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Procaccini. Pescatori sequestrati, silenzio dell’Europa

“Anche l’Unione Europea resta in silenzio davanti al ricatto della Libia, scarica ogni responsabilità e ha abbandonato al loro destino i 18 pescatori siciliani, bloccati tre mesi fa dalle motovedette libiche mentre pescavano, sequestrati e tenuti prigionieri da uno Stato straniero.

Ce lo dice chiaramente l’Alto rappresentante e Vicepresidente della Commissione, Josep Borrell, che nella risposta alla interrogazione che ho presentato a Bruxelles, insieme agli altri europarlamentari del gruppo di FDI-ECR, per chiedere all’Europa un intervento su questa grave vicenda, invita a contattare le autorità italiane competenti. E’ questo il modo in cui l’Europa agisce per tutelare i suoi cittadini sequestrati da uno Stato straniero?”

È quanto dichiara in una nota l’europarlamentare FdI-ECR Nicola Procaccini, capogruppo dei Conservatori nella commissione LIBE che si occupa anche di libertà, giustizia e immigrazione.

“A quasi tre mesi dall’inizio di questa vicenda su di essa è calato un silenzio inquietante, tra l’indifferenza del governo italiano a cui fa sponda la UE, mentre per i 18 pescatori e per le loro famiglie si prospetta un Natale amarissimo. E’ inconcepibile che l’Italia, e tantomeno la UE, faccia nulla per impedire che le autorità libiche possano impunemente sequestrare delle imbarcazioni italiane, mentre i lavoratori siciliani stanno legittimamente esercitando la loro attività di pesca. Un silenzio tanto più grave perché è in atto un vero e proprio ricatto da parte della Libia, che non intende rilasciare i pescatori italiani fino a quando non saranno liberati i 4 libici in carcere in Italia perché condannati a 30 anni di carcere per traffico di migranti, accusati di avere fatto parte del gruppo di scafisti responsabili nel 2015 di un naufragio in cui morirono 49 migranti”.

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