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Un nuovo studio dimostra l’inefficacia dell’agricoltura intensiva e identifica alternative al glifosato

Il gruppo Verdi-ALE ha commissionato un nuovo studio sulle alternative ai pesticidi e glifosato. Questo studio dimostra che l’agricoltura intensiva, basata sull’uso di pesticidi, non è solo dannosa per l’ambiente e la salute, ma anche in contrasto con il diritto al cibo. Lo studio chiarisce anche che l’agricoltura intensiva non ha affatto contribuito a ridurre la fame nel mondo e ha invece aumentato ulteriormente lo spreco di cibo, soprattutto nei Paesi industrializzati.

Il processo di rinnovo dell’autorizzazione Glifosato è attualmente in corso.

Le prossime tappe:
Domani, 19 ottobre, la Commissione Ambiente dell’Europarlamento voterà una risoluzione proposta dai Greens che propone l’abbandono del Glifosato – irreversibilmente – dal 2020.
Martedì 24 ottobre tale risoluzione sarà votata dall’Aula di Strasburgo, in Plenaria.
Mercoledì 25 ottobre sarà invece la volta degli esperti nominati dagli Stati Membri votare per il rinnovo, o meno, dell’autorizzazione al Glifosato che scade il 15 dicembre 2017. E’ probabile che non si raggiunga una maggioranza qualificata.

Dichiarazioni di Marco Affronte, Europarlamentare della Commissione Ambiente: “Esistono le tecniche per un’agricoltura senza pesticidi e molti agricoltori stanno già utilizzando metodi alternativi con ottimi risultati. Un aiuto viene anche dalla Politica Agricola Comunitaria attraverso misure agroambientali di compensazione dei costi di transizione e alcuni finanziamenti. La PAC è anche in fase di rinegoziazione, quindi l’opportunità per un cambiamento esiste. Le industrie chimiche che producono i pesticidi paventano scenari apocalittici in caso di abbandono della chimica. niente di più falso. Questo studio dimostra, al contrario, che un modello agricolo sostenibile è vantaggioso per gli agricoltori, per l’ambiente e per i cittadini. Non a caso è il Parlamento Europeo, organo dove siedono i rappresentanti diretti dei cittadini, ad essere attualmente in prima linea la battaglia per la tutela della salute. Dopo aver detto no alla proposta della Commissione sulle sostanze che alterano il sistema endocrino, i membri della commissione ENVI dovrebbero adottare la risoluzione da noi proposta per dire addio al Glifosato entro un periodo massimo di 3 anni. Con un tale periodo transitorio ci sarebbe modo per tutti per riorganizzare la produzione.”

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