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Confcooperative. Un settore leader che investe in un’economia sempre più sostenibile


Crescita di fatturato del 18%, di cui 1/5 rappresentato dall’export e una quota del 15% da biologico certificato, ma i costi registrano un +18,5%. Una fotografia dell’agroalimentare pontino nel convegno promosso da Confcooperative Lazio Sud

La sequenza di avvenimenti dirompenti degli ultimi anni, dalla crisi pandemica e climatica alle situazioni geopolitiche sempre più complesse, con il loro corredo di strozzature nelle catene di fornitura e di aumento generalizzato dei prezzi, ha investito l’intero settore agroalimentare nazionale, senza alcuna eccezione per la filiera pontina. Uno scenario di “disordine globale” sempre più di lungo termine che dapprima ha innestato il rialzo dei costi produttivi per il rincaro dell’energia e la mancanza di mezzi tecnici, poi l’inflazione e quindi il calo dei consumi. Un circolo vizioso in cui, seppure con differenze interne, l’agricoltura tanto locale quanto nazionale risponde alle “nuove sfide” vivendo un intenso processo di ristrutturazione produttiva improntata sull’efficienza economica e sull’ottimizzazione delle risorse, per continuare a rivestire posizioni di rilievo nella bilancia commerciale del Paese. La sostenibilità intesa nella sua dimensione economica, sociale e ambientale è stata protagonistadel convegno “Sviluppo sostenibile e nuove sfide della cooperazione agricola pontina”, promosso da Confcooperative Lazio Sud, ospitato nell’auditorium del centro direzionale dellaBCC Cassa Rurale Agro Pontino di Pontinia (Latina).

Il ruolo delle imprese cooperative nello sviluppo economico e sociale territoriale

«Questo è il momento – come espresso nell’apertura dei lavori dal presidente di Confcooperative Lazio Sud Giuseppe Testa – in cui è necessario costruire una nuova e ambiziosa agricoltura con la consapevolezza di essere determinati per la riuscita degli obiettivi. Il convegno odierno rappresenta un primo appuntamento all’interno di un percorso sviluppato con l’obiettivo di avviare momenti di dialogo e di riflessione sul ruolo della cooperazione in un territorio complesso come quello delle province di Latina e Frosinone. A fine gennaio saremo a Frosinone per parlare di transizione digitale e di evoluzione di prospettive di cura. Il confronto interno al contesto cooperativo, aperto, però, alle comunità di riferimento, ai rappresentanti politici ed alle istituzioni, servirà per interrogarci sul valore che il modello e le imprese cooperative rivestono all’interno delle economie sociali. Il mondo della cooperazione deve saper declinare obiettivi e modalità di azioni coerenti e, consapevole delle responsabilità che gli competono, deve mantenere sempre aperto il dialogo anche per dare alle comunità in cui opera un’idea chiara del proprio contributo».

Il patto tra sistema camerale e filiera dei mercati per la valorizzazione delle eccellenze locali

«La cooperazione nel settore agricolo – come nelle parole del presidente della Camera di Commercio Frosinone-Latina Giovanni Acampora – ha un ruolo indiscusso da protagonista e rappresenta la forza motrice di un comparto che nella nostra terra vanta una storica presenza e i cui valori economici ci contraddistinguono a livello nazionale e sui mercati esteri. Il convegno di oggi rientra nel progetto presentato da Confcooperative Lazio Sud sul bando Camerale per l’anno 2022 per sostenere le progettualità delle organizzazioni imprenditoriali. La Camera intende proseguire su questa linea che è tra le priorità dell’Ente. Possiamo lavorare in sinergia e mettere a terra dei progetti, come stiamo già facendo per il settore vitivinicolo, per la promozione delle Dop, condividendo insieme azioni e obiettivi. Dobbiamo continuare su questa strada, metteremo in campo altre risorse. Per il settore agricolo abbiamo previsto con il supporto dell’azienda speciale 80.000 € per la tutela delle produzioni agricole e per un Rapporto regionale sull’agricoltura del Lazio con l’Istituto Tagliacarne».

Quale futuro per la cooperazione Fedagripesca nell’area pontina

Un sistema cooperativo quello di Fedagripesca nell’Agro pontino leader nell’ambito provinciale del centro-sud Italia, con una crescita di fatturato del 17,9% rispetto al periodo prepademico (2022 su 2019), di cui 1/5 rappresentato dall’export e una quota del 15% da biologico certificato, come emerso nell’intervento introduttivo curato da Pierpaolo Prandi sui numeri e il futuro della cooperazione, per una fotografia del settore agroalimentare nell’area pontina alla luce del “Rapporto Confcooperative Fedagripesca 2023”. Tuttavia i costi sostenuti per materie prime e di consumo rappresentano oltre il 79% dei costi della produzione e sono aumentati più del fatturato registrando il +18,5% nello stesso periodo in esame.

