europa

“Insieme per la ripresa dell’Europa”: la presidenza del Consiglio passa alla Germania

Il 1° luglio, nel mezzo della crisi di COVID-19, la Germania ha assunto per sei mesi la presidenza del Consiglio. Che cosa si aspettano gli eurodeputati tedeschi?

La crisi del coronavirus rappresenta una grande sfida per l’Unione europea. La risposta immediata alla pandemia e la ripresa sono al cuore del programma della presidenza tedesca del Consiglio.

L’obiettivo della presidenza tedesca è raggiungere rapidamente un accordo sul fondo per la ripresa e sul bilancio a lungo termine dell’UE del periodo 2021-2027. Tra le priorità ci sono la protezione del clima, attraverso il Green Deal europeo, la digitalizzazione economica e sociale dell’Europa e le future relazioni tra UE e Regno Unito. Inoltre la Germania vuole rafforzare il ruolo e le responsabilità dell’UE a livello mondiale, con particolare attenzione all’Africa e alle relazioni con la Cina.

Principi della presidenza tedesca del Consiglio
Superare la pandemia di COVID-19 per una ripresa economica e sociale a lungo termine
Un’Europa più solida e innovativa
Un’Europa equa
Un’Europa sostenibile
Un’Europa della sicurezza e dei valori comuni
Un’Europa forte nel mondo
Abbiamo chiesto agli eurodeputati tedeschi che cosa si aspettano dalla presidenza tedesca nei prossimi sei mesi.

Daniel Caspary, eurodeputato del Partito popolare europeo, ha sottolineato l’importanza di superare la crisi e rilanciare l’economia europea: “Il bilancio multi-annuale 2021-2027 e il fondo per la ripresa determineranno se l’UE emergerà più forte dalla crisi del coronavirus.” Secondo l’eurodeputato, “La presidenza tedesca al Consiglio e la Cancelliera Angela Merkel possono offrire esperienza e conoscenza sulle questioni europee, un segno positivo per le discussioni dure e controverse.” Berlino può anche dare un “impulso importante” per il successo dei negoziati sull’accordo tra l’UE e il Regno Unito.

“La solida proposta del governo federale sul fondo per la ripresa è un’opportunità per rendere l’Europa più equa, sociale e sostenibile,” ha detto Jens Geier. Il deputato dei Socialisti e democratici vede la crisi di COVID-19 come un’opportunità per cambiare l’Europa: “Il fatto che le regioni in difficoltà dovrebbero ricevere finanziamenti per la ricostruzione anziché prestiti è un grande passo avanti verso un’Europa forte.” L’eurodeputato ha anche ricordato l’importanza di sostenibilità e innovazione: “In linea con il Green Deal europeo, il fondo per la ripresa dovrebbe promuovere investimenti sostenibili verso le energie rinnovabili e la digitalizzazione.”

“Ora l’Europa ha bisogno del coraggio di ricostruire,” ha detto la vicepresidente del Parlamento Nicola Beer (Renew Europe). “La Germania sarà valutata, tra le altre cose, in base alla velocità con cui avvierà la ripresa economica, facendo affidamento su innovazione e piccole e medie imprese.” Su Brexit, la vicepresidente ha detto che bisogna evitare di “scivolare verso uno scenario no-deal.” Infine l’UE dovrebbe “finalmente vivere all’altezza delle sue aspirazioni geopolitiche, esternamente con una forte voce comune per la pace, il disarmo, i diritti umani e il commercio, internamente sbloccando le politiche di asilo e immigrazione,” ha concluso.

Gli interessi tedeschi non dovrebbero restare in secondo piano, ha detto Jörg Meuthen di Identità e democrazia. “È già la ‘presidenza del debito’,” ha aggiunto, invitando la Germania a “ridurre l’UE ai suoi impegni fondamentali e il bilancio al minimo necessario, prevenire la tassazione e includere invece, come segno di genuina solidarietà, la ricchezza pro capite degli stati membri nel calcolo della redistribuzione finanziaria.”

Per Sven Giegold (Verdi, Alleanza libera europea) la protezione del clima rimane una priorità. “La crisi climatica non è in pausa per via del coronavirus,” ha ricordato il deputato, invitando la presidenza tedesca a “diventare una presidenza per il clima in tempo di coronavirus” e a “concludere i negoziati per una legge europea sul clima con migliori obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.”

Helmut Geuking dei Conservatori e riformisti europei spera che la presidenza tedesca del Consiglio consentirà finalmente di “portare a termine la garanzia europea per l’infanzia e avviare una previdenza europea per l’infanzia.” Secondo il deputato, “Soltanto con famiglie forti può emergere un’Europa forte e sociale, che può reggere il confronto nel mondo globalizzato del futuro.”

La presidenza tedesca potrebbe “porre le fondamenta per un’UE basata sulla solidarietà,” ha detto Martin Schirdewan, vicepresidente del Gruppo della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica. “Tutti dovrebbero contribuire in modo equo alla ripresa economica e al rilancio della società,” ha sottolineato il vicepresidente, aggiungendo: “Questo comporta l’introduzione di una tassa digitale, un’imposta sulle transazioni finanziarie e una tassa straordinaria sul patrimonio per i super ricchi.”

Il nastro di Möbius
Il nastro di Möbius è al centro del logo della presidenza tedesca. Questa figura geometrica è stata scoperta da due scienziati tedeschi nel 1858 e ha un solo lato e un solo bordo.
Simboleggia un’Europa della solidarietà e innovazione, che crea unità attraverso la condivisione e unione di interessi diversi.
La Germania lavorerà a stretto contatto con il Portogallo e la Slovenia, che assumeranno la presidenza del Consiglio rispettivamente il 1° gennaio e il 1° luglio 2021. È la 13sima volta che la Germania detiene la presidenza del Consiglio, che aveva assunto l’ultima volta nel 2007.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel presenterà e discuterà il programma della presidenza al Parlamento europeo a Bruxelles durante la prossima plenaria che si terrà l’8 luglio. Puoi guardare la sessione in diretta sul nostro sito web.

I ministri tedeschi discuteranno il programma della presidenza con le commissioni parlamentari a inizio luglio.

Guarda anche..

europa

COVID-19 e istruzione: necessarie misure per colmare il divario digitale

• La crisi COVID-19 ha evidenziato le disugaglianze sull’accesso all’istruzione nell’UE• Colmare il divario digitale …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione (page scroll) acconsenti al loro uso. Per informazioni e per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione (page scroll) acconsenti al loro uso. Per informazioni e per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Chiudi