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CISL. Nuovi progetti per la sanità pontina

Nuovi progetti per la sanità pontina, il sindacato confederale incontra la Cavalli: non mancano i problemi legati al personale


Cecere, segretario generale cisl Latina: «grandi investimenti grazie al pnrr, ma bisogna risolvere il nodo delle assunzioni»

Questa mattina si è tenuto un incontro tra Cgil, Cisl e Uil e la Direttrice generale della Asl locale Silvia Cavalli. Tema del confronto è stato quello relativo al mondo della sanità sul nostro territorio: la Dr.ssa Cavalli, infatti, ha esposto il piano di riorganizzazione che sarà finanziato dalla Regione Lazio grazie ai 39,2 milioni di euro pianificati per i primi investimenti del PNRR e del piano nazionale investimenti complementari al PNRR nella provincia di Latina.

Tale intervento consiste nell’attivazione di 5 Centrali operative territoriali, 18 Case di comunità, 6 Ospedali di comunità, l’adeguamento sismico dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina e, infine, il rafforzamento tecnologico della rete ospedaliera attraverso l’acquisto di 19 nuove apparecchiature di ultima generazione.

Grazie ai fondi del PNRR la presenza di presidi sanitari sul territorio andrà dunque a moltiplicarsi: la risposta ai bisogni di cura sarà più immediata attraverso le Case e gli Ospedali di Comunità, l’ampliamento e l’ammodernamento del parco tecnologico migliorerà la qualità delle terapie negli ospedali e, infine, l’imponente piano di edilizia sanitaria contribuirà a rendere le strutture sanitarie più sicure – attraverso una completa riorganizzazione dell’impianto intermedio e delle reti territoriali in una logica di prossimità, multidisciplinarità e multiprofessionalità.

Tuttavia, durante l’incontro le tre sigle sindacali hanno sottolineato un’altra questione centrale, ovvero quella relativa alla gestione del personale, il quale è senza dubbio deficitario per rispondere alle richieste del nostro territorio in maniera opportuna.

Inoltre, non sarebbe possibile mettere in piedi una macchina che prevede quasi 40 milioni di investimenti senza avere a disposizione il numero adeguato di medici e infermieri che la faccia funzionare.

Quali soluzioni adottare, dunque? «Bisogna rimuovere il numero chiuso alla facoltà di medicina, comprese le specializzazioni: questo aiuterebbe molto il mercato del lavoro, rimpinguando il numero di medici e infermieri che potrebbero ricoprire i numerosi posti vacanti» ha dichiarato il Segretario Generale della Cisl Latina Roberto Cecere: «Una buona sanità si fa con personale altamente specializzato, accompagnato da un’adeguata tecnologia e dagli spazi necessari: tuttavia, al momento non tutte queste variabili sono all’altezza della situazione.

La pandemia da Covid-19 ha infatti creato enormi difficoltà all’intera macchina sanitaria, andando ad acuire ancor di più la situazione di crisi già preesistente».

«Il piano esposto stamattina dalla Dr.ssa Cavalli ci mostra i buoni propositi e i grandi progetti che ha in mente la Regione» ha proseguito Cecere: «Tuttavia, resta ancora il nodo delle assunzioni: sebbene questi interventi siano di ampia portata, risulteranno sempre manchevoli finché non verrà creata ed immessa nuova forza lavoro.

Lancio dunque un appello alle Istituzioni, alla Regione e al Governo centrale: solo tutti insieme potremo riuscire ad ovviare a tale problematica, facendo in modo che i tanti ragazzi e professionisti medici e infermieri che sono in attesa possano trovare uno sbocco professionale, risolvendo così una volta per tutte il problema legato alla mancanza di personale specializzato».

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