romaeuropa festival 2022

Romaeuropa Festival

La trentasettesima edizione del Romaeuropa Festival (in corso fino al 20 novembre) grazie al consolidato rapporto con l’Azienda Speciale Palaexpo rinnova anche quest’anno il dialogo artistico con il Mattatoio, cuore della creatività contemporanea a Roma, dalle arti figurative a quelle performative, che accoglie le proposte nazionali e internazionali più innovative del festival, trasformandosi per oltre due mesi in una fucina per la creatività emergente.

«Riportare Roma al centro della scena della cultura contemporanea internazionale è la missione del nuovo corso dell’Azienda Speciale Palaexpo. Partendo dall’arte, e attraverso una molteplicità di linguaggi, continueremo con il consueto impegno a collaborare con Romaeuropa Festival, nell’ottica dello sviluppo di nuovi progetti futuri» afferma il Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo Marco Delogu. 

«Gli spazi del Mattatoio sono sempre stati il cuore della nostra proposta di ricerca più innovativa e attenta al ricambio generazionale da quando nel 2010 Romaeuropa aprì al pubblico la Pelanda restaurata con Ryuichi Sakamoto e la mostra Digitalife, e siamo felici di proseguire la collaborazione per il prossimo futuro con il Presidente Delogu e il Palaexpo» dichiarano il Presidente della Fondazione Romaeuropa Guido Fabiani e il Direttore Generale e Artistico Fabrizio Grifasi. 

Più di 40 appuntamenti distribuiti tra danza, teatro e musica incluse le 5 sezioni del festival che, ciascuna con una propria curatela, indagano le espressioni artistiche proiettate verso il futuro: Digitalive a cura di Federica Patti, Kids &Families a cura di Stefania Lo Giudice, LineUp! a cura di Giulia Di Giovanni e Matteo Antonaci, Anni Luce a cura di Maura Teofili e Dancing Days a cura di Francesca Manica.

Ad aprire il percorso del REF al Mattatoio, il 22 settembre, è il lavoro del coreografo di origini marocchine Roduan Mriziga che dirige la danzatrice, coreografa e cantante Dorotheé Munyaneza in Akal, un assolo in cui rituale, danza e architettura si mescolano a canto, poesia e rap per riscrivere la memoria degli Imazighen, gli indigeni del Nord Africa a partire dalla figura mitologica della dea egizia Neith, associata alla nascita e alla morte e guida delle anime dei defunti negli inferi. Dialoga con la potenza di questa figura femminile, ma trascinandoci nel continente asiatico, la ricerca sulla tradizione sciamanica condotta dal coreografo e artista multimediale Choy Ka Fai che, il 24 settembre, dà il via alla sezione Digitalive con Yishun is Burning, un assolo in cui si fondono tradizione e tecnologia, rituale e vogueing, spiritualità e festa.

DIGITALIVE – CREAZIONI CROSS-OVER TRA MUSICA ELETTRONICA, PERFORMANCE, VR E AR

Curata da Federica Patti e interamente dedicata alla ricognizione delle espressioni artistiche nell’ambito delle culture digitali la sezione Digitalive prosegue nel segno delle arti visive rinnovando, per il secondo anno, la collaborazione con il VRE fest – Virtual Reality experience: protagonista l’insieme di sculture digitali Menagerie – AR sculptures di Auriea Harveyartista visuale americana che combina processi digitali e fisici per creare sculture nello spazio tangibile e nella realtà virtuale.

