteva di tagliargli l’albero davanti casa o di approvargli un progetto fermo?


Noi non vogliamo essere così: abbiamo in mente una città con SPAZI VIVI e stiamo provando a realizzarla.

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