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Angelos Tzortzinis/AFP

La risposta UE alla crisi dei rifugiati ucraini

L’invasione russa dell’Ucraina ha costretto milioni di persone a lasciare le proprie case. Scoprite cosa sta facendo l’UE per aiutare chi fugge e per gestire le proprie frontiere.

Rifugiati ucraini attraversano il confine al valico di frontiera di Medyka, nel sud-est della Polonia, il 24 marzo 2022, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Più di 3,6 milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, secondo le stime delle Nazioni Unite.

L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022, ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie della recente storia d’Europa.

La guerra in corso sta lasciando un crescente numero di vittime, distruzione e sfollamenti all’interno e all’esterno dei confini dell’Ucraina.

La popolazione civile ucraina è oggetto di bombardamenti e violenze, milioni di persone sono sfollate, sia all’interno del Paese che negli Stati confinanti, principalmente in Polonia, ma anche in Romania, Slovacchia, Ungheria e Moldavia. Circa il 90% sono donne e bambini, i quali sono anche esposti ad un alto rischio di violenza e abusi, come traffico di essere umani, contrabbando e adozioni illegali.

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Fondi UE per supportare i Paesi in prima linea
La crisi dei rifugiati innescata dalla guerra ha dato vita a ondate di solidarietà e mobilizzazione in tutta Europa, con l’UE e i suoi Stati membri in prima linea che hanno fornito soccorso agli sfollati e supportato i Paesi al confine con l’Ucraina.

Il 24 marzo, gli europarlamentari hanno approvato una proposta della Commissione relativa a un’azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa (CARE) per redistribuire i fondi disponibili ai Paesi UE che offrono protezione alle persone in fuga dall’aggressione russa.

A questo potrebbero aggiungersi 10 miliardi di euro addizionali dal programma REACT-EU, un fondo creato per fungere da ponte tra le misure di emergenza Covid e i fondi di coesione.

Il Parlamento ha inoltre prorogato di un anno, ovvero fino alla metà del 2024, il periodo in cui operano il Fondo Asilo, migrazione e integrazione e il Fondo Sicurezza interna.

L’estensione consente ai Paesi UE di ridistribuire urgentemente i fondi inutilizzati per far fronte all’afflusso di rifugiati dall’Ucraina. Si prevede di sbloccare circa 420 milioni di euro per fornire ulteriore supporto in temini di alloggi, cibo, assistenza sanitaria o personale aggiuntivo.

Ulteriore assistenza, consistente in forniture mediche, tende e generatori di corrente, è stata inviata agli Stati confinanti e all’Ucraina attraverso il meccanismo di protezione civile dell’UE e le scorte mediche di RescEU.

Durante la sessione plenaria del 23-24 marzo, gli europarlamentari hanno inoltre convenuto di fornire alla Moldavia un supporto finanziario per l’accoglienza dei rifugiati, oltre alla concessione di aiuti macro-finanziari per coprire parte delle sue necessità di finanziamento esterno.

Protezione temporanea per le persone in fuga dall’Ucraina
L’1 marzo, con una risoluzione adottata durante la plenaria straordinaria, il Parlamento ha accolto favorevolmente l’attivazione della direttiva sulla protezione temporanea per la prima volta dalla sua entrata in vigore nel 2001.

La direttiva mira a concedere immediata protezione temporanea all’interno dell’UE alle persone che fuggono dalla guerra in Ucraina, inclusi i cittadini ucraini, cittadini di Paesi terzi, apolidi o persone con permesso di soggiorno nel Paese.

Ciò consente inoltre alle persone sfollate di godere di diritti armonizzati in tutta l’UE, come un permesso di soggiorno, la possibilità di lavorare, un alloggio e l’accesso all’assistenza sociale e all’assistenza medica. La protezione temporanea non impedisce agli interessati di presentare domanda di asilo.

Il 9 marzo, gli europarlamentari hanno chiesto all’UE di introdurre un sistema di migrazione adeguato basato sulla condivisione della responsabilità dei rifugiati.

Il patto UE sulla migrazione e l’asilo, la cui negoziazione è attualmente in corso, include un meccanismo di solidarietà che distribuisce la responsabilità della protezione tra i Paesi UE, oltre che misure per far fronte al massiccio afflusso di migranti.

Gestione delle frontiere esterne dell’UE
Il 4 marzo, la Commissione ha pubblicato le nuove linee guida per aiutare i Paesi UE a gestire gli arrivi in modo efficace e assistere la polizia di frontiera che effettua i controlli alle frontiere con l’Ucraina.

Gli orientamenti della Commissione comprendono la semplificazione dei controlli per le persone vulnerabili e l’istituzione di valichi di frontiera temporanei.

Il Parlamento ha dato inoltre il via libera all’impiego dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) per aiutare la Moldavia – che non è uno Stato membro dell’UE – a gestire il massiccio numero di persone che oltrepassano il confine con l’Ucraina.

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