Le forme più avanzate della tecnologia incontrano le nuove frontiere della produzione musicale con Spleen Machine, il lavoro che Alex Braga porta per la prima volta in assoluto dal vivo: uno show audiovisivo di avanguardia sperimentale, basato su intelligenza artificiale e accompagnato dalla produzione in real time di NFT in blockchain sostenibile EOS dalla piattaforma A-LIVE, venduti tramite lo “smart ticket” per il concerto. L’intelligenza artificiale è strumento di indagine anche per Sofia Crespo che con AquA(l)formings esplora i cambiamenti su larga scala nell’ambiente marino causati dalla presenza umana e per Libby Heaney che con la performance audiovisiva slimeQore recupera le narrazioni tradizionali e le storie coloniali legate al fiume Tamigi e alla Gran Bretagna. Torna a Romaeuropa Franz Rosati con Distantia, il progetto multimediale audiovisivo attraversato da sonorità sperimentali ed elettroniche, costruito dall’assemblaggio di immagini satellitari per tentare una rappresentazione allegorica dell’osservazione mediata dalla distanza. Digitalive ospita anche le attività di dibattito e confronto con il pubblico tra cui ADV Gathering – arti digitali dal vivo, il primo incontro nazionale del network di ricercatori universitari e accademici nel settore delle Arti Digitali dal Vivo, il talk con l’artista multimediale Kamilia Kard, tra le artiste selezionate da Residenze Digitali,  il network ideato e promosso dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) di cui Romaeuropa fa parte per il primo anno, l’incontro/omaggio di Oriana Persico a Salvatore Iaconesi, pioniere delle digital culture e tra i più fini pensatori e creativi, recentemente scomparso, e infine la presentazione del libro L’elettrica è donna anzi transfemminista di Caterina Tomeo Claudia Attimonelli.

LINE UP! | IDENTITÀ, NARRAZIONI E SONORITÀ URBAN/POP NELLA MUSICA ITALIANA

È interamente femminile la proposta di LineUp! la sezione a cura di Giulia Di Giovanni e Matteo Antonaci che dall’8 al 10 ottobre indaga i linguaggi del pop, le narrazioni e le identità da essi veicolate. Tre giornate di concerti che vedranno il Mattatoio trasformarsi in un club per ospitare i live della cantante e performer italo-marocchina LaHasna, dell’eclettica NAVA, nata a Teheran e stanziatasi da diversi anni a Milano dove, tra pop ed estetica camp, ha dato vita ad uno stile personalissimo caratterizzato dalla contaminazione e dalla mancanza di limiti, della producer e songwriter LNDFK, cresciuta a Napoli e figlia di due diverse culture (madre italiana e padre arabo) che ha illuminato il panorama musicale italiano con il suo album d’esordio Kuni, dell’acclamata Joan Thiele che ha conquistato il mondo della musica con il suo stile sofisticato ed elegante ed Elasi, la cantautrice, compositrice e producer alessandrina pronta a fare festa con il suo sound dai confini geografici e stilistici fluidi.

A completare la sezione è Eclissi Talk, uno speciale Waiting For Coming Out Day realizzato in collaborazione con il Gay Center per portare in scena i racconti dell’omonimo podcast ideato da Pietro Turano e prodotto da Cross Productions (Skam Italia): storie di autodeterminazione e rivincita di persone lgbtq+ accompagnate da un dibattito in sala alla presenza delle/i protagoniste/i del podcast e della scrittrice Michela Murgia.

ANNI LUCE | LA SCENA TEATRALE CON GLI OCCHI DEL FUTURO

L’attenzione del REF alle nuove proposte della scena nazionale confluisce in Anni Luce (dal 19 ottobre), la sezione a cura di Maura Teofili che scommette sul sostegno alla creatività under30 e alle creazioni della scena teatrale italiana ponendo al cuore del suo operare il progetto Powered By REF: un’opportunità di sostegno, formazione e sviluppo dedicata a giovani artiste ed artisti che operano nel campo della ricerca teatrale e della performance. Tre i nomi selezionati da questa terza edizione che presenteranno il primo esito della loro ricerca nell’ambito del programma del festival: Greta Tommesani con CA.NI.CI.NI.CA, un monologo sullo sfruttamento lavorativo e sulle modalità con cui si comunicano le cause sociali, Elena Bastogi con senza titolo (mâchersesmots) un gioco di e con le parole, Matrice Teatro con Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici che si interroga sulla questione ambientale e sulle diverse modalità di cura del pianeta Terra. Infine, dalla scorsa edizione di Powered By REF, la regista Giulia Odetto presenta il compimento del suo Il mio corpo è come un monte, un lavoro in cui convivono performance e installazione visiva.

