Nicola Caputo

Ambiente: scienziati a confronto a Bruxelles in un convegno promosso da Nicola Caputo


“E’ necessario che l’Unione europea si doti entro tempi brevi di una guida scientifica per la prevenzione e la riduzione dei rischi per la salute nelle aree con alta pressione ambientale”. E’ quanto è emerso nel corso dei lavori della tavola rotonda sulle “Aree con alta pressione ambientale” che si è tenuta a Bruxelles nella sede del Parlamento europeo e promossa da Nicola Caputo eurodeputato S&D e membro della Commissione Ambiente. Nel corso dell’iniziativa è stata presentata una ricerca di EcoFoodFertility che mira ad utilizzare il liquido seminale come sentinella precoce dello stato dell’ambiente e della salute umana. “Un’idea semplice – spiega Caputo – resa possibile dalle nuove tecnologie disponibili e dall’evoluzione della ricerca degli ultimi 15 anni messe a punto da ricercatori capaci e determinati come il “campano” Luigi Montano. L’obiettivo dell’iniziativa – spiega Nicola Caputo – è stato quello di far sedere a un tavolo il mondo della scienza con quello delle istituzioni per fare il punto sullo stato della ricerca per far fronte alle problematiche di chi vive in aree ad alta pressione ambientale, e allo stesso momento permettere di comprendere e, se del caso aggiornare, l’approccio dei programmi della Commissione in materia di ambiente e salute. Sono diverse le aree ad alta pressione ambientale nel mezzogiorno d’Italia su cui è necessario intervenire per diminuire o annullare il rischio sulla salute dei cittadini. – spiega ancora Caputo – Permangono gravissime situazioni ambientali che vanno da Taranto, con la difficile coabitazione con l’impianto siderurgico dell’Ilva, fino alla Terra dei Fuochi in Campania i cui cittadini hanno pagato un prezzo durissimo negli ultimi anni. A questi cittadini europei è necessario dare risposte risolutive ed immediate. La partecipazione di ricercatori provenienti da diversi paesi dell’Unione – conclude l’eurodeputato Pd – testimonia il fatto che il tema delle aree ad alta pressione ambientale è un tema molto sentito, presente in varia misura in tutte le parti dell’Europa”. Nel corso del meeting, il Dr. Luigi Montano, UroAndrologo, coordinatore del progetto di ricerca EcoFoodFertility ed il Dr. Alberto Mantovani, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, massimo esperto italiano in tema di interferenti endocrini, si sono soffermati sulle condizioni nelle quali vivono diverse aree d’Europa che, come la Terra dei Fuochi in Italia, a causa dell’inquinamento ambientale presentano grosse problematiche sanitarie per maggiore incidenza di patologie endocrino-metaboliche, riproduttive e cronico-degenerative a carico della popolazione residente. “Condizioni – spiegano – che a fronte degli standard ambientali che l’Europa negli ultimi anni si è data (ben al di sopra di altri continenti), devono essere affrontati con approccio interdisciplinare che riguardino, sia interventi sulle matrici ambientali (suolo, corpi idrici, aria, catena agroalimentare), che la prevenzione/riduzione del rischio salute, al fine di proteggere la salute delle generazioni attuali e di quelle future. A tal proposito sul fronte salute, i biomarker riproduttivi sembrano essere i più precoci e predittivi nel rilevare i danni di una condizione di stress da esposizione ad agenti inquinanti”. Alla tavola rotonda hanno partecipato inoltre, ricercatori provenienti da diversi paesi dell’Unione: Dr. Aleksandra Fucic Sci adviser, Institute for Medical Research and Occupational Health – Croatia; Professor Elpida Niki Emmanouil-Nikoloussi, Histology-Embryology – European University Cyprus, Prevention of birth defects in contaminated areas; Professor Jean Pierre Bourguignon, Neuroendocrinology Unit, GIGA Neurosciences, Univ. Liège – Belgium; Dr. Maurizio Dattilo, Parthenogen, Lugano – Switzerland, Epigenetic-environment interaction and the role of diet; Dr. Hubert Deluyker, Scientific Adviser to the EFSA Executive Director;Ms. Josaine Masson, Policy Officer at the European Commission; Mr. Michel Pletchette, Adviser at the European Commission Health science; Ms. Ann Uustalu, Programme Officer – DG Research Horizon 2020;Mr. Verstraete Frans, DG Health and Food Safety Environmental contaminants in food.

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