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SANITA’: D’Amato, “A Viterbo nasce il Centro di contrasto all’antimicrobico-resistenza”

Il modello di Viterbo è stato illustrato da Alessandro Pastore (Coordinatore del Centro di contrasto all’antimicrobicoresistenza) e Nicola Ferrarini (Direttore dell’unità operativa Sanità animale e igiene degli allevamenti). “Il Centro di contrasto all’antimicrobicoresistenza della Asl di Viterbo – spiegano Ferrarini e Pastore – costituisce una struttura di coordinamento incardinata nel Dipartimento di Prevenzione dell’azienda Sanitaria. Opera con lo scopo di dare impulso al raggiungimento degli obiettivi strategici individuati nel Piano nazionale di contrasto all’antimicrobicoresistenza (PNCAR) e nei Piani nazionale, regionale ed aziendale della prevenzione, attraverso la gestione di programmi specifici in materia di formazione/informazione di professionisti sanitari, stakeholder e cittadini; sorveglianza e monitoraggio nell’utilizzo degli antibiotici; ricerca e innovazione. Il Centro oggi opera in particolare sui Critically Important Antimicrobials-ICA), antibiotici di importanza critica per l’uomo ed individuando nuovi ambiti di ricerca o implementando i programmi già in atto con lo scopo di acquisire nuovi dati e informazioni.

Tra gli interventi della giornata quelli del sottosegretario di Stato per le Politiche agricole, Francesco BattistoniMariapia Garavaglia presidente Istituto Superiore Studi Sanitari “Giuseppe Cannarella”, e Stefano Vella professore di Salute globale Università Cattolica del Sacro Cuore Roma, già direttore del centro per la salute globale presso l’Istituto Superiore di Sanità.
Quello che abbiamo presentato oggi – commenta il direttore generale della Asl viterbese, Daniela Donetti – è un approccio strategico che risponde alle necessità dei sistemi sanitari, dei sistemi produttivi e dei cittadini tutti di poggiare il proprio bisogno di salute su una chiara programmazione basata sulla sinergia tra i mondi della salute umana, animale ed ambientale”

Mariapia Garavaglia, già ministro della Salute dal 1994 al 1996 ha rimarcato i temi della collegialità della governance nella sanità, “Che oggi – ha detto – è sostenuta a livello mondiale dal tema della One Health, ma che a livello più profondo si basa sul valore dell’unitarietà della tutela della salute del cittadino, che è un argomento che coinvolge settori diversi della politica sociale, oggi più che mai unificati proprio a seguito dell’impatto enorme della pandemia”

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