Torna, ancora nell’ambito di Anni Luce, la nuova edizione di Situazione Drammatica, il format dedicato alla nuova drammaturgia, ideato da Tindaro Granata e presentato da Romaeuropa in rete con i prestigiosi premi nazionali dedicati alla nuova drammaturgia HystrioTondelli e Riccione. Novità assoluta per il 2022 è la definizione di una segnalazione speciale del REF che intende monitorare e selezionare tra i testi presentati ai premi quelli particolarmente attenti a tematiche interculturali assumendo così un ruolo attivo di monitoraggio e osservazione delle nuove proposte drammaturgiche. Il programma prevede la lettura dei testi di Simone CorsoMatteo CanigliaGiuliano Scarpinato

Le produzioni nate intorno ad alcuni delle più efficaci opere selezionate sono ospitate all’interno del festival al fine di garantire un ciclo di osservazione che partendo dal testo giunga alla sua concretizzazione scenica. Ne è esempio Ok Boomer di Nicolò Sordo, vincitore del Premio Tondelli nel 2021, che debutterà nella sua forma scenica con la regia di Babilonia Teatri. Completano questo approfondimento sulle nuove scritture per la scena gli incontri e i podcast realizzati grazie alla collaborazione con Rai Radio 3.

DANCING DAYS | I GIORNI DELLA DANZA EUROPEA

Curata da Francesca Manica, Dancing Days (dal 26 ottobre) è la fotografia di un movimento che attraversa l’Europa facendone danzare le identità, raccoglie così alcune delle più sorprendenti creazioni della scena coreografica europea (anche grazie alla rete Aerowaves) disegnando network sul territorio nazionale e internazionale. Ne sono protagoniste e protagonisti la danzatrice e coreografa franco-malgascia Soa Ratsifandrihana con Gr oo ve, un assolo quasi spirituale che recupera i ricordi dell’infanzia, la francese Leïla Ka con Pode Ser, C’est toi qu’on adore, Se Faire la belle, una trilogia volta ad esplorare differenti linguaggi coreografici e molteplici identità. Con Open Drift il tedesco Philippe Kratz mette al centro del suo lavoro il caleidoscopio di emozioni generate da ogni nuovo incontro, mentre l’olandese Andrea Hannes è impegnato con Warping Soul, è un passo a tre che attinge al vocabolario della house dance Soirée d’etudes del belga Cassiel Gaube.

Si rinnova l’appuntamento con DNAppunti Coreografici, il progetto a sostegno delle coreografe e dei coreografi under35 promosso e sostenuto dall’omonima rete e di cui Romaeuropa presenta, all’interno della sua programmazione, la serata finale di premiazione e in prima nazionale il lavoro vincitore della scorsa edizione: Pas de deux di Jari Boldrini e Giulio Petrucci che pone al centro della propria ricerca il valore del legame e delle relazioni. Premiata sempre nell’ambito di DNAppunti Coreografici ma nel 2020 la pièce My Body Trio della coreografa Stefania Tansini.