Emerge anche la fotografia di un settore, in linea con i dati nazionali, non per giovani, in cui solo il 4% dei soci ha meno di 30 anni. Un sistema cooperativo che cresce però nell’inclusione e nella modernità sociale, in cui quasi il 59% degli addetti è donna. Le cooperative risultano essere in prevalenza PMI, ma la corsa verso la grande dimensione viaggia a ritmi elevati. Nonostante l’aumento dei costi le cooperative agricole pontine continuano a investire nella transizione digitale e verso un’economia sempre più sostenibile, soprattutto attraverso progettazioni tese al risparmio energetico e alla riduzione dei consumi. «Un sistema di PMI agricole prevalentemente solide, anche rispetto i parametri nazionali – come nella presentazione del Responsabile dell’area statistica e ricerche di mercato di Fondosviluppo – che guarda al futuro con rinnovata fiducia senza dimenticare però che una cooperativa su due rientra nell’area di vulnerabilità in termini di sostenibilità economico finanziaria».

Agro Pontino, la prospettiva di un territorio in grado di trasformarsi e seminare il futuro in equilibrio tra tradizione e innovazione

Dalla rappresentazione del sistema cooperativo pontino offerta dall’analisi del “Rapporto” alla fotografia del territorio messa in luce attraverso le immagini del video dedicato alla cooperazione agricola pontina che ha fatto emergere un modello di agricoltura di pregio, capace di guardare al domani, in cui la cooperazione è parte inscindibile dell’identità territoriale contribuendo a produzioni ricche quantitativamente e per varietà, economicamente competitive e rispettose dell’equilibrio ambientale.

Nuove sfide” e strategie del mondo cooperativo per rispondere alla crisi

Eventi climatici estremi, emergenze produttive e problematiche fitosanitarie, diversa gestione delle risorse sempre più limitate, drammatica contrazione delle superfici, decremento delle produzioni e al contempo l’obiettivo di garantire ai consumatori un prodotto di qualità. È questa la priorità del settore ortofrutticolo, un’immensa sfida alla quale tutto il settore primario è chiamato a rispondere: uno scenario complesso che richiede una visione plurale per essere affrontato, anche sull’esempio dell’economia collaborativa delle imprese cooperative in cui investimenti e innovazioni sono le parole d’ordine da mettere in pratica a fianco a strutture organizzate e a filiere garantite, non prescindendo però dall’impegno delle istituzioni accanto a quello delle singole imprese.

«Il grande tema della cooperazione – come sottolineato da Davide Vernocchi, presidente del Comitato Settore ortofrutticolo Confcooperative Fedagripesca nazionale, ma anche di Apo Conerpo, la principale OP ortofrutticola europea – si fonda sull’aggregazione, per rendere le aziende singole sempre più protagoniste in un contesto dove devono confrontarsi non solo con il mercato, ma anche con il clima e il quadro normativo comunitario, distante rispetto quelle che sono le reali esigenze dei produttori».

Impatti strategici, organizzativi e operativi tesi a valorizzare le imprese agroalimentari

C’è un’urgenza che non merita di essere elusa: creare al più presto condizioni in grado di favorire la sostenibilità del settore primario, nella sua dimensione economica, sociale e ambientale. Una strategia multifattoriale – come nell’intervento di Salvatore Stingo, presidente Fedagripesca Lazio – che passa dal sostegno economico e sociale, giovani in primis, aiuti, anche fiscali, per l’aggregazione produttiva e organizzativa, formazione, sostegni all’export e ancora tutela delle produzioni ed eccellenze agricole nazionali. È il momento per fare scelte consapevoli in un’ottica di efficienza economica e sfruttamento consapevole e supportare la filiera con strumenti adeguati, anche potenziando la ricerca e l’innovazione tecnologica, per continuare a sancire il diritto di tutti ad avere alimenti sani, di qualità ed economicamente accessibili.

La certificazione di un impegno e di un’identità

Maurizio Manfrin
Maurizio Manfrin

Azioni di sistema tese a migliorare i modelli di produzione e consumo, sicurezza produttiva, tracciabilità e qualità, trasparenza e competitività come leve essenziali per guadagnare spazi di mercato e rimarcare l’importanza strategica del settore agroalimentare pontino nei contesti nazionali e internazionali. Sono questi alcuni degli elementi che fanno parte della visione a lungo termine che contraddistingue la trasformazione in cui è impegnata la cooperazione agricola nel territorio pontino. «Un percorso, segnato dall’impegno a conseguire risultati concreti per la propria comunità e territorio di riferimento, rappresentato da un insieme qualificato di imprese cooperative – come nelle conclusioni affidate a Maurizio Manfrin nel suo duplice ruolo di presidente della BCC Cassa Rurale Agro Pontino e di presidente del Consorzio Agroalimentare dell’Agro Pontino – che concorrono a favorire un nuovo concetto di sviluppo. Cooperazione e innovazione sociale sono così legate a doppio filo, in grado di tenere insieme innovazione e responsabilità sociale, impresa e flessibilità organizzativa. Su queste basi, a quasi un anno dalla costituzione, continua a fondarsi l’esperienza del Consorzio Agroalimentare dell’Agro Pontino, un percorso teso a garantire al contempo distintività e varietà produttiva, legame con la tradizione e identità dei territori, scongiurando il rischio dell’omologazione dei prodotti attraverso la valorizzazione delle eccellenze. Non soltanto un marchio commerciale, ma la certificazione di impegno e di qualità. Una certificazione che non è solo difesa di un’identità, ma dichiarazione di un’orgogliosa appartenenza».


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