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“Mò Vi Mento – Lira di Achille” dal 16 maggio al cinema

“Mò Vi Mento – Lira di Achille” un film di Stefania Capobianco e Francesco Gagliardi con Enrica Guidi, Giovanni Scifoni, Daniele Monterosi, Maria Benedetta Valanzano, Tony Sperandeo, Andrea Roncato, Adolfo Margiotta, Antonella Stefanucci, Shi Yang Shi, Rocco Ciarmoli, Alvaro Vitali, Deborah Eliana Rinaldi, Stefano Tricarico, Barbara Bacci, Elisabetta Sansone, Aurora Gagliardi, Giuseppe Picone, Pasquale Andreottola.

SINOSSI – Come si esce dalla recessione? Se si è dei governanti, con ricette che ammazzano il contribuente; se si è il contribuente, ammazzando qualcuno più ricco di te per ereditare. Troppo crudele? Andatelo a spiegare al gruppetto che stiamo per presentarvi.

Achille Alfresco (in nomen omen!) è un politico che aspira a essere il prossimo Presidente del Consiglio. Già il nome del suo partito è tutto un programma: “Mò Vi Mento – Lira di Achille”. Il principio su cui si fonda il “mò-vi-mento” è che l’intero mondo politico odierno sia basato sulla menzogna e sulla falsità. Quindi perché non fare una campagna elettorale “sincera” e coerente sin dall’inizio? Achille sta tentando di sposare e imbrogliare la ricca Elena Guarracino, erede di una multinazionale di profilattici. Elena è però ancora innamorata dell’ingenuo e colto Massimo Della Bozza che, come suggerisce il nome, è un aspirante scrittore ma nella vita reale portaborse, a nero, del meschino Achille che, pur di tenerselo stretto, gli promette un roseo futuro come prossimo assessore alla cultura. A ingarbugliare gli intrecci di questo triangolo amoroso, altri bizzarri personaggi, come l’ipovedente Lucia, amante di Achille, il poco promettente killer Carlo Spampanato, la sfacciata Giuliana, l’ignorante Cinzia, il misterioso Camaleonte, il losco avvocato Del Mazzo e un ambiguo Guercio. E ancora, la famiglia Quagliano che veste il tricolore formata da Italia, Viviana e dal Sindaco Michele che per un equivoco crede di essere il destinatario di un attentato di matrice politica. E poi ci sono i cinesi che conoscono il Vesuvio meglio di Asia, la segretaria di Elena, per cui i centri commerciali sono più interessanti. Ed è proprio dalla Cina che giunge con furore un’agguerrita delegazione asiatica pronta a mandare tutti sul lastrico perché l’unico mini-preservativo fallato uscito dall’azienda di Elena è andato a finire a Shanghai, causando una gravidanza non desiderata alla segretaria del Sindaco. Questi sono solo alcuni degli intrecci della commedia che, tra complotti, amori inconfessati, segreti, bugie e imbecillità palesi, si muove sullo sfondo di un’Italia multietnica corrotta e meschina, popolata da furbastri che le pensano tutte pur di ottenere ciò che vogliono. Il dramma si esaspera, diventa farsa, teatro di una triplice caccia: al potere, ai soldi, all’amore, raggiungendo livelli tragicomici e situazioni inaspettate, ricordandoci che la politica va sempre a braccetto con la menzogna.

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