KIDS & FAMILIES | UN FESTIVAL PER LE FAMIGLIE

È nel dialogo tra generazioni che si inserisce il programma di Kids & Families (dal 30 settembre), la rassegna a cura di Stefania Lo Giudice interessata a sensibilizzare lo sguardo del pubblico più giovane nel segno dell’inclusione e del coinvolgimento delle famiglie che quest’anno sceglie di espandersi su tutto l’arco del festival attraversandone la programmazione attraverso weekend dedicati ai più piccoli. Si parte con Questi pochi centimetri di terra della compagnia Consorzio Balsamico, una storia di fuga e accoglienza, di famiglie e figli che con coraggio piantano le radici per un futuro migliore in una terra lontana da quella d’origine, mentre combina danza, musica e teatro il lavoro della compagnia Dadodans che con KLaNK si concentra sulla trasmissione delle emozioni attraverso la musica e il canto. Torna con una nuova produzione di circo contemporaneo la Compagnia Quattrox4 che con Ersilia costruisce una performance itinerante che rende omaggio alla creatività viva e alla scrittura caleidoscopica di Italo Calvino recuperando suggestioni visive e tematiche de Le città invisibili. L’olandese Zonzo Company insieme ai musicisti dell’avventuroso trio jazz De Beren Gieren accompagna il giovanissimo pubblico alla scoperta delle armonie sorprendenti e dei ritmi emozionanti del grande jazzista Thelonious Monk tra suoni, animazioni e immagini video. Fascino e mistero avvolgono la storia del pifferaio Hamelin messa in scena da Factory Compagnia Transadriatica mentre completa la sezione (al Teatro Vittoria) la Compagnia Finzi Pasca che torna a Romaeuropa con Bianco su Bianco, una fusione di danza, teatro e acrobazie nella quale i due interpreti-attori-acrobati-clown dialogano con un sofisticato e suggestivo universo fatto di luci e di suoni (una tecnologia sviluppata dalla compagnia per la Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Sochi del 2014) attraverso il quale raccontare con ironia e delicatezza le difficoltà di una vita, il valore dell’amicizia e dell’amore che l’attraversa. 

GEOGRAFIE INTERNAZIONALI | La proposta internazionale del Romaeuropa Festival diretto da Fabrizio Grifasi vede infine una folta presenza di artiste e artisti nazionali e internazionali che attraverseranno i teatri del Mattatoio. La compagnia messicana Lagartijas Tiradas al Sol è protagonista di due differenti spettacoli che indagano il concetto di democrazia a partire dal retroterra culturale e storico del proprio paese (Tiburón) e quello di rappresentazione e auto-finzione nel più personale Lázaro mentre  storia, origini e comunità sono al centro della nuova tappa del progetto Esercizi sull’abitare della compagnia Bartolini Baronio, vincitrice del bando Boarding Pass, che, attraversati i confini geografici italiani, torna da New York per restituire in forma filmica e musicata dal vivo le storie di chi ha trovato casa e radici altrove. Si muove su una geografia intima fatta di ricordi, filmini e vecchie fotografie anche Paola Di Mitri che ricostruisce la sua storia famigliare sovrapponendola alle cartografie della città di Taranto in Vita Amore Morte e Rivoluzione. Si concentra sulle origini dei sentimenti d’odio e precarietà e sulla violenza delle più giovani generazioni il progetto EXTREME/MALECANE di Paola Pisciottano e bolognaprocess, vincitore del bando Vivo d’Arte – Arti performative, premio per le discipline del teatro, della musica e della danza contemporanee, riservato a giovani artisti di nazionalità italiana residenti stabilmente all’estero e promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. 

Liberamente ispirato a Il canto di Penelope di Margaret Atwood, Martina Badiluzzi guarda al mito di Penelope per proseguire la sua ricerca intorno alle identità femminili ponendosi ancora una volta in una dimensione sospesa tra figure arcaiche e contemporaneità. 

Il programma musicale del Mattatoio si completa con alcune presenze legate alla storia del Romaeuropa Festival come quella di Fabrizio Ottaviucci, pronto a cimentarsi nella quinta parte delle Treatise di Cornelius Cardew, e nuove proposte come Houses of Zodiac di Paola Prestini e dell’ex componente dei Kronos Quartet Jeffrey Zeigles(in collaborazione con l’Accademia Americana a Roma) e la compositrice svedese Hanna Harman al fianco dell’artista tedesca Dafne Narvaez (in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo) in UNDERCOVER. È infine presentato in collaborazione con il Mistero della Cultura della Repubblica di Polonia e con l’Adam Mickiewicz Institute Missa sine verbis di Pianohooligan: concerto per quintetto d’archi, quartetto jazz ed elettronica basato sul ri-arrangiamento delle musiche sacre dei più importanti compositori polacchi tra cui H. GoreckiKPonderecki.

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