Paolo Gentiloni al Quirinale per ricevere l’incarico


Pioggia di critiche e dissenso da parte delle opposizioni dopo la convocazione di Paolo Gentiloni al Quirinale dove gli sta per esser conferito dal Capo dello Stato l’incarico a seguito delle consultazioni concluse ieri. “Dopo la sconfitta al referendum Renzi doveva lasciare la politica”, ha twittato il deputato pentasellato Alessandro Di Battista, “invece è stato lui a indicare a Mattarella Gentiloni, il suo ‘avatar’, l’ennesimo politicante di professione interessato a far perdere ai cittadini la loro sovranita’”. Duro il commento anche da parte del leader della Lega Matteo Salvini dalla pagina Facebook: “Incredibile. Domenica scorsa 32 milioni di italiani hanno votato per scegliere la loro Costituzione e la maggioranza ha bocciato Renzi. Oggi il Pd, Mattarella e Napolitano si inventano il quarto Premier non eletto da nessuno, la fotocopia sfigata e inutile di Renzi. Questi ci prendono per il c..o! Noi non ci arrendiamo, daremo battaglia a questa cricca. #votosubito”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che anche lei attraverso la pagina Facebook attacca: “Tutto cambia perchè nulla cambi. Siamo passati dal Governo del burattino delle lobby al Governo del burattino del burattino delle lobby.

Il Capo dello Stato dunque ha avvallato quanto deciso dal partito del Nazareno anche per far fronte “a scadenze” urgenti che richiedono di essere affrontate da un governo nel pieno delle sue funzioni da una legge elettorale uniforme tra Camera e Senato agli impegni internazionali in agenda ai problemi dell’economia e delle banche fino alla prosecuzione della ricostruzione post terremoto. Tutti punti di programma che richiedono un governo solido, qualunque sia la sua durata. Una solidità dietro la quale gli esponenti dem hanno letto il tentativo di dar vita a un esecutivo senza scadenza. Ma il Pd ha fretta di andare alle urne e vorrebbe avere garanzie su questo, garanzie che nessun capo dello Stato può dare.

Intanto resta da sciogliere la questione del voto anticipato: Renzi nei giorni scorsi ha chiesto che si vada ad elezioni entro l’estate ma non ci sono garanzie a riguardo: l’unico passaggio potrebbe essere un compattamento dei dem che si riuniranno in direzione già lunedì. E non sarà facile trovare la quadra in Parlamento perchè al di là della richiesta formulata anche dai capigruppo del Pd al Colle di un voto da tenersi il prima possibile, le anime non renziane frenano ancora. E sono gli stessi Alfano e Verdini a sottolineare come un esecutivo nel momento in cui nasce non ha una data di scadenza. Perchè i centristi – sia in Ap ma anche in ‘Ala’ – non vogliono un’accelerazione in questa direzione, così la minoranza dem ma anche molti parlamentari, perfino renziani.

Il percorso che porta al trasferimento di Gentiloni dalla Farnesina a palazzo Chigi è ormai intrapreso e già si ragiona sulla eventuale lista di ministri. Il nuovo ingresso potrebbe essere Fassino, dato come possibile nuovo responsabile degli Esteri (in lizza con Calenda). In uscita la Giannini e probabilmente la Madia mentre è ancora in bilico la posizione della Boschi che potrebbe restare ministro per i Rapporti con il Parlamento ma la nuova composizione (stabili anche Franceschini, Orlando, Poletti e Martina) potrebbe non prevedere la delega sulle riforme. Sarebbero previsti quindi pochissimi aggiustamenti.

L’esecutivo nascerà con il compito di varare la legge elettorale, ma modificare l’Italicum potrebbe non essere l’unico scopo. Il mandato potrebbe allargarsi alla riforma della scuola, del lavoro e ad altri temi. Anche a fronte di queste considerazioni che vengono sottolineate anche all’interno del Pd l’opzione delle urne anticipate resta un rebus. E non solo per eventuali indicazioni del presidente della Repubblica, ma anche perchè le forze politiche, a parte M5s, Lega e Fdi, hanno appunto fatto intendere di voler il proseguo della legislatura.

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